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SIAMO DAVVERO FISSATI?
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Nel mirino del grillo
(i malati del... male minore)


28/03/2009 - ore 11:24

Noi -in famiglia o sul lavoro ed indipendentemente dalle nostre effettive capacità in pedana- siamo spesso definiti “FISSATI”, “MALATI”, “IRRECUPERABILI”, “PERSI”, “MANIACI”, “DROGATI” di Tiro a Volo.
Ordunque, stavolta vorrei difendere tutti noi da questi giudizi avventati, incongrui, non veritieri e che certamente non meritiamo!
Per onestà dobbiamo premettere che, effettivamente, la passione vera c'è e tanta. Eppoi, sembra ieri che abbiamo iniziato a sparare e invece sono trascorsi già anni e anni che, per qualcuno, li possiamo contare a decine.
Poi, in talune occasioni, chi non è andato a fare la “garetta della mutua” o il “GP federale” con la pioggia battente o con la tramontana gelida che tagliava la faccia in pedana? Per non parlare delle estenuanti gare estive (tipo “Maratona di Ferragosto”: 150 piattelli a scorrere dalle ore 11 del mattino alle 17.30 del pomeriggio), a 37° all'ombra e con le cartucce lasciate inopinatamente nel cofano della macchina a pieno sole sul piazzale polveroso, che solo andarle a prendere era una fatica, figuriamoci a spararle, così belle calde calde: un calcio di mulo alla spalla avrebbe dato meno fastidio!
Qualche volta, in verità, siamo andati sui Campi del Regno il giorno dopo Natale (solo perché il giorno prima era difficile trovarne qualcuno aperto...) oppure -ancora più di frequente- il Lunedì dell'Angelo ed il 1° Maggio, per via delle garette gastronomiche o a cartucce che vi si disputano in quelle occasioni.
Insomma non si può negare che appena abbiamo un pomeriggio libero (anche in mezzo alla settimana) non resistiamo e ci portiamo sul Campo abituale, tirando fuori dalla macchina il fucile, come farebbe un prestigiatore col coniglio bianco dal cilindro, occultato nel cofano la mattina all'alba -con cautele, capriole e raggiri- per non farci notare dalla signora...
Certo, oltre alle mancate presenze in Famiglia (leggi “assenze”), c'è poi anche l'aspetto economico, che non può essere sottovalutato. Ci si fissa spesso sul costo del fucile e delle cartucce, ma -a ben guardare- per i Praticanti assidui della pedana, alla fine questi sono i costi minori, che potremmo definire fisiologici (quelli di cui non si può proprio fare a meno), mentre ben altre sono le spese -raramente messe in conto dall'Appassionato- che incidono sui bilanci familiari: viaggi e spostamenti per gare, pranzi al ristorante della “club-house”, pernottamenti per le Gare in trasferta o i “GP”, calci su misura e/o regolabili, giubbini (estivo, invernale e di “mezza stagione”, anche se non esiste più), abbigliamento ed accessori tecnici dello “sponsor” e così via, che ora sarebbe troppo lungo elencare tutto ciò che noi ben sappiamo...
Oddìo, con queste premesse appare un po' difficile tentare una difesa d'ufficio degli Amatori del Tiro a Volo agli occhi di mogli, compagne, figli, conoscenti, colleghi e datori di lavoro...
Tuttavia, chi ci rimprovera di non essere mai a casa e di andare in giro a spendere soldi per sparare non ha forse considerato che molti di noi, grazie appunto al Tiro a Volo, sono negli anni stati lontani da tentazioni peggiori, alla larga da ambienti meno raccomandabili e non hanno ceduto alla facile tentazione di trovarsi compagnie alternative.
Basta riflettere su chiunque conosciamo, che abbia superato i vent'anni e disponga di due soldi da spendere, dopo una settimana di lavoro. Chi di noi non ha conoscenti accaniti giocatori a tutto o frequentatori di bische e sale biliardo? Oppure frequentatori di “play-house” (diciamo così) o collezionisti di gnocca, che inseguono fino all'Avana o sul lungomare di Rio con viaggi annuali?
E' chiaro che chi la domenica mattina deve essere in pedana in “prima batteria” alle 8.30, il sabato sera non va a sbordellare in discoteca fino alle cinque del mattino dopo, non si ubriaca, non si impasticca, non “sballa”! Anzi, cerca di andare a letto prima di mezzanotte dopo aver mangiato moderatamente, per essere fresco, sobrio e riposato la mattina dopo e fare una buona gara.
Chi attende impaziente il sabato pomeriggio o la domenica per andare sui Campi è vero che ci spende dei soldi, ma -dovendosi regolare, come tutti- magari evita di mantenere una badante bielorussa di 24 anni per intuibili necessità oppure di lasciare congrue cifre sui tavoli verdi o all'ippodromo o, più banalmente, ai botteghini del lotto.
In conclusione appare inevitabile che chi conduce un'esistenza normale (cioè, con salute, lavoro e due soldi da spendere a scopo ludico) e sia assillato nel corso della settimana da problemi, difficoltà, imprevisti e seccature connesse alla vita stessa, ha poi la volontà di prendersi uno svago, un passatempo, un divertimento, uno “sfizio” (chiamiamolo come vogliamo) per seguire la sua “passione”.
Ecco: per questi, per noi, il Tiro a Volo rappresenta ed ha rappresentato -senza ombra di dubbio- la salvezza da comportamenti peggiori e pericolosi che, in taluni casi, avrebbero potuto condurre anche al disfacimento della famiglia stessa.
Per quanto mi riguarda, dopo trent'anni di pratica delle pedane e senza essere mai stato campione di nulla, sono grato alla passione per il nostro amato Sport che mi ha sempre consentito di frequentare ambienti sani su svariati Campi del Regno, di conoscere un'infinità di persone perbene (ed anche qualche “bischero”, ma quelli ovunque non mancano mai...) e di essere tuttora impaziente, ogni fine settimana, di andare a sparare da qualche parte, anche solo in prova, divertendomi sempre.
Ma... vi sembro un “fissato”?

grillosaggio@iltiro.com
Il "grillosaggio" spara RC