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CI VEDIAMO LUNEDI’ AL CAMPO…
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Nel mirino del grillo
(il ritrovo dei “compagni di merende”)


06/06/2009 - ore 13:55

Gli impianti dei campi di Tiro a Volo del Regno, soprattutto quelli che restano aperti tutto l’anno, non sono soltanto un luogo dove andare il sabato e/o la domenica per sparare a piattelli ed eliche.
Essi, infatti, per molti di noi appassionati rappresentano anche e soprattutto un luogo di socializzazione, un punto di incontro e di ritrovo, un posto dove trascorrere qualche ora in tranquilla libertà, anche nei giorni in cui non si spara.
Lo Stand del nostro poligono abituale (ma, soprattutto, l’annessa “club-house” con bar e servizi vari) ha di fatto sostituito la piazzetta del paese, i giardini pubblici, l’osteria, il “bar dei cacciatori” e qualsivoglia altro luogo di ritrovo che era familiare ai nostri padri e dove noi ricordiamo esservi stati dai medesimi trascinati e trattenuti a forza, da piccoli, in cambio di un cono gelato.
Oggi i tempi sono diversi e sono cambiate tante cose, ma la volontà di aggregazione con altre persone che condividono la nostra stessa passione è rimasta inalterata. E così, accade sovente di passare al campo in un pomeriggio piovoso di febbraio oppure un lunedì mattina di giugno e trovare nel piazzale dell’impianto una trentina di macchine parcheggiate. Ma che ci sta a fare lì tutta quella gente, se non si spara? Ma non dovrebbero essere al lavoro o all’università?
Andando a vedere, si sorprenderanno i presenti diversamente affaccendati, in coppia o a gruppetti, ma comunque tutti intenti a trascorrere il loro tempo con maggiore impegno che se fossero al lavoro o a scuola!
Diverse coppie sono sedute ai tavoli della “club-house” e giocano interminabili partite a carte avendo per posta (asseritamente) l’aperitivo. Qualcuno, più “snob”, si cimenta addirittura in un incontro di scacchi (in questi casi il difficile è trovare un avversario…), alternato alla dama. Altri leggono il giornale o vecchie riviste di Caccia e Tiro lasciate sui tavoli, mentre bevono e fumano coralmente, parlando almeno tre alla volta di altrettanti argomenti diversi.
All’esterno chi non sopporta il vociare ed il fumo, passeggia variamente abbigliato al sole o all’ombra, a seconda della stagione.
Nelle mattine dei giorni lavorativi, l’elegante abbigliamento di taluni appassionati (muniti anche di cravatta), tradisce la loro momentanea e spesso ingiustificata assenza dall’ufficio oppure il pretesto trovato a casa con la moglie per potersene scappare qui a chiacchierare con gli altri tiratori della domenica.
Insomma, il campo di tiro non dorme mai e tantomeno resta deserto… Il lunedì mattina specialmente, quando dovrebbe essere addirittura chiuso con la sbarra e la catena al cancello, esso è frequentatissimo e vive una vita parallela, intensa, senza spari né tabelloni, senza fucili aperti sulla spalla né paraocchi equini ai lati degli occhiali, ma che rallegra la giornata a tante persone.
Infatti, già il lunedì non va a nessuno di tornare al lavoro, ma non dimentichiamo che molti praticanti sono (beati loro) pensionati e pertanto finalmente “padroni” anche di quella giornata. Così capita che si ritrovino sullo stesso impianto che hanno lasciato la sera precedente a buio, dopo aver disputato la gara domenicale, liberi di fare commenti sulla competizione di ieri e previsioni su quella di sabato prossimo, mentre guardano gli addetti che vagano per il campo raccogliendo brandelli di eliche e frammenti di piattelli, spingono carriole, tagliano l’erba, rastrellano foglie, lubrificano le macchine e spostano con cautela bianchi scatoloni con le scritte “CLAY PIGEON”… Il seguire il lavoro degli altri con attenzione, magari commentandolo e/o muovendo critiche, rappresenta una delle principali occupazione degli italiani ed i tiratori non fanno certo eccezione!
Così, gli addetti alla manutenzione dell’impianto nella giornata di chiusura (per lo più giovani dell’Est europeo, che vengono a raccogliere i piattelli rotti e a portare via i sacconi grigi coi bossoli per arrotondare qualche euro) sentendosi osservati da tutte quelle persone appoggiate al parapetto o sedute in panchina, si danno maggiormente da fare e si reputano giustamente importanti, indispensabili per il buon funzionamento del Campo e ne sono certamente contenti!
Infatti i Tiratori presenti, tra una battuta e l’altra e dovendo comunque fare ora di pranzo per potersi ripresentare a casa o alla mensa, sono molto attenti alle modalità di cura e manutenzione dell’amato impianto ed esortano spesso a dare olio o a modificare la posizione di questa o quella macchina da lancio, che nella gara di ieri gli è costata più di qualche zero.
Terminata l’opera dei lavoranti, c’è sempre chi se ne esce col desiderio di fare almeno una serie o qualche elica di prova, che “tanto il fucile ce l’ho nel cofano della macchina…”, come se fosse la cosa più normale del mondo uscirsene di casa il lunedì mattina con la valigetta del sovrapposto e l’ombrello!
Come pensate che vada a finire la giornata? Tutti i salmi finiscono in gloria: dopo averne tanto detto, parlato e visto diventa impossibile allontanarsi dall’impianto senza aver fatto qualche fucilata.
I più sfacciati si raccomandano al gestore, implorandolo di mandargli a mano una decina di piattelli destri dalla quinta pedana e altrettanti sinistri dalla prima, perché devono provare il calcio nuovo che hanno ritirato oppure l’intero fucile appena comprato.
Dispiace dire di no e così il paziente gestore o persona da lui incaricata, si prestano bonariamente a queste sceneggiate del lunedì, non senza far osservare allo smanioso in astinenza che, se è andato via dal campo ieri sera a buio e stamattina alla nove era di nuovo lì, ma quando “cappero” mai lo ha comprato ‘stò calcio o ‘stò fucile? Stanotte a mezzanotte?
Intanto, mentre l’appassionato spara in giacca, cravatta e senza cuffie ai suoi piattelli angolatissimi, altri compagni di merende continuano a discorre tra loro ed a fumare, appoggiati alle ringhiere dei vialetti. Parlano ovviamente di tiro più che di donne, di caccia, di cani, di aperture e di cartucce. Ricordano di ieri, raccontano di oggi, ipotizzano del domani e della loro vita che fugge via veloce, così come il vento che prepotentemente disperde le volute di fumo tra una chiacchiera e l’altra.

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Il "grillosaggio" spara RC