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LA SCELTA DELL’ARMERIA: UNA QUESTIONE DI FIDUCIA
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Nel mirino del grillo
(consigli per evitare il diffuso “compro stracci – vendo seta”)


19/06/2009 - ore 22:00

Una delle principali difficoltà che il neofita della caccia e del tiro in genere si troverà ad affrontare non appena avrà deciso di dedicarsi a tali attività sportive sarà quella di scegliere il negozio al quale andrà a portare i propri soldi in cambio della presunta felicità: l’acquisto o la permuta di un fucile con cui cercare di colpire i bersagli o rompere i piattelli. Insomma, il cosiddetto e fantomatico “fucile giusto”.
Al riguardo sarà bene precisare subito che tale incessante ricerca inizia con le prime uscite oppure serie in pedana dell’appassionato e non avrà mai termine, se non quando il medesimo tiratore deciderà finalmente di andare a giocare a golf o a bocce, dimenticando le tonnellate di piombo seminate nella sua vita.
Per correttezza è doveroso rivelare subito a chi legge che il “fucile giusto” è un mero concetto astratto, un’entità evanescente, un’infatuazione fanciullesca come Peter Pan o la Fatina Buona del Piffero... Difficile trovarlo in un’esistenza intera: figurarsi agli inizi!
Tuttavia, dal momento che improvvisamente e senza alcuna apparente ragione, un soggetto sano e uomo dabbene si trova contagiato dalla smania irrefrenabile di sparare a bersagli in movimento, sarà opportuno fornire alcuni spunti di riflessione sul mondo delle armerie e, soprattutto, degli armieri. Per cominciare, non è detto che chi vi fa risparmiare oggi 100 o 200 euro sull'acquisto di un fucile (nuovo od usato che sia) alla lunga faccia il vostro bene!
Anzi, talvolta l'acquisto di un'arma ad un prezzo troppo vantaggioso nasconde qualche sgradita sorpresa. Insomma, per la serie "nessuno ti regala niente" e chi è dietro al bancone non fa certo l’arte per rimettere.
Indubbiamente sarebbe opportuno imboccare la buona strada sin dall'inizio, rivolgendosi a negozi noti nell'ambiente e di provata serietà, evitando quei rivenditori (grandi e piccoli) che volutamente hanno pompato la voce di essere in crisi, in seria difficoltà, anzi sull'orlo della chiusura e, pertanto, avendo bisogno di denaro sarebbero disposti a vendere tutto quello che hanno in casa anche sottocosto...
E' vero, probabilmente, che tali commercianti non pagano i loro fornitori per la merce ricevuta, ma -siate certi- che nulla sono disposti a regalare al Tiratore Generico Medio che entra nel loro negozio.
Rivolgetevi dunque a gente seria e fatevi consigliare da qualche altro tiratore esperto quanto o più di voi il quale, se vi potesse accompagnare al momento dell'acquisto, sarebbe comunque meglio.
Le armerie serie (che sono, per fortuna, la maggioranza) non approfittano del neofita e non lo trattano come se fosse un turista giapponese con la cinepresa digitale al collo in giro per Roma.
Nel prezzo del fucile che acquistate sono comprese anche la competenza, l'onestà, il consiglio e l'assistenza tecnica dell'armiere esperto che ve lo vende e dal quale -qualora ce ne fosse bisogno- potrete tornare tranquillamente in qualsiasi momento per eventuali problemi sull'arma stessa.
Vi pare poco?
Non usando questo tipo di cautele, la musica cambia drasticamente!
Può infatti accadere all’entusiasta (quanto inesperto) appassionato che l'arma usata (da lui acquistata come "pari al nuovo") ben presto riveli delle magagne oppure -più semplicemente- non gli riesca con essa di colpire un bersaglio in movimento.
Questi torna allora fiducioso nel negozio del venditore il quale, dopo avergli puntualmente fatto esporre tutti i problemi che il fucile -a suo tempo definito perfetto- ha evidenziato sin dalle prime fucilate di prova, gli risponderà, spesso allargando le braccia, in uno o più dei seguenti modi:

1. "Non è possibile farci nulla, questo modello di fucile nasce proprio così".
2. Idem, con la variante "sennò bisogna cambiare il calcio e, a questo
punto, anche l'asta, sennò i legni rimangono di colore diverso ".
3. "Ne abbiamo venduti tanti di questo tipo anche usati, ma questo caso non era mai capitato
prima a nessuno".
4. "Qui non ci si può fare niente: bisogna mandarlo in fabbrica a Brescia".
5. "Sei tu che imbracci male e pieghi la testa di lato: ecco perché ti fa
male allo zigomo! Il calcio ti viene perfetto...".
6. "Se fa "cilecca" la prima canna non è colpa della molla del percussore, bensì sono le tue cartucce che hanno l'innesco un millimetro più in basso rispetto al fondello: sta capitando a parecchi, è un lotto difettoso di bossoli...",
e così via.
Si potrebbe scrivere un libro alto come l’elenco telefonico di Milano sui pretesti, le giustificazioni e le scuse fornite da taluni commercianti di armi a sostegno del fatto che ci hanno venduto un "CATENACCIONE" per buono.
Inoltre, talvolta, la famosa "Fabbrica di Brescia" dove l'armiere vi dirà di aver mandato il vostro fucile per metterlo a posto una volta per tutte non è poi così lontana: si trova quasi sempre nel retrobottega del negozio stesso dove -a tempo perso- l'amato fucile (da voi tenuto come un figlio) verrà preso a martellate e a colpi di raspa da un qualche "Geppetto" pensionato che poi, abbondando sul legno con olio di lino crudo diluito col petrolio, cercherà di nascondere gli sfregi causati al calcio.
Niente paura: un paio di mesi d'attesa in tutto, una modica spesa ("facciamo 150 euro, perché hanno cambiato anche il calciolo... Sì, non lo vedi che questo è un millimetro più alto di quello che c’era prima?") e potrete tornare contenti e fiduciosi in pedana, dove -grazie all'arma così risistemata- farete più o meno quello che facevate prima e il calcio col rinculo allo sparo continuerà a spaccarvi la faccia.
In altri casi, invece, capita di notare in rete o su qualche rivista di foto-annunci di armi interessanti offerte e/o richieste di fucili, anche da parte di privati che pongono in vendita asseriti gioielli di famiglia. Talvolta capitano anche situazioni degne di nota come il seguente annuncio di fantasia, che immaginiamo inserzionato dall’Armeria di Fiducia su rivista mensile del settore:
“Compro VECCHI FUCILI SEMI-AUTOMATICI a lungo rinculo e/o primi PRESA GAS in cal. 12 – 16 – 20, in qualsiasi condizione, anche incompleti. Cerco inoltre pezzi di vecchi fucili come sopra descritti, anche se non funzionanti e con canne pure arrugginite– Pagamento in contanti. Tel.: “00- 23-69………”.
Su altra rivista specializzata, il mese successivo, appare la seguente inserzione:
“Disponiamo di un vasto assortimento di storici e ineguagliabili FUCILI AUTOMATICI A LUNGO RINCULO e qualche raro pezzo dei PRIMI PRESA GAS originali nei calibri più diffusi: fucili mai toccati e praticamente perfetti!
Si tratta delle armi che hanno segnato la storia della caccia durante tutto il secolo scorso e soltanto una fortunosa coincidenza, unita all’amore per le cose belle e la passione per i fucili di pregio, ha fatto sì che questi che non esitiamo a definire “Gioielli”, potessero pervenire intatti fino a noi.
Gli appassionati veri non vorranno perdere questa occasione (in quanto verosimilmente non ne potranno avere altra analoga) anche se i fortunati acquirenti, data la perfezione e l’impeccabilità dei pezzi che vengono proposti –taluni dei quali veramente mai usati e garantiti dalla serietà della nostra Azienda, nota e stimata in tutto il mondo- dovranno essere comprensibilmente disposti a sborsare somme consistenti per avere qualcosa che non è e non può essere alla portata di tutti!
Possibilità di finanziamenti in sede fino all’80% del valore del “Gioiello”.
Tel.: “00-23-69……..”.
Sarà una coincidenza o un errore, ma il numero di telefono è lo stesso.
Pertanto, come in ogni altra attività umana che necessiti di esperienza e strumenti per essere praticata con successo, anche per gli appassionati di caccia e di tiro la strada all’inizio si presenta tutta in salita, ma la passione e qualche buon consiglio di chi è più esperto riuscirà ad evitare danni economici consistenti e, soprattutto, il famigerato calo d’interesse, che coglie taluni dopo qualche tempo di attività e li induce ad abbandonare l’esaltante esperienza di sparare.

grillosaggio@iltiro.com
Il "grillosaggio" spara RC