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LA RICERCA DEL FUCILE PERFETTO
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Nel mirino del grillo
(cambiare l’arma solo quando è proprio necessario…)


04/07/2009 - ore 00:21

Anche se ci si trova bene col proprio fucile, si viene talvolta pervasi da un’irrefrenabile smania di cambiare per provare qualcos’altro: tale sindrome, descritta abbondantemente nei testi clinici, si chiama appunto “Smaniòsi” (con l’accento sulla “o”).
Chi ne è colpito non sa di essere malato e continua a ricercare nel cambiamento dell’arma una perfezione irraggiungibile che non gli verrà mai, per carenze tecniche e fisiche insite in lui e non certo nel fucile.
Il Tiratore contagiato (soprattutto se trattasi di soggetto dalle buone disponibilità economiche) diventa un soggettone sui Campi di Tiro e le sue argomentazioni, attentamente seguite davanti al bancone del bar nella “club-house” dai conoscenti di Pedana, diventano oggetto delle più impietose battute e delle più sonore risate dei medesimi, appena l’interessato si sarà allontanato.
Se ve ne capita uno, lo riconoscete subito: infatti, lui ha sempre per le mani un fucile appena acquistato e cerca, contemporaneamente, di vendere il suo che aveva prima.
Fin qui non ci sarebbe niente di male (lo abbiamo fatto più o meno tutti), se non fosse che questa per lo "Smanioso" è una situazione costante.
Infatti costui, dotato di buone possibilità economiche e di sufficienti conoscenze tecniche di base (nel senso che sa riconoscere a prima vista una doppietta da un'automatico...), pratica le Pedane del Regno sparando ogni poco con un'arma diversa sia per marca, sia per modello. Ovviamente i sovrapposti "Beretta" e "Perazzi" sono i suoi cavalli di battaglia, ma a livelli elevati: niente "682 Gold E" o "MX-8" destinati a noi poveri pisquani....
Per il nostro Eroe ci sono solo "SO-5" o "SCO" (al massimo, scendendo, "DT-10" e "SC-3"), rigorosamente usati e presi d'occasione, ma ai quali bisogna comunque -come prima attestazione di merito- rifare il calcio.
Infatti, se l'arma ha un calcio regolabile (ancorché originale) non va bene perché esteticamente inguardabile e bisogna farne uno fisso; mentre se il calcio è già fisso non va bene egualmente perché le pieghe e la deviazione non sono adatte all'acquirente, che si dice intenzionato a tenere l'attrezzo per tutta la vita.
Ovviamente, già che bisogna mettere mano al calcio, sarà bene rifare anche l'asta, altrimenti non si indovina lo stesso colore del legno e poi si vuole quella "a coda di castoro", in luogo di quella esistente "a becco d'anatra" o viceversa.
Dal momento che la mano d'opera del "Mastro Geppetto" di turno è la stessa, tanto vale "affogarsi nel mare" e scegliere anche due bei legni, invece di quelli di cocco che vorrebbe rifilare l'artigiano per 500 euro tutto compreso.
Lo "Smanioso", dopo aver speso un migliaio d'euro per rifare i legni al suo più recente acquisto, ci sparerà sì e no un paio di mesi e dopo sarà posseduto dalla smania irrefrenabile di cambiare ulteriormente.
Nell'alternarsi delle compra-vendite non viene seguita dal soggetto alcuna forma di razionalità: si può continuare a salire agognando un Beretta "SO6-EELL", come si può scendere verso fucili artigianali, ancorché di pregio e ben incisi. L'importante è che il fucile sia di quelli mai posseduti prima e che possa fornire allo "Smanioso" nuovi stimoli e rinnovate motivazioni a frequentare le Pedane.
Se l'affare è stato buono (almeno nel prezzo), il fucile avrà certamente qualche anno oppure avrà "sparato molto": meglio così! Almeno, oltre a rifare i legni, ci si potrà recare dal miglior armaiolo sulla piazza per commissionargli un'urgente "revisione generale".
L'urgenza è data dal fatto che la caratteristica peculiare dello "Smanioso" è l'avere sempre fretta: se acquista un fucile di martedì sera, lo deve far mettere a posto subito, perché ci vuole sparare domenica prossima al GP o alla Gara societaria. Non può aspettare oltre, non può attendere, non ha pazienza! Non può continuare a tirare per altri dieci giorni col suo precedente fucile, col quale pure aveva ottenuto buoni risultati, ma che per lui è ora una "cosa morta": c'è il nuovo che avanza... E poi il vecchio va venduto, anche per rientrare di parte dei soldi promessi a saldo dell'acquisto.
L'Armaiolo tenterà di resistere, prenderà del tempo, tergiverserà, alzerà il prezzo, ma alla fine -asserendo di aver lavorato anche la notte- riuscirà a riconsegnare in tempo l'attrezzo allo "Smanioso" con le canne ribrunite, il mirino e il grilletto sostituiti, i ramponi di tenuta rinserrati ed il calciolo in gomma piena, in luogo di quello a due ventilazioni che c'era prima.
Così, armato e in parte equipaggiato, il nostro affronterà l'impegnativa competizione che tanto gli stava a cuore, realizzando un patetico 37/50, solitamente costituito da 19 alla prima serie e 18 alla seconda. Niente paura: tutto si aggiusta! Basteranno un paio di telefonate per prendere appuntamento e la prossima settimana si può partire per Brescia, l'ultima spiaggia di tutti i disperati che non riescono a far sistemare a dovere il calcio del fucile dalle loro parti.
In subordine, si può già pensare di cambiare nuovamente, avendo sentito dire che il tale nuovo modello della tale ditta consente di fare miracoli: con quel tipo di fucile in mano anche i ciechi -oltre ad aver miracolosamente acquistato l'udito- possono rompere piattelli. Perché privarsene? Basta solo trovare l'occasione giusta, la quale solitamente ben presto arriva, poiché gli "Smaniosi" sono più numerosi di quanto si creda e, in una medesima area geografica, finiscono per passarsi i fucili sistematicamente tra loro, quasi a circuito chiuso.
Lo "Smanioso" ha perso il conto di quanti fucili da tiro ha posseduto nella sua vita, però se li ricorda tutti e, la domenica pomeriggio davanti al bancone del bar nella "club-house", allorché -poniamo- si parli incidentalmente di Beretta "SO3-EELL" o di "SO4", la sua massima soddisfazione sarà quella di poter affermare, trionfante: "Ce l'ho avuto anch'io! Mi ricordo come fosse ora: era il 1982 e andai a prenderlo all'Armeria "Perondi" di Montecatini Terme. Però, il mio aveva le finiture "Extra-Super-Lusso-Special", il grilletto di platino, le canne così e così, che pesavano tot e le strozzature di tanti decimi, i legni in radica di noce scelta ricavati dallo stesso ciocco venduto all’epoca allo Sceicco Al Sayed per il suo sovrapposto da 60.000 dollari, ecc. ecc.".
I fucili non posseduti dallo "Smanioso" non valgono niente (altrimenti li avrebbe comprati...), mentre quelli che sono passati per le sue mani hanno un valore aggiunto, anche perché -come detto- sono comunque stati abbelliti o rimaneggiati, sia nei legni che nella meccanica, talché -anche se da lui comprati a prezzo equo- vanno tuttavia rivenduti a molto di più e chi li avrà acquistati per qualsiasi somma, avrà comunque fatto un "vero affare".
Lo “smanioso”, dopo anni di questo logorìo mentale e di ingiustificate spese, rampognato costantemente dai familiari e dai pochi “amici veri”, si accingerà immancabilmente ad uno degli epiloghi possibili per la sua triste situazione. Qualcuno, fisicamente esausto, molla tutto, vende ciò che ha e si da alla pesca o al gioco delle bocce; altri cambiano disciplina dandosi al Percorso di caccia col vecchio automatico che (almeno quello) non si tocca, perché è un ricordo del “povero papà”; un altro infine dice “basta fucili di pregio” e torna a sparare con un anonimo fuciletto di un qualche artigiano semi-sconosciuto trovato usato sulla rastrelliera di un’armeria di paese, realizzando nondimeno punteggi analoghi a quelli totalizzati in passato con armi ben più blasonate.
Quindi, in buona sostanza ed alla fine della giostra, sarebbe il caso di cambiare il proprio fucile da Tiro solo quando e se –aprendolo- le canne vi dovessero cadere sui piedi e il calcio sia fissato alla bascula da nastro adesivo, rinforzato col fil di ferro.

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Il "grillosaggio" spara RC