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AVVICINARSI AL TIRO A VOLO
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Nel mirino del grillo
(come iniziare a praticare le pedane e… sopravvivere!)


17/07/2009 - ore 20:01

I neofiti del Tiro a Volo, qualsiasi disciplina decidano di praticare, dopo aver provato qualche serie in pedana col loro automatico da caccia o col fucile prestato da qualcuno, si imbarcano inevitabilmente nell'affascinante "avventura" dell'acquisto di un'arma specifica per ciò che intendono fare. E qui cominciano i guai... Quale fucile acquistare? Di quale marca e modello? Con quale lunghezza di canne e strozzature?
Tanto per cominciare, al piattello –nelle sue tre Specialità olimpiche ed anche al Percorso di caccia- si spara solitamente mediante un fucile sovrapposto in cal. 12.
Il sovrapposto da tiro al Piattello-Fossa (detto anche internazionalmente “Trap”) ha solitamente canne lunghe cm. 75 (ne esistono con canne da 74 cm., come pure da 76 cm. ma cambia poco…) e strozzature convenzionalmente indicate in ** (2 stelle) per la prima canna (che è quella inferiore) e * (una stella) che è quella superiore. Il sistema di scatto si giova di un monogrillo (un solo grilletto) non selettivo con scatti abbastanza leggeri e veloci: i percussori sono lanciati mediante molle “a lamina” o, più recentemente, “a spirale”. Entrambi questi sistemi hanno dimostrato estrema affidabilità e potenza di percussione nel tempo.
Rispetto al fucile da caccia, il sovrapposto da “Trap” è più pesante (intorno ai tre chili e mezzo, quattro chili) ed il calcio è più “dritto”, nel senso che all’atto dello sparo il centro della rosata sarà portato comunque sopra il punto mirato; questo perché, uscendo appunto i piattelli dalla “Fossa”, si sparerà di fatto a bersagli sempre “montanti”.
Il calcio avrà anche una piega in orizzontale, detta “vantaggio”, che sarà destra per i destri e viceversa. Tale “vantaggio”, di non trascurabile importanza, sarà l’ultimo scoglio di “aggiustamento” del fucile perfetto; infatti prima dovranno essere affrontati numerosi altri aspetti e solo quando il Tiratore-neofita arriverà a sbagliare unicamente i bersagli destri o i sinistri sarà il caso di “toccare” il vantaggio del calcio che ci è capitato. L’arma da tiro dovrebbe essere fornita in una valigetta con i vari scomparti per riporvela smontata e per gli accessori (panno di cotone per la pulizia, bomboletta di olio spray, cartucce inerti “salva-percussori”, ecc.), mentre sono da evitare i foderi “mosci” che si usano per la caccia.
In ogni caso, l'acquisto del fucile da Tiro giusto e "come lo vogliamo noi", regala tali e tante emozioni che spesso taluni -pur di provarle nuovamente- continuano a cambiare arma per tutta la vita, anche quando avevano trovato un attrezzo perfetto!
Va detto -per onestà- che sui Campi di Tiro nel nostro Paese di fatto esistono solo due marche di fucili: "Beretta" e "Perazzi" (in ordine alfabetico).
Tutto il resto è considerato produzione minore che -seppure in taluni casi valida- non "regge il mercato"; nel senso che l'attrezzo nuovo all'acquisto costa qualcosa in meno, ma poi resta ben poco nelle mani, quando si deciderà inevitabilmente di cambiarlo. La delusione sarà tanta, all'atto della permuta, nel vedersi valutare la propria arma meno della metà di quanto è stata pagata due anni prima e, magari, dallo stesso armiere dal quale era stata acquistata!
Il valore dell'arma, una volta denunciata ed usata per qualche serie, scenderà subito del 25-30%, poi ci sono i "superaffaristi", sempre in agguato sulle Pedane del Regno, a caccia di neofiti che vogliono cambiare fucile. Questi soggetti -con i soldi pronti in tasca- dopo aver trovato al fucile mille difetti e non mancando di sottolineare che si tratta di un modello "poco commerciale", riescono ad accaparrarsi attrezzi semi-nuovi e non ancora "sfruttati" per meno della metà della cifra sborsata dall'acquirente originario.
Ma tutto questo fa parte del gioco e ci siamo passati più o meno tutti.
Utile sarebbe invece acquistare il fucile direttamente "usato", a patto che sia "di marca" (cioè una delle due sopra menzionate), ben tenuto e con le canne a posto, possibilmente non sfruttato a morte.
Un'arma usata, infatti, se il proprietario ha provveduto costantemente alla necessaria manutenzione e non ha tenuto la valigetta in cantina o nel vano del pozzo, non si sarà deteriorata e non recherà tracce di ruggine o graffi vistosi sulle parti in legno.
Mediante la denuncia si potrà agevolmente controllare la data effettiva di acquisto e se il precedente venditore sia stato un armiere od altro privato: questo per avere un'idea dell'età del fucile ed in quante mani sia passato (per l'anzianità tornerà utile verificare anche la matricola e i "punzoni" sul manicotto delle canne).
Acquistato quindi il fucile con le indicazioni suddette, per cominciare ad andare in pedana è indispensabile munirsi di una paio di cuffie da indossare quando si spara ed anche quando si sta a guardare gli altri, e di un giubbino con ampie tasche laterali per riporvi le cartucce e gli effetti personali necessari durante il tiro.
Il giubbino dovrà essere leggero, comodo e non stringere sull’abbottonatura neanche in inverno, quando si andrà a sparare con due maglioni sotto. Inoltre, sulla spalla dove poggia il calciolo in gomma del fucile, dovrà avere un riporto in panno scamosciato o in microfibra anti-sdrucciolo: sarà bene evitare i riporti in pelle (o finta-tale) che, soprattutto in estate, fanno sudare in quel punto e, ripiegandosi all’atto dell’imbracciata, fanno “cordone” col risultato –tempo tre o quattro serie- di piagare la spalla del povero Tiratore. Purtroppo di queste “piaghe” alla spalla, si tende a dare intuitivamente la colpa al calcio del fucile e magari si cambia quello, anziché prendere un giubbino adatto!
Per sparare al Piattello occorrono poi le cartucce, la cui grammatura è stabilita dal Regolamento in 24 gr. o 28 gr., a seconda della Categoria di appartenenza, come pure per l’età od il sesso di chi si cimenta in pedana. Il numero del piombo convenzionalmente più usato è il 7 e ½ (diametro dei pallini mm. 2,4), ma eccellenti risultati si ottengono anche col n.8 (mm.2.3). Per chi inizia, cartucce da 24 grammi vanno più che bene, anche perché dovrebbero avere minore rinculo allo sparo rispetto a quello -già sopportabilissimo- delle “sorelle maggiori” ed oltretutto, avendo una minore carica di piombo, sono anche più veloci.
All’inizio, le cartucce migliori sono quelle che costano meno, poi col tempo (e non prima di aver seminato qualche quintale di piombo), ciascun Tiratore selezionerà la cartuccia ideale secondo le sue preferenze: come noto, personalmente “il grillosaggio spara RC”, le cui cartucce sono da considerare un punto di arrivo. Nel senso che, dopo aver provato di tutto e di più, se si vuole costanza di prestazioni e regolarità di rendimento in pedana è quasi impossibile fare a meno di un tipo di cartuccia di questa seria e blasonata Casa produttrice di munizioni. Tuttavia, come non basta una costosa penna di marca per scrivere bene se non si ha una buona calligrafia, parimenti non sono le cartucce “tipo 5” che fanno rompere i piattelli da sole!
Una volta in pedana, la posizione da assumere và copiata dagli altri Tiratori quando sparano, avendo cura di osservare attentamente quelli che i piattelli li rompono per davvero, e non sentendo le chiacchiere al bar della “club-house” dei tanti che “possiedono la verità” e poi fanno 25 solo quando nessuno li vede e comunque mai in gara.
Si incomincia sempre dai piedi (altro detto: “Il piattello si rompe con i piedi…”), la cui posizione è fondamentale: per i destri, il piede sx è avanti, leggermente piegato verso dx, mentre il piede dx resta indietro quasi orizzontale: ovviamente la postura dovrà essere armonica e mai forzata; il risultato sarà un buon bilanciamento su entrambe le gambe, con preponderanza del peso del corpo su quella sinistra (per i mancini, tutto il contrario…).
Le canne, dopo l’imbracciatura, andranno poste sulla buca. alla base del punto dove uscirà il piattello alla chiamata; di solito vi è un segno bianco, una freccia, insomma un qualcosa che dovrebbe dare la posizione della macchina centrale delle tre che si trovano sotto la copertura catramata della fossa. Qualcuno si trova meglio a porre le canne per la chiamata subito sopra la buca medesima, nel metro o due di prato che ricomincia dopo la copertura anzidetta. Anche in questo caso sarà l’esperienza che insegnerà a ciascun Tiratore, in base ai risultati, qual è il punto di attesa migliore per il suo modo di sparare; è sempre bene comunque evitare le esasperazioni con canne puntate a terra o -peggio ancora- in cielo, in quanto tali posizioni non consentono di percepire bene l’uscita del bersaglio che si spera poi di “intercettare” in volo.
Infine, si raccomanda di fare attenzione e diffidare dei numerosi astanti (che quando qualcuno alle prime pedane sta sparando, si improvvisano tutti “maestri”), i quali guardano sempre il piattello e mai il Tiratore. Così dopo ogni zero esclameranno: “Sei dietro…” oppure “Spara più lentamente…” od anche “Spari sopra” e non si accorgono minimamente che il neofita si muove ancora prima di aver chiamato il piattello oppure che “strappa” maledettamente alla partenza per paura di non arrivare il bersaglio!
Per iniziare dovrebbe poter bastare, cercando sempre di divertirsi in Pedana senza soffrire fisicamente (spalla, zigomo, mal di testa da eccessivo rinculo in estate, ecc. ecc.). Al riguardo, oltre al fucile ben attagliato, sarà bene non sottovalutare mai l’importanza della cartuccia, che si dovrebbe poter utilizzare con soddisfazione in tutte le stagioni.

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Il "grillosaggio" spara RC