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CATEGORIE (UMANE) SUI CAMPI DI TIRO
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Nel mirino del grillo
(ciascuno ha la compagnia che si merita…)


01/08/2009 - ore 22:06

Uno degli aspetti più simpatici cui si va incontro nel frequentare assiduamente i Campi di Tiro nelle diverse Specialità è la possibilità di incontri e di chiacchiere con altri appassionati che, nella vita di tutti i giorni o nel lavoro, non avremmo presuntuosamente degnato di uno sguardo o di un saluto.
Ovviamente questi interscambi di opinioni fra Tiratori che si conoscono appena di vista sono sempre proficui e, talvolta, anche piacevoli, mentre i comportamenti di taluni lasciano comunque perplessi.
Ma, come noto, ciascuno di noi in pedana ritiene di possedere la Verità ed anzi vorrebbe che le proprie opinioni su fucili, cartucce, piattelli, strozzature e pieghe del calcio fossero unanimemente condivise dagli astanti, mal sopportando che qualcuno dissenta e magari parta a sua volta con lunghe e farraginose spiegazioni balistiche, avventurandosi in territori che non gli sono propri.
Comunque, dal momento che una volta sul campo, c’è da passare la domenica e non si può stare sempre a sparare o a mangiare e fumare, ben vengano le situazioni che offrono spunti di osservazione e/o di divertimento per gli altri presenti, impegnati anch’essi a schiacciare la giornata!
In questa varia umanità che si presenta in pedana col fucile in mano e la Verità in saccoccia, ci sono persone che mettono in atto comportamenti (pur non dannosi per gli altri) che trovano una spiegazione soltanto nella loro mente, mentre c’è chi (non richiesto) impartisce gratuitamente lezioni su tutto ciò che può interessare un praticante del Tiro e, per rafforzare le proprie asserzioni, conclude affermando che “Fa così anche Pellielo…” oppure “L’ho letto su un articolo di una rivista inglese di cui a casa ci ho la traduzione…” od anche “Me lo ha detto il CT della Nazionale di Tiro del Guatemala, che ogni anno a Ferragosto viene ospite da mio cognato in Toscana: è uno di famiglia…” e, infine, un inprescindibile: “E’ come dico io, date retta: io so cose che voi non sapete!”
Ovviamente si tratta per lo più di convinzioni personali di chi tiene banco al bar della “club-house”o di opinioni raffazzonate e ricordate a memoria che vengono servite per frutto di studi assidui e annosa esperienza pratica, ma magari sono state lette su questa stessa rubrica (e, pertanto, verosimilmente trattasi di solenni “minchiate”…) che vengono talvolta rivendute all’autore stesso, oltretutto con inevitabili aggiunte e modifiche!
Poi ci sono quelli che fanno gli esperimenti in pedana, soprattutto di domenica mattina e con pochi testimoni, alla ricerca della Verità o nella speranza di trovare un divertimento anche nelle giornate senza gare.
Ecco quindi che, una domenica mattina d’estate, su un modesto campo di Percorso di Caccia in Pedana, giungono due cacciatori con relativi fucili semi-automatici, per sgranchirsi un po’ in vista dell’apertura, peraltro ancora lontana.
Uno dei due si reca all’armeria del campo e acquista cinquanta “corazzate” da 36 grammi per l’Elica, spendendo peraltro il doppio che per un paio di normali pacchi di cartucce da Percorso. Sia l’armiere, sia un altro sparatore presente sul campo –pensando ad una svista- fanno presente al tizio che quelle non sono cartucce adatte per il piattello e per di più si tratta di un tipo che in estate “bussa” abbastanza (insomma, da un fastidioso rinculo alla spalla).
Il soggetto, completamente digiuno di tiro, zittì comunque tutti affermando: “Lo so, lo so! Ma voglio fare una prova…”.
Una volta in pedana armeggiò anche a lungo con gli strozzatori, finché ne scelse uno “adatto” per la sua canna da cm. 70. Durante la serie, gli altri –nonostante le cuffie- potevano riconoscere ad orecchio (è il caso di dire…) quando toccava a lui a sparare, per le cannonate che si sentivano e per di più lo vedevano “scosso” da un rinculo poderoso ad ogni piattello.
Alla fine della serie, dopo aver totalizzato meno di una decina di centri su bersagli tutti sotto i trenta metri, lo “Sperimentatore Balistico” –con la guancia rossa e dolorante- ammise candidamente di aver sparato con lo strozzatore da una stella (* = “full”), che notoriamente concentra ancor più le rosate di pallini, sguarnendone la periferia.
Oltretutto, si andava pure lamentando col collega del perché –definendosi un buon cacciatore (?) ed alle prese con bersagli non difficili- avesse fatto così schifo a sparare!
Nemmeno un sospetto sul deleterio connubio balistico adottato per la “prova”.
Oppure, un altro giorno, un pomeriggio subito dopo pranzo sul campo deserto, ecco un altro tizio che spara in aria un colpo e, pochi secondi dopo, spara ancora -sempre verso l’alto- ma non si vede nessun bersaglio in cielo. Da lontano non si capisce cosa stia facendo e sorge il legittimo sospetto che non lo sappia nemmeno l’interessato. Invece no! Ad alcuni curiosi che si sono avvicinati, questi spiega con un sorrisetto, che si sta divertendo a sparare il primo colpo in verticale al nulla, e poi cerca di colpire col secondo la borra-contenitore in plastica che ricade per gravità verso di lui! Il giochino è andato avanti almeno per una cinquantina di cartucce…
Ogni commento è superfluo, se non che le cartucce in fondo non costano così care come si ritiene!
Ad ogni buon fine bisogna riconoscere che pure questi aspetti fanno parte del gioco e forniscono spunti di sicuro divertimento a chi li sappia osservare. Ma sul Campo di Tiro, ahimè, siamo tutti più inclini a parlare, raccontare, spiegare, raccomandare agli altri, che non ascoltare… e ci perdiamo tante occasioni per lasciare al prossimo almeno il dubbio di essere incompetenti.

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