| ILTIRO.COM | Il portale del tiro a volo
Work On Web - realizzazione siti internet

 INDIETRO 
COME SPARARE BENE E VIVERE FELICI
Stampa questa pagina
Nel mirino del grillo
(smettiamo di farci troppi problemi quando siamo in pedana)


28/01/2010 - ore 21:33

Proseguono, con questo brano dal titolo ovviamente ironico, i modesti tentativi dell’Autore di contribuire alla felicità in pedana dei suoi lettori ed anche con la speranza di avere infine il successo che merita, non disgiunto dalla sincera gratitudine dei medesimi.
Ma a parte questo aspetto marginale, ritengo invece davvero importante cercare di far riflettere il Praticante di qualsiasi livello sulla necessità -mentre si trova in pedana- di concentrarsi sul gesto atletico, sulla postura, il tempo di attesa e la chiamata del bersaglio, piuttosto che dare luogo a quei pensieri molesti che tanto danneggiano le prestazioni di chiunque.
Infatti, per chi ha ormai superato la fase iniziale dell’addestramento “basico” ed è sopravvissuto, non è più necessario insistere su aspetti ormai assodati quali la lunghezza, il peso e la strozzatura delle canne del fucile, il peso dello scatto o la durezza del grilletto, la lunghezza del calciolo in gomma, la deviazione del calcio regolabile, le cartucce rosse o nere, lo spessore del giubbino alla spalla e l’inclinazione del “plantare” nelle scarpe da Tiro che aiutano a rompere i piattelli centrali anche ad occhi chiusi! Tali amenità devono considerarsi ormai scontate per chi spari da almeno un paio d’anni in qualsivoglia disciplina del nostro amato Sport (o “passatempo domenicale” che sia…), mentre spesso ci si imbarca in altre e più pericolose fisime mentali mentre si sta facendo una serie, anche se non in Gara. Inutile ripetere aspetti che sono già stati oggetto di precedenti note su questa stessa rubrica, quali l’abbigliamento da “ROBOCOP” di taluni “T.F.S.” (Tiratore Fenomeno Speciale), i paraocchi come i cavalli e i guanti con le mezze dita come i barboni anche d’estate, la pelle di daino appesa moscia e umidiccia al fianco con una spilla da balia, le bustine di zucchero in tasca per un pronto soccorso ipoglicemico, la vasellina sullo zigomo della faccia giusta, il cappellino da baseball con la visiera girata all’indietro, gli occhiali con le lenti intercambiabili di vari colori a seconda delle ore del giorno e che fanno vedere i piattelli per l’aria grandi e nitidi come zucche! Tutto questo ed anche le altre innumerevoli manie servono a ben poco ai fini del punteggio, se non vi sono nel Tiratore equilibrio, concentrazione, umiltà, volontà di migliorarsi sempre, fiducia in sé stessi ed accettazione consapevole dei propri errori, resistendo alla diffusissima tentazione di attribuire la colpa dei nostri zeri a qualcosa od a qualcuno di “esterno”, di estraneo.
Infatti, si sente dire spesso a fine serie che la colpa di uno o più zeri è stata del vento, della pioggia, del sole in faccia, dei rumori di sottofondo (il bimbo che piange, il cane legato che abbaia, il rombo del motore del tizio con la “Porsche” che fa manovra nel piazzale, la gente che passa alle spalle, ecc.), mentre dovremmo avere l’onestà di ammettere che i nostri errori dipendono da noi e magari cercare di capire le cause endogene degli stessi, per evitare di ripeterli (possibilmente) in futuro.
Questo è ovviamente più facile a dirsi che non a realizzarsi, ma un buon punto di partenza è quello di non cercare attenuanti, scuse, esimenti e giustificazioni ai nostri errori che non siano comunque riconducibili al nostro gesto atletico scoordinato, alla minore concentrazione del momento, all’ansia devastante che ci fa fare cose inimmaginabili in pedana, all’improvvisa tachicardia, al voler fare punteggio ad ogni costo oppure al timore di fare “brutta figura” con gli astanti o (peggio ancora) con qualche amico che ci sta guardando durante la competizione.
Assodato e “digerito” questo aspetto-base sarà bene lavorare su sé stessi con l’aiuto di persona competente e capace, che goda della fiducia dell’interessato ed abbia il potere di far riflettere sia sull’inutilità di farsi troppi problemi mentali mentre ci si accinge al tiro, sia sulla nocività di un atteggiamento protervo e stizzito nei confronti dei bersagli e degli altri partecipati alla sparatoria!
Infatti, si notano talvolta dei comportamenti censurabili e sicuramente ridicoli da parte di taluni (peraltro modesti) praticanti delle pedane a seguito di uno o più zeri nella serie o per asseriti “disturbi” di vario genere che avrebbero subìto od anche per un presunto accanimento del destino nei loro confronti circa l’uscita e la varietà dei bersagli! Questi soggetti, dopo uno zero, scagliano a terra nervosamente i bossoli vuoti, escono imprecando dalla pedana, assumono un aspetto offeso come se gli avessero appena rivelato che hanno le corna, mentre qualcuno nel cambiare postazione arriva pure a mormorare qualche cosa per fortuna incomprensibile ai presenti, grazie alle cuffie calzate!
Chi invece possiede sufficiente educazione per non abbandonarsi a tali eccessi, allorché inanelli nella serie più del paio di zeri considerato fisiologico, talvolta assume comunque un aspetto sconfortato e depresso, con tanto di “smorfietta” patetica e varia mimica facciale, che vorrebbe significare qualcosa del tipo: “MA AVETE VISTO? CAPITANO PROPRIO E SEMPRE TUTTE A ME…!”
I comportamenti sopra descritti ed altri ancora che sarebbe troppo lungo esaminare ora, risultano tutti parimenti deleteri in quanto non giovano ai risultati tecnici, non ci aiutano a capire le ragioni vere dei nostri errori e non ci consentono di porvi rimedio. Inoltre, i praticanti che trovano sempre a chi dare la colpa dei propri errori finiscono per essere anche meno stimati nell’ambiente, oggetto spesso di feroci sarcasmi (sempre alle spalle…) da parte dei “colleghi di pedana” e finanche patetici per la loro asserita “mania di persecuzione” in un’attività in cui buona parte degli altri convenuti domenicali cerca soprattutto svago e divertimento, avendo magari già i propri guai a casa!
Ovviamente grinta e concentrazione in pedana sono indispensabili per una buona riuscita nella nostra attività, ma ogni forma di esagerazione tecnica o di esasperazione mentale si rivela sempre fortemente controproducente per una buona riuscita della prestazione agonistica o ludica.
In buona sostanza, il titolo giusto per questo brano ma che ho avuto pudore di mettere in testa, sarebbe stato: “COME SMETTERE DI MASTURBARSI IL CERVELLO IN PEDANA E SPARARE BENE!”

Grillo Saggio

(grillosaggio@iltiro.com)
Il "grillosaggio" spara RC