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ELICHE INCLEMENTI E CONFUSE
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Nel mirino del grillo
(riflessioni a “ruota” libera sul bersaglio “rotante”)


30/06/2010 - ore 20:52

Quando ci si trova in giro per i Campi del Regno, in occasione di una grande Gara all'Elica oppure per una qualche prova di Campionato della Specialità, capita sovente di sentire più di qualcuno dei partecipanti lamentarsi per la difficoltà dei lanci e/o per l'imprevedibilità delle traiettorie dei bersagli ai quali si è costretti a sparare nel corso della competizione.
Orbene, è pur vero che buona parte di tali “lamentoni” appartengono alla fitta schiera degli “scontenti professionali”, quelli cioè che trovano qualcosa di cui lagnarsi sempre e dovunque, a seconda delle stagioni, del clima, del vento, dell'orario di inizio della gara, del sole, della pioggia, delle luci artificiali, della sequenza-campi, degli arbitri incompetenti, delle tettoie non insonorizzate, della mescola troppo morbida dell'arancione, dell'orientamento delle macchine e così via all'infinito. Tuttavia, proprio perché costoro si lamentano sempre (in Italia e all'estero), alla fine non se li fila più nessuno ed anzi la gente li evita accuratamente nell'attraversare le spianate verdi che congiungono i singoli impianti o uscendo allo scoperto negli ampi piazzali ombreggiati dei parcheggi, nel timore di essere arpionati e trattenuti indebitamente per interminabili minuti ( a volte quarti d'ora) ad ascoltare le solite cose che -secondo il “lamentone”- anche questa volta non vanno bene.
Per chi invece c'è capitato, quando alla fine esce dalle grinfie di uno di questi soggetti e raggiunge barcollando la “club-house” ormai disfatto, trova sempre l'Amico (di chi, poi?) che ghignando gli fa: “Ma che t'ha beccato pure a te Crapanzano nel piazzale? Ah ah ah … A me non mi frega più, io cambio strada da lontano già quando lo vedo scendere dalla macchina! Per carità: meglio avere un gatto nero attaccato alla borsa dello scroto... ” e amenità di questo genere, che fanno sentire ancora peggio, dopotutto!
Comunque, tornando alle lamentele sui Campi in occasione delle competizioni di cartello, talvolta fanno le loro rimostranze anche Tiratori noti per la loro modestia, pacatezza ed obiettività, contestando vivacemente un qualche aspetto tecnico od errore umano. Questi sono degni di maggiore attenzione rispetto ai “professionali”; infatti talvolta asseriscono cose fondate, anche se ineluttabili, come -ad esempio- l'alzarsi improvviso del vento alle spalle (a gara iniziata, quando non si possono più modificare i giri delle macchine), che porta con le sue folate i testimoni delle Eliche colpite “fuori di prima”, con conseguente attribuzione di un immeritato “zero” oppure l'impossibilità di far comprendere le proprie ragioni circa la mancata ripetizione di un bersaglio “spalettato” con un solo colpo ad un giudice di gara spagnolo o portoghese, lasciato dagli Organizzatori improvvidamente solo sul Campo più remoto senza che sappia spiccicàre una parola d'italiano, in una gara internazionale che si svolga ovviamente qui da noi!
Ma il gioco è questo, con tutte le sue (poche) regole e la (molto) necessaria Fortuna: se non si è fermamente convinti che il Campionato del Mondo di Elica lo possa vincere chiunque sia in giornata, spari ad una certa ora ed abbia bersagli facili senza vento con ottima visibilità, allora è inutile partecipare!
In tanti anni di pratica della Specialità -con modestissimi risultati personali, ma tanto divertimento- questo di sicuro l'ho imparato: senza il “fattore C” la domenica è meglio andare a giocare a bocce o portare la moglie al mare...
Non a caso la difficoltà dei lanci e la conseguente imprevedibilità delle traiettorie vengono scientemente utilizzate dagli Organizzatori delle gare importanti e nelle prove di Campionato all'Elica per fare la differenza: altrimenti sarebbe troppo facile!
Per partecipare al Campionato del Mondo basterebbe avere i soldi per l'abbonamento e le marche e tutti noi “T.G.M.” (“Tiratore Generico Medio”, come chi scrive) potremmo fare buona figura con poca spesa!
In altre discipline sportive, per poter accedere ai Campionati, si passa necessariamente attraverso una serie di selezioni parrocchiali, circoscrizionali, comunali, provinciali, regionali, interregionali e nazionali che fanno accedere soltanto i vincitori delle competizioni di base alle gare di vertice. Anche nelle discipline olimpiche del Tiro a Volo, in fondo e sia pure con vistose eccezioni, vanno avanti i cosiddetti “migliori”, quando non intervengano pesantemente simpatie e “raccomandazioni” per privilegiare il tale o la talaltra da portare in trasferta all'estero... Ma tralasciamo questo argomento, che ci porterebbe assai lontano, oltre ad essere una battaglia sicuramente persa...
Insomma, in buona sostanza, per partecipare alle Gare importanti bisognerebbe essere in grado di ben figurare e questo è necessario dimostralo “prima” e non solo alle Olimpiadi. Tuttavia nell'Elica -trattandosi di una nicchia nella nicchia degli appassionati di Tiro- in pratica chiunque abbia voglia, tempo a disposizione e soldi da spendere può atteggiarsi ad “Aspirante Campione del Mondo”, partecipando alle relative competizioni, senza altra selezione se non quella del portafoglio.
A questo punto -se vogliamo continuare ad etichettare come “Sport” questa nostra attività ludica del fine-settimana- ben vengano le difficoltà imposte dai Coordinatori ai lanci ed alle traiettorie dei bersagli in occasione delle grandi Gare, che marcano il confine tra chi se la cava, i “campioncini” da monocampo della mutua (cosiddetti “prociuttari”), i praticanti con buone speranze, i bravi, gli eccellenti ed i rari fuoriclasse veri della pedana!
Quindi, allorché a bordo-campo in una pausa del “Campionato Intergalattico di Tiro al Coriandolo Volante”, ci si imbatta in qualcuno che argomenti di essere stato eliminato dalla gara al quinto “zero” su sei bersagli sparati e ne imputi la responsabilità alla difficoltà dei medesimi, lamentandosi in ogni caso per tutta l'organizzazione dell'AMBARADAM, la risposta più garbata e spontanea da dare a costui sarebbe: “Se invece di venire a sparare giocassi a tennis, pensa che a Wimbledon non t'avrebbero fatto entrare in campo manco come RACCATTAPALLE!”
E questo con buona pace di chi vorrebbe vincere facile, lavorando sui bersagli da colpire anziché cercare di migliorare le proprie prestazioni di Tiratore.
Infine, altra cosa che ho capito frequentando il Gran Circo dell'Elica è che gli si può stare dietro solo se si hanno tanti soldi e niente altro da fare nella vita: connubio assai raro e di difficile realizzazione per la maggior parte delle persone “normali”, da cui inevitabilmente discende il numero sempre minore di frequentatori e praticanti della medesima Specialità, che resta comunque affascinante e coinvolgente, nonostante lo scempio di essere attualmente costretti dal Regolamento a sparare cartucce con soli 28 grammi di piombo, come per il piattello!

Grillo Saggio

(grillosaggio@iltiro.com)
Il "grillosaggio" spara RC