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AI PIEDI DEL PODIO
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Nel mirino del grillo
(l'importanza di essere il primo classificato in una gara)


15/08/2010 - ore 20:30

Possiamo trovare -a pensarci ed a parlarne- tutte le giustificazioni e le attenuanti che vogliamo, ma in una gara di Tiro a Volo se non si vince non si è fatto nulla! E per vincere non si intende “andare a premio” e passare la sera alla segreteria del Campo a riscuotere qualche spicciolo che ci aiuterà a coprire le spese della giornata, bensì significa arrivare primi e salire così sul gradino più alto del podio.
Una volta detta, questa sembra un'ovvietà ed in effetti non è una grande scoperta, però se non ci si riflette non si capisce quanto sia inutile arrivare secondi o peggio ancora quarti in una competizione di una qualche importanza, magari anche solo a livello locale. Chi si ricorda del quarto classificato, che magari passerà pure lui alla cassa a riscuotere qualcosa? E tuttavia questo tiratore “bastonato” ce l'ha messa tutta per vincere, ma è rimasto a guardare la premiazione -ai piedi del podio- per un piattello di differenza nel “barrage” col collega di pedana che adesso porta orgogliosamente al collo la medaglia di bronzo e gira soddisfatto per i prati intorno alla “club-house”, ricevendo abbracci e pacche sulle spalle da parenti, amici e conoscenti che si congratulano per il suo terzo posto.
Tuttavia anche questi, benché “medagliato”, sa bene di avere concluso assai poco e che già domani sera nessuno si ricorderà più di lui, come pure nessuno si feliciterà più con il tiratore che lo ha preceduto al secondo posto sul podio, essendo questi null'altro che il primo degli sconfitti!
Infatti, in questi casi, è quasi meglio arrivare terzi piuttosto che secondi, in quanto a chi arriva secondo non si perdona nulla da parte di nessuno: di solito non gli si fanno le congratulazioni, ma gli si da una pacca sulla spalla e gli si dicono patetiche frasi di incoraggiamento e comprensione del tipo: “Peccato! Eppure hai sparato benissimo fino a quello zero che ti ha fottuto la gara...” o cose del genere che fanno comunque capire all'interessato che non è stato affatto bravo, bensì sfortunato, tecnicamente inadeguato alla vittoria o -nella migliore delle ipotesi- si è forse emozionato (insomma, come si dice, “non gli ha retto la pompa”...), avendo sbracato nel “barrage” in maniera indegna.
Quale tiratore si vanterà mai di essere arrivato al secondo posto in un Campionato od una Grande Gara di qualsiasi disciplina? Nel raccontare come sono andati i fatti, egli stesso cercherà di minimizzare l'accaduto, trovare attenuanti ed esimenti a come gli sono andate le cose in gara ed infine apparirà più addolorato di tutti gli altri che sono andati a premio, tranne ovviamente del “VINCITORE”. Questi infatti, essendo arrivato primo, stavolta non ha nulla da lamentare o da recriminare sul tempo, il clima, il sole in faccia, l'ora scomoda in cui ha dovuto sparare, gli arbitri incompetenti, i lanci maldestri delle macchine vetuste ed usurate, i bersagli scarsamente frangibili che non vogliono rompersi benché colpiti, i piattelli che escono fuori-tempo o già rotti, l'inospitalità della “club-house” con i suoi prezzi esosi al bar e l'inadeguatezza del ristorante. Insomma, a chi ha vinto va bene tutto e le consuete argomentazioni da “T.F.S.” (“Tiratore Fenomeno Speciale”) stavolta vengono lasciate a tutti gli altri, parendo brutto portarsi a casa medaglia, coppa, trofeo e palanche, lamentandosi pure!
Se poi vogliamo guardare alle competizioni veramente importanti, come le Olimpiadi o il Campionato del Mondo di qualsiasi cosa, ancora di più appare evidente e marcato il divario tra “The WINNER” e il resto dell'umanità. Soprattutto se pensiamo agli Atleti di altri Paesi, chi mai si ricorda -già a pochi mesi di distanza- chi vinse la medaglia d'argento o di bronzo nella tale Specialità, se non si tratta di un italiano?
Mentre il primo classificato alle ultime Olimpiadi o il Campione del Mondo dell'ultima edizione di “Tiro al Coriandolo Volante” se lo ricordano tutti, pure se veniva dalla Papuasia... Anzi più è lontano e strano il posto da dove il vincitore è arrivato e più si sente dire: “Te lo ricordi l'anno scorso, che vinse quel “Papuasiano”? Chi l'avrebbe mai detto...”
Purtroppo è così: la severa legge della selezione sportiva non fa regali a nessuno. Se è evidente che, fuori dal podio, quarto o quarantesimo è la stessa cosa, è altrettanto conclamato che se non si è “The WINNER” si sale sul podio solo per fare contorno al medesimo. Tanto è vero che, verso la fine della premiazione e per agevolare la foto-ricordo, il Campione concede ai due “scudieri” di salire anch'essi sul gradino più alto del podio, in un abbraccio corale quasi a voler significare: “Non ve la prendete, ragazzi! Stavolta è andate così... Riprovate e sarete più fortunati: magari la prossima volta vincerete voi”.
Un po' come in quella scena del vecchio (ma sempre bello da rivedere) film “TOP GUN”, dove l'Ufficiale Istruttore spiega ai Frequentatori della Scuola di Volo Avanzato: “I nomi dei vincitori sono scritti su quel pannello in fondo: chi arriva secondo non viene classificato...”

Grillo Saggio

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