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L'ENTRANTE SUI CAMPI DI TIRO
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Nel mirino del grillo
(i piattelli ed altro che vengono verso di noi...)


13/03/2011 - ore 11:56

Frequentando abitualmente i Campi di Tiro del Regno (anche se di solito si finisce per andare, a turno, sempre negli stessi due o tre Impianti) sarà capitato anche a voi di imbattervi (senza averlo minimamente cercato) nel tipo cosiddetto “ENTRANTE”.
Infatti al Tiro si chiamano così non soltanto quei piattelli che, nello SKEET e nel Percorso di Caccia in Pedana, allorché chiamati vanno rapidamente verso chi spara regalando spesso un bello zero, se non si adotta qualche accorgimento su dove mettere le canne al momento di premere il grilletto!
“Entrante” è anche il tipo che pur avendo iniziato da poco a calcare le pedane, si presenta armato ed in parte equipaggiato il sabato o la domenica mattina sull'Impianto e fa mostra -con i suoi atteggiamenti e i discorsi davanti al bancone del bar nella “club-house”- di essere un esperto della materia, un veterano, magari appena rientrato da CONCEPCION in Cile per la recentissima prova di Coppa del Mondo delle varie Specialità olimpiche, insomma uno che sa il fatto suo e che ha già capito tutto di come funziona il “giochino”.
Il tizio, solitamente educato ed anche simpatico, con atteggiamenti tipici da “PIACIONE” verso il prossimo, si trova perfettamente a suo agio a discorrere con gli altri Praticanti di fucili, canne, strozzature, cartucce, polveri, grammature e numeri del piombo... Si tradisce tuttavia da alcuni particolari in quanto difficilmente nomina gli inneschi ed i tempi di canna di una munizione, mentre sa perfettamente che quelle “col fondello più alto” sono più potenti! Ancor prima che possiate confrontarvi con lui per una serie in pedana (dove magari se è in giornata può fare anche 20, che non è certo poco...) riconoscete l'ENTRANTE dalla sua irrefrenabile smania di parlare degli aspetti tecnici dell'equipaggiamento, più che dei tecnicismi per colpire i piattelli in volo.
Egli solitamente è equipaggiato all'essenziale: le cuffie sono in prestito, il giubbino appare “vissuto”, dandogli un'aria da esperto “calcatore delle pedane”, ma in realtà è stato un dono di qualche altro Tiratore che avendone tre o quattro a casa, si è liberato ovviamente di quello più scrauso e contrasta col berrettino di tela con visiera che è invece nuovissimo, con il logo di una ditta che produce mangimi per cani ed avuto in regalo dal Gestore del Campo, mentre le cartucce (al di là di tutti i discorsi sul fondello in ottone, velocità iniziale e penetrazione dei pallini) saranno quelle che costano meno all'armeria del Campetto, vanno bene anche quelle semi-artigianali col piombo riciclato, tanto -come ama dire l'Entrante- una vale l'altra, basta prenderci ed il piattello si rompe ugualmente...
Tuttavia, se ancora vi fossero delle incertezze, per identificare senza ombra di dubbio l'Entrante basta guardargli il fucile. Al riguardo non dovete far nulla se non aspettare, in quanto egli ve lo mostrerà con orgoglio, iniziando a decantarne le doti e gli aspetti tecnici, mentre entra in pedana per una serie alla Fossa... Si può credere -da come ne parla- che abbia in mano un ambìto esemplare del nuovo sovrapposto “Beretta DT-11”, mentre vi accorgete che trattasi di un vetusto “catenaccione” (per il quale il termine di "usato" appare eccessivo), prodotto in epoca remota in una qualche bottega artigiana della Val Trompia e comunque ancora funzionante, nonostante le ingiurie del tempo e la scarsa manutenzione. In subordine, l'Entrante brandeggerà con orgoglio un fucile di marca, comprato d'occasione, il classico “VERO AFFARE”, che però monta canne pesantissime da 78 o da 81 cm. e fortemente sbilanciate in avanti; insomma uno strumento di quelli che alle armerie è difficile piazzare, per intuibili motivi... Altrimenti, il soggetto sfodererà un canonico attrezzo tipo “PERAZZI MX-8” o “Beretta S-682”, ben conservato ed avente misure, pieghe, canne, strozzature e legni rigorosamente “STANDARD”, ma vi vorrà far credere di avere fatto comunque un acquisto favorevole sia nel prezzo (nonostante l'abbia pagato il 30% in più della quotazione di mercato...), sia per la bellezza dell'oggetto stesso, della serie: “Hai visto la brunitura delle canne? E' perfetta! E i legni? Sono proprio belli! Imbraccialo, guarda: questo fucile vien bene a tutti... ecc. ecc.”.
In questo vi deve anche insospettire il fatto che non parli male del calcio che c'è montato su (anzi, ne decanta i pregi...) e non manifesti l'intenzione di volersi urgentemente recare da qualche parte (finanche a Brescia) per il famigerato “calcio su misura”, ritenuto la soluzione a tutti i problemi in pedana. Probabilmente è ancora presto: infatti, se l'Entrante continuerà a praticare il nostro amato Sport farà in tempo a sfoderare anche lui tutte le fissazioni e le manie tipiche dei “T.F.S.” (“Tiratore Fenomeno Speciale”), mentre se -come più frequentemente accade- si accorgerà che il Tiro è una cosa seria e non serve fare il “PIACIONE” con la cameriera del ristorante sul Campo per rompere i piattelli, allora rischiamo di non incontrarlo mai più.
Egli scomparirà nel nulla, così come un giorno si era presentato in pedana, accompagnato da qualcuno nel frattempo resosi latitante anche lui, che lo aveva assistito nella prima serie della sua vita e dove aveva frantumato 3 o 4 piattelli com'è capitato a tutti noi, ma che nei racconti successivi erano poi diventati 14 (se non addirittura 16) su 25!
Peccato, se l'Entrante dovesse abbandonare la disciplina, sia perché è un divoratore di serie (per lui l'unità di misura non è il singolo bersaglio, bensì la “marca-piattello”) con somma gioia dei Gestori, sia perché era partito proprio bene per poter diventare un giorno un valido “T.F.S.” ed attualmente -con la crisi che c'è- sono molto diminuiti pure quelli...

Grillo Saggio
Il "grillosaggio" spara RC