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UN MESTIERE A PERDERE
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Nel mirino del grillo
(il futuro delle Armerie)


23/03/2011 - ore 17:28

Già altre volte abbiamo scritto del fatto che l'attività venatoria in genere ed il nostro amato Sport in particolare -al pari del fumo e delle carrozze trainate da cavalli- attualmente non sono più di moda!
Questo è un dato di fatto innegabile, nonostante le moderne cartucce a pallini costino (in proporzione) meno che negli anni '60 del secolo scorso, quando una cal. 12 per le allodole, caricata in bossolo di cartone col fondello tipo1 e 32 grammi di piombo fino, costava ben 50 lire, al pari del giornale quotidiano, di un caffè al bar e del gettone telefonico. Inutile e laborioso sarebbe analizzare qui i motivi, le ragioni, i perché ed i percome si sia arrivati alla crisi di buona parte delle attività praticate con le armi da fuoco: potremmo scrivere un volume e la situazione non cambierebbe, anche perché -sempre in proporzione- l'italiano medio se la passava certamente meglio durante gli edonistici e “reaganiani” anni '80 che non nel 2011, alle soglie dell'ormai certa Fine del Mondo!
Comunque, il “comune sentire”, il mutare di taluni fattori culturali nella popolazione, l'ipocrisia sociale e la moda hanno certamente avuto la loro parte nello scoraggiare l'esercizio della Caccia e del Tiro a Volo. Per rendersene conto basta ricordare quante Armerie, quanti “Caccia & Pesca c'erano una trentina d'anni fa nella nostra città e quanti ce ne sono attualmente. Nelle città più grandi c'era addirittura l'Armiere del quartiere ed ogni Comune poteva vantare la sua bottega specializzata, che era sempre anche un punto di ritrovo, un luogo di socializzazione per tutti gli appassionati che avevano un paio d'ore da perdere, soprattutto il sabato o il lunedì pomeriggio.
All'epoca non esistevano i negozietti “COMPRO ORO – PAGAMENTO IN CONTANTI”, oggi spuntati dovunque come funghi ed anch'essi figli della crisi imperante, che costringe sempre più famiglie della cosiddetta “fascia media” a monetizzare i regali della Cresima dei figli per sbarcare il lunario! In quegli anni si favoleggiava di “UN MILIONE E MEZZO DI DOPPIETTE” e rinnovare la Licenza di Caccia costava 15.000 lire, come un pieno di benzina alla Fiat 128...
Tale abbondanza di cacciatori consentiva alla nicchia dei Tiratori (per lo più “piattellisti”, come si chiamavano allora) di avere forti sponsorizzazioni dalle Case produttrici di munizioni, che avevano i loro principali guadagni dall'attività venatoria. In buona sostanza, al contrario di quanto accade attualmente, era lo smercio delle cartucce per la Caccia che “teneva in piedi” il Tiro a Volo, con buona pace di tutti, mentre il Tiro a Piccione era appannaggio di pochissimi -per lo più blasonati e/o “nati bene”- che non avevano certo problemi a mantenersi il giochino di tasca propria!
Tutto questo per dire che il settore oggi è in crisi e questo è sotto gli occhi di tutti, al punto che scriverlo sembra quasi pleonastico. Tuttavia quello che ancora non è chiaro a tutti gli “addetti ai lavori” è che a rischiare di scomparire entro una ventina d'anni sono proprio i rivenditori di armi, munizioni, accessori e carabattole varie per la pratica delle nostre passioni. Può sembrare eccessivo e di cattivo auspicio (me ne scuso), ma se soltanto continuasse il “trend” negativo del commercio di quanto sopra, anche senza peggiorare, nel prossimo futuro le botteghe dell'Armiere tenderanno comunque a scomparire, per svariati fattori.
Anzi, per voler calcare la mano, possiamo affermare che le Armerie del Regno (grandi e piccole) ancora resistono un po' dovunque sol perché le armi e le munizioni non si possono vendere per corrispondenza od acquistare sui siti WEB di “e-commerce”. Ma già hanno visto calare i loro affari, in quanto chi ha bisogno di un fodero “camo” di stoffa per l'automatico, un paio di stivali, un giubbino, un mulinello, un cestello di plastica verde per mettere il pesce, li ordina ormai sugli innumerevoli siti specializzati e riceve comodamente la merce a casa sua, dopo pochi giorni e paga pure in contrassegno! Pensate soprattutto a chi voglia acquistare un altro oggetto, che fino a pochi anni fa era appannaggio quasi esclusivo dell'Armeria: il COLTELLO, sia esso da Caccia, da sub o di marca per fini collezionistici.
Oggi, chi di noi si recherebbe presso un'Armeria per comprarvi un coltello di nome oppure uno con la mitica “lama damasco” da collezione? Non guarderemmo prima sul WEB e magari -trovando quello che ci interessa a prezzo scontato- ce lo faremmo spedire a casa, pagando con la carta di credito? Questo è uno dei motivi per i quali le Armerie non hanno più l'assortimento di coltelli di una volta, anche per evitare di fare da “showroom” ai produttori di lame famosi e blasonati, in quanto l'acquirente quasi sempre va a vedere (e toccare...) l'oggetto presso il negozio, ma poi lo ordina su Internet, pagandolo qualche decina di euro in meno!
Pensate se anche i fucili, le pistole, le cartucce e i proiettili si potessero acquistare per corrispondenza, consegnati direttamente a casa a mezzo corriere... Le Armerie scomparirebbero davvero e nel giro di pochi anni! Tuttavia, nonostante la modalità di vendita della merce che ci interessa dovrebbe assicurare la sopravvivenza del settore, è necessario fare i conti con la moda (come detto all'inizio) e pensare quale dei nostri figli vorrebbe oggi un fucile automatico (insieme alla Licenza di Caccia) come regalo per il diploma di Maturità, e non piuttosto un equivalente (in denaro) i-Phone 4, un viaggio ad Ibiza o a Dublino, una Piattaforma Nintendo “Wii” con tutti gli accessori per giocare virtualmente a qualsiasi cosa o qualche altra inutile diavoleria tecnologica e/o meta turistica, senza le quali noi siamo campati tanto bene fino ai giorni nostri?
Certamente tutti quelli che rimpiangono il passato significa che si stanno facendo vecchi, ma è comunque un dato di fatto che al momento, quando un Armiere ormai anziano si ritira dopo decenni di attività in un dato quartiere o paesello, al suo posto -fra le stesse mura che tante chiacchiere e vanterie venatorie hanno sentito anno dopo anno- apre un parrucchiere, mette su bottega un idraulico, un negozio di auto-ricambi o una “ricostruzione /decorazione unghie & artigli”!
Chi conosce un'Armeria che sia passata di padre in figlio, proseguendo la sua attività al servizio degli appassionati? In verità stavolta saremmo davvero contenti di avere sbagliato la nostra analisi sull'argomento...

Grillo Saggio
Il "grillosaggio" spara RC