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UN GIORNO, ALL'IMPROVVISO...
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Nel mirino del grillo
(quando il destino ci ripaga in un colpo solo di tanti insuccessi)


31/07/2011 - ore 12:00

Eravamo ai primi di luglio ed a Roma faceva ovviamente molto caldo. Sul Gran Campo dell'Elica era in corso sin dal giovedì una serie di singole gare, che avrebbero culminato con la Finale del Campionato Italiano della specialità, nella successiva giornata di sabato. Gente convenuta da tutto il Paese, grande fermento, dappertutto scatole vuote di cartucce, bar assaltato, parcheggio gremito e posti all'ombra introvabili. Soprattutto per chi si presentava, come me, nel primo pomeriggio del venerdì, correttamente abbigliato in giacca e cravatta, proveniente direttamente dall'ufficio. Al gazebo degli “sponsor” si sono mossi a pietà, mi trovano una maglietta bianca della mia taglia (cosa non facile) e mi rivestono da “tiratore” con tanto di cappellino e giubbino. Mi iscrivo in abbonamento a tutto l'”AMBARADAM”, tra manifestazioni di simpatia e gli abbracci di amici e conoscenti. Poco dopo vengo chiamato in pedana per la modesta (in quanto a montepremi) gara del venerdì, ma per i soliti motivi (stanchezza, tensione, emozione, distrazioni esterne, sete, panino sullo stomaco, convenevoli di rito con conoscenti che non si vedevano da mesi ma che ti fermano sul vialetto mentre l'altoparlante gracchia il tuo nome e così via) faccio la mia magra figura e vado a rimettere il fucile nel cofano della macchina, quasi con una sensazione di sollievo, del tipo “...E PER OGGI BASTA COSI'!”, assai frequente in noi abbonati alle sconfitte.
Finalmente rilassato, dedico la restante parte del pomeriggio alle pubbliche relazioni sul Campo, col sottofondo incessante dei “bum bum” che si susseguono senza posa fino a sera, scambiando notizie, aneddoti, novità e aggiornamenti di cose vecchie con altri poveretti come me, colà convenuti e presto liquidati dalla gara odierna per “l'avversità della sorte” (almeno, a sentire loro...)
Tornato a casa e scorrendo questa rubrica, combinazione mi imbatto nel brano intitolato “ELICHE INCLEMENTI E CONFUSE”, nel quale il Grillo teorizza appunto che in occasione delle Grandi Gare e dei Campionati di Elica, i bersagli devono essere difficili, altrimenti non si riesce a fare la necessaria selezione e chiunque può vincere -con Eliche abbordabili- la competizione della vita! Non posso non concordare con quanto lucidamente asserito dall'Autore e sono quasi tentato di non presentarmi nemmeno, l'indomani mattina, al Campo per la Finale di Campionato!
Tuttavia, dopo una notte sudata di sonno agitato e visitato da sogni tempestosi, il sabato sono al mio posto e quando (verso l'ora di pranzo, come sempre accade) mi chiamano in pedana faccio la mia parte, frantumando -apparentemente senza sforzo- le mie eliche davvero “inclementi & confuse”. Il ragazzo che mi segue nel turno, gentile e sorridente col quale mai mi ero incontrato in precedenza, rompe anche lui i suoi bersagli ed alla fine della giostra, ci ritroviamo sull'ultimo campo a darci la mano: entrambi abbiamo fatto la serie! Ovviamente mi viene da pensare (e lo dico anche al giovane...) che se nel piccolo gruppo di tiratori che hanno appena fatto il percorso insieme, ci sono già le nostre due serie... a fine-gara, su circa 240 partecipanti, figuriamoci quante ne usciranno! Così, soddisfatto e felice, mi aggiro per l'impianto, sfidando l'incredulità altrui, le pacche sulle spalle, gli abbracci di pochi e le velenose battute “inzuccherate” degli invidiosi. Mentre inizia il pellegrinaggio al tabellone per vedere in quanti saremo a disputare la Finale. Tuttavia, col passare delle ore, mi accorgo che ad avere la serie siamo sempre noi due, mentre -verso la fine- si aggiunge un terzo, che non so nemmeno chi sia. Al termine del turno viene annunciato che proseguiranno “i TRE Tiratori con la serie...”
Propongo (essendo il primo di turno) la divisione del montepremi, che viene subito accettata: si attende ora di iniziare la Finale per l'assegnazione di medaglia d'oro ed imponente trofeo in argento! Ne approfitto per appartarmi a fumare il mio corposo sigaro cubano, al riparo da sguardi indiscreti.
Di quei lunghi momenti, due cose ricordo con vero piacere: la sicurezza che mi diede la semplice costatazione che il podio ha tre gradini e che quindi -male che sarebbe andata e col premio in denaro già assicurato- ci sarei comunque salito sopra, da una parte o dall'altra. E la cortesia di un anziano Campione, che conoscevo sin da giovane anche se soltanto per incontri casuali sui Campi di Tiro, il quale mi venne a cercare per dirmi, in buona sostanza, di:
- non andare nel frattempo a mingere anche se ne avessi avuto lo stimolo, in quanto mi sarebbe calata la tensione positiva, con conseguente deleterio rilassamento (“...tanto poi quando sei in pedana non senti più niente!”);
- non soffermarmi a guardare le eliche degli altri finalisti e, dal momento che non ci si può allontanare dalla pedana durante la Finale in quanto si è chiamati “a seguire”, avrei fatto bene ad indietreggiare di un paio di metri ed appoggiarmi alla rastrelliera dei fucili, voltandomi così di lato rispetto a chi stava sparando.
Fatto tesoro di questi suggerimenti, frutto della lunga e concreta esperienza sull'argomento da parte di chi me li ha voluti donare, vengo infine chiamato in pedana e comincio a frantumare le mie Eliche, di cui non farò qui la cronaca, per rispetto di chi legge... Basti dire che al secondo bersaglio il giovane ha fatto “zero” e siamo rimasti in due per una decina di altre esibizioni, durante un tempo interminabile, circondati dal silenzio irreale, interrotto soltanto dagli spari e dalle chiamate all'altoparlante. Alla fine, dopo aver rotto la mia ennesima Elica, mentre stavo appoggiato alla rastrelliera, le cuffie calzate, lo sguardo tenuto basso e fisso al particolare dell'incisione di uno dei fucili che erano lì, mi si avvicina il Coordinatore e -battendomi leggermente le mani sulle spalle- mi fa: “CONGRATULAZIONI, HAI VINTO!”, significando che l'altro aveva infine fatto “zero”!
Poi, l'urlo della folla che aveva sin lì assistito composta, baci abbracci e quant'altro avevo sempre visto, in simili occasioni, accadere ad altri... Vi risparmio i particolari, anche se sarebbe bello ricordarli in dettaglio: vincitore assoluto, ma spinto da uno stimolo superiore, mi sono sottratto appena ho potuto a tutto questo, alla ricerca del gabinetto per una pipì liberatoria!
Per la serie: “Anche i Campioni, alla fine, mingono...”

Grillo Saggio
Il "grillosaggio" spara RC