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IL TIRO ASSISTENZIALE
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Nel mirino del grillo
(col pretesto della crisi trionfano i parsimoniosi estremi...)


06/11/2011 - ore 11:24

E' innegabile che l'attuale crisi economica mondiale ha colpito e continuerà a colpire -sia pure in diversa misura- ciascuno di noi. Tuttavia, senza voler scomodare il mercato globale, la Banca Centrale Europea, la Federal Reserve né le riserve d'oro della Papuasia, scendendo alla nostra quotidianità e -in particolare- al nostro passatempo domenicale, avrete notato certamente che il numero dei praticanti delle pedane si è notevolmente assottigliato.
Ovviamente tra i “mancanti alla chiamata” dei tiri di prova la domenica mattina e gli assenti della garetta a prosciutti del pomeriggio, ci sono molti che hanno preso a pretesto la mutata situazione economica, i costi d'esercizio lievitati, gli impegni per il doppio lavoro (ormai inevitabile...) ed altre amenità, per abbandonare infine una pratica, quella tiravolistica, da loro esercitata senza convinzione né passione. Questi soggetti, per lo più, si erano presentati al Campo trasportati da praticanti/amici, conoscenti cacciatori o comunque si erano trovati per caso in pedana, con lo scopo principale di sfuggire ai famigerati pranzi domenicali dalla suocera.
Con tutto il rispetto (in quanto alla fine ognuno conosce i fatti propri) non credo che ci si possa poi rammaricare più di tanto per le defezioni di questi praticanti “tiepidi”, anche se i Gestori dei Campi ne sentono effettivamente la mancanza, sia pure limitatamente all'aspetto economico.
Ma quello che appare più interessante da analizzare in questa particolare epoca storica sulle pedane del Regno non è tanto il fenomeno di quelli che sono scomparsi così, da una domenica all'altra, senza neanche salutare la signora del bar nella “club-house”, bensì il preoccupante aspetto di coloro i quali -approfittando delle difficoltà altrui- vorrebbero continuare a sparare a costo (quasi) zero!
Costoro, per lo più maturi praticanti, forti di uno “zoccolo duro” di introiti economici assicurati (pensione, affitti di locali e garage, proventi dall'accantonamento della liquidazione, partecipazioni in piccole attività commerciali, consulenze rigorosamente “in nero”, lavoretti vari e così via), prendendo a pretesto la crisi economica che ci attanaglia, vorrebbero pagare tutto sempre meno, se non addirittura essere “sponsorizzati” per sparare: una sorta di “Assistenza al Tiro” con finalità umanitarie!
Oddìo, è pur vero che nessuno ha soldi da buttare e se ci si può divertire risparmiando qualcosa, ben venga! Questo vale ovviamente anche per chi scrive e che spera di non essere frainteso...
Tuttavia, chi non conosce qualche neofita o modesto praticante del Tiro a Volo che cerca di spendere il meno possibile per le sue domeniche al Campo, superando però i limiti dell'umana decenza? Soggetti (talvolta petulanti) che ti chiedono dapprima informazioni sulla resa balistica delle cartucce, appaiono interessati ai dati tecnici della tale munizione, ti tengono in chiacchiera per qualche minuto e poi finiscono per interrogarti su dove le avete comprate 'ste benedette cartucce, quanto le pagate, se è un prezzo che fanno soltanto ai soci oppure a tutti, se si potessero avere prendendole direttamente in fabbrica, quanto sconto ci sarebbe acquistandone una certa quantità e, infine, se intanto gliene diamo qualcuna da provare. I medesimi ripetono la scena più volte e con più persone diverse, da un Campo all'altro della zona (trattandosi di soggetti per lo più stanziali, anche per risparmiare sulle trasferte...) ed alla fine trovano sempre qualche anima buona che mette loro in mano un mezzo pacco di cartucce avanzate, se non addirittura pacchi interi di munizioni nelle quali magari ripongono poca fiducia: tanto l'ASSISTITO spara di tutto, purché costi poco o -meglio ancora- sia gratis!!
Figuriamoci quello che accade quando il medesimo soggetto sa che possedete un fucile che a lui potrebbe interessare! Non lo ferma più nessuno: grazie al WEB, si documenta sull'attrezzo fino allo spasimo, facendosi tradurre da “Google” pure le pagine in inglese, cerca sui siti di armi usate, legge riviste del settore, spulcia “ArmiShop” e “La Vetrina delle Armi” con lo zelo di un esattore tributario, chiede in giro a tutti quelli che lui ritiene esperti quanto potrebbe valere il vostro sovrapposto e infine -quando ne sa più di voi sull'oggetto- vi affronta una domenica pomeriggio al parcheggio del Campo, allorché siete appena arrivati e state scaricando le vostre carabattole tiravolistiche per andare in pedana. Dapprima vi fa festa manco foste un commilitone della leva obbligatoria rivisto dopo trent'anni, mentre si tratta semplicemente di un conoscente di pedana del quale non ricordate neanche il nome; poi passa all'attacco chiedendovi vaghe notizie dell'attrezzo come se non ne sapesse nulla, per interrogarvi infine su particolari specifici, pretendendo che vi ricordiate a memoria anche il numero di matricola (“...almeno come inizia”).
Se per caso, a domanda diretta, gli rispondete che in effetti non lo usate quasi mai e che si trova tranquillamente a casa custodito nel soppalco -pulito e oliato- nella sua valigetta “originale”... allora è fatta! L'Assistito passa alla seconda fase, nella quale vorrà convincervi dell'inutilità per voi di possedere un siffatto attrezzo sportivo, che troppi fucili confondono solo le idee al tiratore e di questi tempi fareste meglio a privarvene, che quel modello ha poco mercato ed ultimamente si è pure deprezzato a causa della ancor minore richiesta generale di armi usate e così via. Per giungere infine alla terza fase, la quale prevede la richiesta di poter provare l'oggetto per un paio di serie la domenica successiva. Se lo accontenterete, ci sarà per voi la rivelazione di taluni difetti del medesimo che vi erano sfuggiti, l'accenno ad un pagamento comunque rateale prima ancora di aver parlato del prezzo, per poi culminare con la richiesta delle vostre aspettative in termini monetari. Allorché non siate riusciti a defilarvi in tempo, ormai siete nelle sabbie mobili in cui l'Assistito vi ha attirato fraudolentemente! Dopo un quarto d'ora di manovre e dopo aver ascoltato la vostra richiesta, egli alla fine vi dirà che il vostro fucile (che peraltro avete confessato di non usare quasi mai...), di questi tempi non può valere più di tanto, sia perché se ne trovano in abbondanza usati in giro, sia perché attualmente la gente vende e non compra... Pertanto delle due, l'una: o vi accontentate della somma che lui vi offrirà e che sarà il 30% in meno del valore dell'oggetto sul mercato dell'usato oppure dovrete accettare una permuta con un “catenaccione” improbabile ed improponibile, che l'Assistito ebbe in dono dalla vedova di un amico da tempo scomparso!
Certo, si può sempre mandare l'assistito “a dar via i piedi” e quant'altro, levandoselo così definitivamente dalle scatole. Però quanto sopra raccontato è ciò che accade (più o meno) ogni domenica sui Campi di Tiro del Regno, dal momento che le difficoltà di qualsiasi natura ed i periodi di crisi inducono tanti a sfoderare la parte peggiore di sé. Infatti, la riflessione che si impone circa il fenomeno in esame è che non sono i praticanti veramente in difficoltà ad attuare siffatti comportamenti (questi, purtroppo, smettono di sparare e basta...), bensì coloro i quali per loro natura sono sempre stati dei “questuanti finto-bisognosi” e che adesso però hanno gettato del tutto la maschera uscendo allo scoperto, senza più alcun ritegno...
A costoro va detto chiaramente che il Tiro a Volo (limitatamente a certi aspetti e con le dovute differenze) non è diverso dal gioco del golf, dalle regate in barca a vela o dal volo in aliante, in quanto a sacrifici e spese da sostenere: proprio per questo è legittimo cercare di risparmiare dove si può, ma senza tuttavia invocare un impossibile “Tiro Assistenziale”, che diventerebbe uno squallido tiro della Mutua...

Grillo Saggio
Il "grillosaggio" spara RC