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...SI FANNO CHIAMARE "MAESTRO"!
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Nel mirino del grillo
(non accettare "caramelle" nè consigli dagli sconosciuti...)


13/11/2011 - ore 20:03

Sulle pedane del Regno, il Tiratore Generico Medio (T.G.M.) farà bene a guardarsi sempre e comunque da coloro i quali dicono e non fanno. Ce ne sono tanti, purtroppo, di falsi maestri che -pur di apparire e sentirsi importanti agli occhi di noi pellegrini dei Campi- si atteggiamo ad esperti di “tutte le posizioni” (manco avessero scritto il “Kamasutra”) ed hanno sempre qualcosa da criticare sul modo in cui il malcapitato “allievo” ha già imparato a fare sino a quel momento, per rompere qualche piattello in volo.
Avrete certamente notato che, soprattutto nelle belle giornate di sole, sulle sedie di plastica bianche che vengono portate pochi metri dietro alle pedane, stanno spesso seduti millantatori & stregoni della mutua, che dispensano zelantemente suggerimenti e consigli su come sparare, soprattutto quando non ne sono richiesti. Quanto vi dicono, osservatelo e provate a metterlo in pratica, ma non fate secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno o meglio, non sono in grado di mettere in atto ciò che pretenderebbero di insegnare agli altri! Prescrivono infatti esercizi di pre-riscaldamento muscolare, diete particolari prima della gara, pieghe e deviazioni del calcio, lunghezze e strozzature della canne, sedute di allenamento di svariate serie alla volta per più giorni a settimana e pongono tutto questo a carico di chi vuole imparare, ma essi non hanno mai fatto nulla di tutto ciò e faticano pure ad imbracciare il fucile davanti allo specchio. Tutte le loro attività costoro le fanno per essere ammirati dalla gente, dagli inesperti e dai neofiti. Amano infatti presenziare alle Grandi Gare a cui però non partecipano, se non per premiare taluni dei vittoriosi e farsi ritrarre sorridenti in foto mentre stringono loro la mano, amano i posti d'onore ai pranzi sociali, ai piedi del podio e nelle tavole imbandite a cui non possono non essere invitati, godono dei saluti a gran voce nei piazzali dei Campi di Tiro in occasione delle competizioni “di cartello” e si scambiano calorosi abbracci e pacche sulle spalle coi medagliati delle Olimpiadi di sempre!
Ma la maggiore gratificazione per questi ipocriti -falsi come i soldi del MONOPOLI- consiste nel vezzo di farsi chiamare “maestro” ma tali non sono, ignorando protervamente la massima che recita: “Chi si innalza sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato”, patrimonio della saggezza popolare e che si applica perfettamente anche all'ambiente del Tiro. Pertanto sarà opportuno cominciare a giudicare gli altri dalle loro opere, dai risultati sul tabellone, dalle graduatorie di fine-gara, dall'esempio che danno a chi li osserva e non dalle loro chiacchiere. E sarà bene non chiamare nessuno “maestro” su questa terra, perché noi che trascorriamo le nostre domeniche sui Campi del Regno siamo in fondo tutti eguali e spendiamo lì i nostri pochi soldi per poterci divertire, senza timore di pena né speranza di ricompensa, ma soltanto perché la sconfinata passione ed il gusto della competizione con noi stessi ci induco -una domenica dopo l'altra- a contribuire alla sopravvivenza degli impianti e dei relativi Gestori che, almeno, ci fanno divertire.
Vi sono poi altri personaggi che gradirebbero essere riconosciuti come “maestri” per meriti acquisiti nell'aver gestito nel tempo tutto l'AMBARADAM del Tiro nei momenti d'oro, coprendosi di gloria agli occhi del popolo pagante...
In passato, spesso ci si è lamentati di quanto andassero male le cose nella gestione della “Cosa Tiravolistica” ai vari livelli e di come le consistenti risorse dell'epoca avrebbero potuto essere utilmente impiegate a favore della moltitudine degli appassionati, dei giovani, dei piccoli impianti, con le competizioni alla portata di tutti e quant'altro di utile e di buono si sarebbe potuto fare per agevolare noi praticanti di questo meraviglioso Sport.
Guardandoci indietro, si può affermare che -al di là degli altisonanti proclami vittoriosi e delle superbe sfide alle vette del mondo- per il T.G.M. non è mai stato fatto un granché, anche quando gli stanziamenti (cioè i soldi...) c'erano. All'epoca si sarebbe dovuto tenere ben presente che il Tiro a Volo non era una vacca da mungere, ma un ideale sportivo da servire!
Figuriamoci adesso come possono andare le cose, ora che la crisi mondiale ha costretto ad una drastica riduzione delle risorse stanziate per le attività sportive “di nicchia” (come la nostra...) e per di più ha seminato il panico nelle coscienze degli onesti lavoratori che sono costretti a risparmiare su tutto e (prima di tutto) ovviamente sul voluttuario e sui divertimenti, soprattutto quelli che non coinvolgono il resto della famiglia!
Adesso però, chi mantiene il potere di decidere e "sminestrare", si trincera agevolmente dietro alla mancanza di fondi e dimentica che anche quando potevano essere fatte cose buone per il Tiro si è preferito pensare ad altro, sistemandosi due uova nel piatto, assicurandosi posizioni di rendita e cespiti di guadagno aggiuntivi grazie alla popolarità ottenuta.
Comunque va bene a tutti così e sarebbe qui inopportuno stigmatizzare ulteriormente le inefficienza di taluni che non sanno neanche loro come hanno fatto ad arrivare dove sono e, purtuttavia, hanno la faccia di presentarsi sugli impianti come benefattori...
Non ci resta pertanto che continuare a pagare di tasca propria per la passione che sopravvive prepotentemente nei nostri cuori nonostante tutto... e sarà bene non chiamare nessuno “maestro”!

Grillo Saggio
Il "grillosaggio" spara RC