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SCONTRINI COME SEGNALIBRO
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Nel mirino del grillo
(aprire un vecchio libro ingiallito è come scoperchiare la pentola dei ricordi...)


20/11/2011 - ore 11:29

Una sera tempo fa, non avendo di meglio da fare, sono salito su una sedia del soggiorno e mi sono messo a tramestare sugli scaffali polverosi della mia libreria. Ho approfittato per dare una passata di straccio umido sul legno libero dei ripiani e non ho potuto fare a meno di riflettere sul veloce trascorrere del tempo, visto che la collezione dei libri economici (nel formato che una volta si chiamava “tascabile”) aveva ormai la carta irreparabilmente ingiallita e i dorsi screpolati. Nondimeno, già che c'ero, ho preso a caso un volumetto scelto solo perché si presentava più sgualcito degli altri (segno inequivocabile di ripetute letture negli anni) e mi sono ritrovato fra le mani addirittura il romanzo “VERDI COLLINE D'AFRICA” di “Papa” Hemingway!
Che emozione: come aprire il frigorifero cercando qualcosa per ingannare la fame e trovarvi una porzione di “Mont Blanc” con abbondanti marrons-glacès e panna montata fresca... Abbandonata senza rimpianto la pulizia dei ripiani, seduto in poltrona, mi sono dato a sfogliare il libricino, leggendo qua è là qualche passo “random” (come si direbbe oggi, quando il PC fa come pare a lui, “a cappero” di cane), constatando con piacere di ricordare ancora il seguito dei pezzi che andavo rileggendo, nonostante fossero trascorsi un numero imprecisato di anni dall'ultima volta. Ad un voltare di pagina, ecco apparire un segnalibro inaspettato: uno scontrino semi-cancellato e scolorito che era servito a suo tempo a marcare il momento in cui esausto, una sera avrò appoggiato il libro sul comodino per non riaprirlo più. Così il fedele scontrino era stato preservato per anni tra due paginette calde del volume sullo scaffale in libreria ed ora, che cosa mi voleva ricordare?
Si leggeva a stento... “ARM....A MAT....ONI” e l'elenco di consistenti acquisti per centinaia di migliaia di... LIRE!
Il garbato fogliettino doveva avere certamente più di una decina d'anni -mi sono detto- e dove sarà stato che avevo speso tutti quei soldi?
Le somme in LIRE, a leggerle oggi, danno un effetto di ricchezza e benessere ormai lontano ed irripetibile: infatti, sembra impossibile che soltanto pochi anni fa si potessero spendere “MILIONI” per il nostro amato passatempo domenicale, senza dover sterminare tutti i parenti!
Come sia, mi sono concentrato a ricordare e poi, grazie anche ai frammenti della data ancora leggibili, ho capito... L'Armeria “MATTEONI”! Ecco a chi avevo lasciato quel patrimonio... Certo, e chi non la conosce? Il grande e storico negozio per gli appassionati di Caccia & Tiro che si trova ad Altopascio, in provincia di Lucca, con tanto di uscita autostradale dedicata!
Quanto tempo è passato dall'ultima volta che sono riuscito ad andare a trovare i Fratelli titolari ed i loro simpatici dipendenti... La volta dello scontrino ero lì con mio figlio appena maggiorenne, il quale -bravo negli studi- mi aveva illuso facendomi credere che si sarebbe appassionato al Tiro a Volo!
Pertanto, dopo il suo esame di Maturità Scientifica, un bel giorno ci siamo recati ad Altopascio con un compito preciso: calzare, vestire ed equipaggiare il neofita-tiratore e metterlo in condizioni di presentarsi in pedana senza sfigurare... Quanto sembra lontano tutto questo! E va subito detto che il ragazzo, adesso laureato e sistematosi col lavoro, dopo neanche un anno dall'avermi fatto spendere tutti quei soldi ha smesso di seguire suo padre la domenica sui Campi del Regno a fare “padelle”, preferendo di gran lunga andare “a cavallo!”
Comunque sia, il ricordo di quella giornata mi accompagnerà per sempre con i suoi piacevoli dettagli. La partenza all'alba come per andare a caccia, il viaggio in autostrada, l'ansia dell'arrivo ad Altopascio giusto all'orario d'apertura , la simpatia dei proprietari, la visita di benvenuto al bar nella via principale del paese con tanto di colazione offerta, il negozio vastissimo con le sue sale comunicanti a seconda della tipologia dei prodotti (armi comuni, a seguire fucili “fini” ed ancora appresso la stanza dedicata alla canna rigata), l'assortimento di cartucce originali e le mitiche munizioni a marca “TAU” (la lettera greca Tau è appunto il simbolo locale), prodotte in diverse grammature e numeri di piombi ad uso venatorio, per conto della stessa Armeria.
Insomma, sia per la capacità dei titolari -che hanno il potere di far sentire il cliente soprattutto un Amico- sia per l'innegabile assortimento di ogni ben di Dio, al di là ed oltre le migliori aspettative, chi entra nel negozio per comprare un paio di stivali economici, ne esce dopo un po' col fucile nuovo, la cinghia, il fodero, la cartucciera e mille cartucce, dimenticandosi completamente degli stivali!
Più o meno, quella volta accadde a noi la medesima cosa: andati per vedere se vi fosse un fuciletto usato da Piattello per il ragazzo, tornammo la sera tardi a casa nostra, “felici e contenti” (come suol dirsi), con uno “scopettone” nuovo nuovo nella sua valigetta originale in ABS con tutti gli accessori di serie ed il calcio regolabile, giubbino di marca con riporti in pelle scamosciata, scarpe anatomiche per il Tiro, fodero lungo intero per portare l'oggetto sui Campi, non so più quante cartucce da 24 grammi ed altre cose ancora che nello scontrino -per fortuna- non sono più leggibili!
Non saremmo mai usciti volentieri dal negozio, tante cose c'erano ancora da vedere e toccare (coi guanti...), se non fosse stato che volevamo prima andare al Campo di Pisa per consentire al ragazzo di provare in pedana il “suo” primo fucile e poi dovevamo affrontare un lungo viaggio verso casa.
Che soddisfazione però quella sera: quante speranze sulla via del ritorno, quanti commenti sui numerosi zeri e sui rari bersagli frantumati, quante chiacchiere tra padre e figlio in una di quelle circostanze così normali eppure così rare, lungo la strada percorsa senza fretta, tanto ormai stava facendo buio e per cena nessuno ci aspettava...
Più volte negli anni mi è capitato di ripensare a quella circostanza, ma anche alle altre (ahimè) rare giornate trascorse ad Altopascio e sulle comode pedane dell'impianto di Pisa, dove c'è un ristorante talmente prelibato, efficiente e pulito, che la metà degli avventori non sono neanche Tiratori, ma si recano al Campo solo per mangiare (e questo dice tutto...). Ebbene, nonostante la distanza geografica per me considerevole, ho spesso riflettuto che è meglio trascorrere un paio di giorni ogni tanto in compagnia di persone qualificate e simpatiche, divertirsi e spendere i propri soldi con soddisfazione sia per acquisti e sia per praticare il nostro amato Sport, che non andare dove capita capita, in nome della comodità e della vicinanza a fare cose che poi alla fine ci lasciano comunque insoddisfatti!
Insomma (e non sembri soltanto mera pubblicità), chiunque sia appassionato di Caccia & Tiro non può non essere stato almeno una volta nell'Armeria dei Fratelli MATTEONI ad Altopascio e non può essersi privato del piacere di aver sparato sulle pedane del T.A.V. ”PISA”: prima o poi bisogna andarci! Non fosse altro per capire la differenza con altre realtà in altri luoghi, dove -senza voler generalizzare- incompetenza ed approssimazione si uniscono ad uno scarso rispetto del cliente-pagante, lasciando ricordi di segno ben diverso da quelli piacevolissimi suscitati in chi scrive dal rinvenimento di un logoro scontrino fiscale, usato come segnalibro.

Grillo Saggio
Il "grillosaggio" spara RC