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IL FUCILE “NUOVO”
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Nel mirino del grillo
(...e nessuno che si faccia mai i fatti propri!)


11/03/2012 - ore 23:32

Quando si acquista, dopo tanta attesa e sacrifici, un fucile nuovo (o, almeno, per noi “nuovo”, in quanto precedentemente usato da altri, solitamente sconosciuti...) è ovvio e comprensibile che lo si voglia provare prima possibile. Talvolta, si chiede addirittura all'armiere o al privato che ce lo vuole vendere di portare l'oggetto direttamente sul nostro abituale Campo di Tiro, in giornata feriale e nel primissimo pomeriggio, così -se si va d'accordo- lo si può provare subito subito, col calcio così com'è o come è stato ridotto, lontano sia da curiosi, sia da occhi indiscreti (e per lo più invidiosi...).
In tale situazione, chi reca l'attrezzo spera di fare un buon affare e confida soprattutto -di questi tempi- in un rapido pagamento del medesimo; mentre chi acquista è più euforico e meno lucido, tuttavia in una cosa spera fermamente e cioè, che il calcio gli vada bene. Altrimenti, per ripetere la solita tiritera dei “guardoni invidiosi”, per rifare un calcio su questo tipo di fucile “non ti bastano 1.500 euri e poi finisce che ti tocca mandarlo in Fabbrica a Brescia e aspettare sei mesi” ecc. ecc..
L'oggetto dei desideri da parte del Praticante Assiduo delle Pedane (detto per brevità “P.A.P.”), giunto in fase d'acquisto, è ormai ben identificato... Non vi sono dubbi: stanco dopo anni di camminare in “Panda”, “Punto” e “Micra” adesso vuole il “MITO”, ma non quello dell'Alfa Romeo (che pure commercializza macchine rosse...), bensì quello vero. Pertanto, dopo affannose e prolungate ricerche sul WEB, telefonando a commercianti famosi in contrade remote, chiedendo senza ritegno a chiunque avesse un fucile simile in mano dove, come, quando e da chi lo avesse preso, infine lo ha trovato. Si tratta solo di definire dettagli “insignificanti”, come il prezzo finale, accettazione di permuta da parte di chi vende, tempo e luogo per l'eventuale modifica di qualcosa (sperando che non ve ne sia bisogno...).
L'incontro avviene secondo gli accordi, l'oggetto è a posto come promesso e piace. Insomma, l'affare si conclude con reciproca soddisfazione di entrambe le parti e -nel punto più remoto ed in ombra del parcheggio- si realizza il consueto scambio di banconote da 500 euro nuove nuove (frutto per lo più di proventi “a nero”, qualche “fuori-busta” e costanti creste alla famiglia, occultate pazientemente nel tempo), assegni post-datati, consegna di valigette scrause segnate da una tempestosa esistenza, col velluto interno scollato in più punti e chiazze d'olio rappreso, mentre la custodia che accompagna il nuovo acquisto è ovviamente “fiammante” e secondo il materiale più alla moda (adesso va molto l'alcantàra opaca di colore scuro), già calcolata nel prezzo finale dell'oggetto che contiene.
L'acquirente è raggiante e rimane fermo così, per lunghi istanti, stringendo la valigetta nuova come un bambino con l'orsacchiotto di “peluche” il giorno del suo compleanno; approfittando di questo “stato di grazia” e di stordimento, il venditore (intascato il dovuto e volendosi recare ad altro urgente appuntamento) si è già dileguato, sgommando nel parcheggio!
Il fatto è che la trattativa sul Campo, ancorché discreta ed in luogo appartato, non è sfuggita ai soliti curiosi -per lo più pensionati- che trovano il tempo di frequentare l'impianto nel corso della settimana, per trascorrervi i loro pomeriggi, anche se non sparano! Questi, visto partire il venditore, con fare indifferente e chiacchierando fra loro di cani e di calcio, fumando lentamente e passeggiando come se fossero al parco, a due/tre alla volta si avvicinano al “P.A.P.” che ha appena montato l'attrezzo nuovo e lo sta imbracciando “in bianco” (cioè scarico, puntando nel vuoto in direzione dell'orizzonte davanti alla Fossa).
I curiosi si fermano ad una certa distanza e quello che ha più confidenza col malcapitato, gli si fa sotto e comincia ad interrogarlo sui dettagli dell'acquisto. Gli altri intanto ascoltano, sia pure apparentemente distratti e come presi da altre cose, ma non si fanno sfuggire nulla della vicenda. Caratteristiche tecniche del fucile, delle canne, delle pieghe del calcio, costo, modalità e tempi di pagamento, permute, informazioni su precedenti possessori e sull'attuale venditore: in breve, alla faccia della riservatezza ed in nome della comune passione per il Tiro, la storia del fucile nuovo del “P.A.P.” fa il giro del Campo ed anche oltre, grazie a subdole telefonate col cellulare fatte ad altri comuni conoscenti quasi in diretta, prima che sia stato sparato un solo colpo col nuovo acquisto!
Ovviamente, acquisiti i dati necessari all'analisi, i presenti avranno cura di parlare con l'acquirente un paio alla volta, completandosi a vicenda il discorso come “il Gatto e la Volpe” ed argomentando sui più svariati aspetti dell'affare. Ci sarà chi porrà l'attenzione sul costo del fucile, ritenuto “spropositato” e “non giustificato” in considerazione dell'età e/o dello stato di conservazione dell'arma; chi argomenterà che “sì, quello una volta è stato un gran fucile, ma adesso non ci spara più nessuno” e “a quel prezzo c'è di molto meglio...”. Altri, sempre separatamente, non avranno nulla da obiettare sul prezzo pagato (tanto mica sono soldi loro...), ma faranno riflettere il cristiano sull'inutilità del suo acquisto, con frasi del tipo: “Sì, sì è bello... Ma tu che ci fai? Ti trovavi così bene con quello “SMERDIACOFF” bulgaro a cani esterni... Che bisogno c'era di fare questa spesa?” e così via.
Alla prova del fuoco, sia per l'emozione del giocattolo nuovo, sia per la ingombrante presenza dei curiosi alle spalle, il nostro “P.A.P.” (non accompagnato e nè protetto da alcun amico vero), da solo in pedana sparerà ovviamente come un cane... Se gli andrà bene, chiuderà la serie di prova a 15/16 su 25, dopo aver ripetuto almeno 6 o 7 piattelli che qualche immancabile volenteroso avrà preteso che sparasse nuovamente dopo la “clamorosa padella”!
In quei momenti è importante non farsi vincere dal turbinìo di sentimenti contrastanti che si impadroniscono della nostra mente: euforia, amarezza, delusione, gioia, adrenalina pura, ansia libera, voglia di essere altrove ma -soprattutto- soli! Ma così non è ed i “Curiosi da Campo” non mollano... Dopo aver assistito alla seconda serie di prova, dandosi il cambio alle spalle del nostro “P.A.P.”, non hanno più dubbi... Hanno capito perfettamente come sta il fatto! Tutti gli andranno a dire (come visto, uno o due alla volta...) che di una cosa sono certi: il CALCIO DEL SUO “NUOVO” FUCILE NON GLI VA BENE!
Ben sapendo che per ciascuno di noi amatori del Tiro, quando si prende in mano un attrezzo nuovo, la spina nel cuore è sempre e proprio questa: come mi verrà il calcio? A tutto il resto ci si può adattare, ma il calcio deve stare bene, sennò tutto è inutile!
Nessuno dei presenti incoraggerà il nostro acquirente, ma ciascuno gli dirà quello che deve fare per rendere l'attrezzo utilizzabile con profitto...
Nel vasto campionario dei “buoni samaritani”, si va da consigli innocui del tipo “Beh, adesso ti ci devi adattare un po' a questo calcio. Basta sparaci qualche decina di serie...”, “Col calcio del fucile ci si deve fidanzare... Non è che ci si può capire subito” per passare a suggerimenti più impegnativi, come: “Bisogna incollare sul nasello una soletta di gomma-piuma di quelle che vanno nelle scarpe e vedrai...” oppure “E' troppo lungo, secondo me devi fargli tagliare almeno un centimetro al calciolo” od anche “Questo modello ha il difetto del vantaggio quasi-zero e per come spari tu è un guaio...”
I più drastici, all'insegna del “Non sei tu che ti devi adattare al fucile, ma è lui che deve venire bene in tutto...” propongono ovviamente e subito il rifacimento completo del calcio incriminato (e, a questo punto, anche dell'asta, per indovinare il colore dei legni), sconsigliando addirittura di spararci ulteriormente in futuro per “non prendere brutte abitudini” sulla postura e risparmiare paventati danni allo zigomo... Nella circostanza verranno forniti dai vari “tecnici della mutua” anche indirizzi e cellulari dei vari “calcisti” di fiducia a cui rivolgersi quanto prima: però mi raccomando presto; infatti, “in queste condizioni è inutile che continui a sparare, se non ci rifai il calcio!”.
Le opinioni non coincideranno fra i vari consiglieri nemmeno sul nome dell'artigiano e ciascuno segnalerà quello che fece il calcio su misura a lui, anche per non contraddirsi nelle scelte... Visto che con loro il “Mastro Geppetto” di turno al Paese dei Balocchi ha fatto miracoli!
Il nostro sperava davvero meglio per la sua prova del fuoco con l'attrezzo nuovo, dopo aver tanto desiderato, aspettato e pagato il suo oggetto dei desideri! Ma basta sapere che sui Campi del Regno funziona così e non farsi condizionare più di tanto. Infatti, questo tipo di trattamento è riservato più o meno a tutti e se si cerca di evitarlo, recandosi in incognito presso una qualche Armeria accreditata e remota ad acquistare “il MITO” e lo si proverà sulla strada del ritorno, fermandosi presso qualche impianto a conduzione familiare non segnato sulle carte geografiche, si sarà soltanto rinviato il trattamento che i “Curiosi/Invidiosi” ci riserveranno alla prima occasione utile, allorché ci sorprenderanno ad imbracciare l'oggetto con circospezione sul Campo abituale.
In buona sostanza, poche cose come l'acquisto di un fucile “nuovo” di un qualche valore (se non di pregio...) ci forniscono la prova di come l'indiscrezione e la curiosità del prossimo superi spesso i limiti dell'umana decenza e nel contempo ci dimostra l'irrefrenabile desiderio di atteggiarsi ad esperti, conoscitori di come vanno le cose, “tecnici della mutua” e possessori della Verità, da parte di modesti sparatori della domenica, semplici appassionati che diventano soprattutto assidui calpestatori d'erba degli impianti negli altri giorni. Evidentemente sarà questo costante vagare all'aria aperta senza fretta né affanni, sia pure esposti all'inclemenza delle varie stagioni quando portano a pisciare il cane, che chiarisce loro così bene le idee in fatto di Tiro a Volo, soprattutto su ciò che dovrebbero fare gli altri per ottenere la soluzione a tutti i problemi tecnici.
In ogni caso è noto che -oltre a mira e concentrazione- la dote principale di cui necessita un Tiratore è... la PAZIENZA. Perciò coraggio: un giorno questo maledetto inverno finirà!

Grillo Saggio
Il "grillosaggio" spara RC