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MACCHINE INFERNALI
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Nel mirino del grillo
(nella foto: un'ottima macchina lancia-piattelli prodotta dalla "CIP - PALAZZI", in prov. di Bergamo)


18/04/2006 - ore 20:04

Talvolta la omessa e/o la carente manutenzione delle macchine lancia-piattelli sui Campi di Tiro produce “danni consistenti” alla regolarità di svolgimento di una qualsiasi gara ed incide non poco anche sul rendimento dei singoli Tiratori partecipanti.
Infatti, per comprensibili “ragioni di sicurezza”, quasi mai i clienti di un impianto vengono ammessi nel cunicolo che conduce alla famosa “Fossa”, che dà il nome alla disciplina del settore più praticata dai Tiratori italiani. Ma certamente, se vi si potesse accedere liberamente, si avrebbe modo di constatare che taluni Campi, ad esempio, dispongono di macchine diverse fra loro per marca e modello; nel senso che alcune delle quindici macchine si trovano mischiate a numerosi modelli obsoleti e, talvolta, rugginosi!
Inconvenienti del genere, qualora accertati, si ripercuoterebbero ovviamente sulla regolarità dei lanci, con consistenti differenze fra un piattello e l’altro nella medesima serie.
Per scendere ulteriormente nel dettaglio, va detto che una carenza abbastanza frequente che si riscontra dall’esame tecnico negli impianti è la mancata sostituzione della parte in gomma dell’alloggiamento per il piattello sul braccio di sgancio; in pratica, quell’affare volgarmente detto “gommino” che all’atto dello sgancio dovrebbe sia preservare il piattello da fratture indesiderate, sia imprimergli una marcata “rotazione”.
L’ossidazione periodica di tale componente in gomma fa sì che il moto rotatorio impresso al piattello sganciato sia insufficiente, con il deleterio risultato che la forza centrifuga così determinata non agevola la rottura del piattello colpito da pochi pallini, soprattutto se si utilizzano i piattelli di ultima generazione, definiti “ecologici” e resistentissimi alle fucilate (nel senso che si bucano bene, ma spesso non si “frantumano”).
E’ infatti palese come la rotazione del piattello lo renda più frangibile e un buon attrito fra il “gommino” ed il piattello all’atto dello sgancio aiuti quest’ultimo a mantenere una traiettoria tesa, “stabile” ed una distanza di caduta ottimale.
In caso contrario, per non avere adeguatamente e periodicamente manutenzionato le macchine oppure per la pretesa che le medesime siano “eterne”, i tenutari dell’impianto sono costretti ad agire sul carico delle molle di sgancio; così facendo l’affare si complica!
Infatti, se le molle delle macchine verranno esasperatamente compresse, si avranno frequenti fenomeni di rottura di piattelli nella fase di sgancio (fastidiosissimi durante la serie per chi spara e “spreco” di soldi per i tenutari), unitamente a “spunti” (velocità d’uscita del piattello dalla buca) da fare paura, per “piattellini” che poi si fermano per aria e cadono a 60 metri circa.
Mentre, se le molle vengono allentate per non far rompere i piattelli allo sgancio, si avranno traiettorie “fiacche”, con palesi sbandamenti dei piattelli e scarsa rotazione dei bersagli in volo, con gli inconvenienti già accennati in ordine alla loro frangibilità ed al determinarsi del sempre più frequente fenomeno di raccolta di piattelli sparati che presentano –pur essendo interi- anche sei o sette buchi!
Poi, magari proseguendo la Gara, alla serie successiva su altro campo, il Tiratore incontra macchine più recenti con molla nuova e “gommini” non ancora ossidati che lanciano in favore di vento dischetti che pare abbiano “il turbo”: può sembrare un’esagerazione ma è capitato anche questo, in una giornata particolarmente ventosa, con un destro di quinta pedana che –se non colpito- andava sistematicamente a cadere dietro un terrapieno eretto a protezione del campo a 120 metri dalla pedana!
Insomma, lungi dal pretendere che sugli impianti siano adottati gli schemi federali (troppi anni di pedana ci hanno ormai insegnato a non sperare nell’impossibile…), ma almeno che le macchine siano recenti, ben manutenzionate, tutte e quindici eguali. Poi, già che ci siamo “affossati” in quest’argomento, viene da chiedersi: esiste un Organo tecnico che dovrebbe controllare questi aspetti, almeno in occasione delle Gare federali?
Forse non è previsto: ma, se così fosse, allora chi ha di fatto la responsabilità della tenuta e della regolazione delle macchine lanciapiattelli presso uno “Stand” di tiro a Volo per lo svolgimento di una “Grande Gara”?
E poi: se vengono raccolti piattelli bucati da più pallini e non rotti, a chi si può far carico di questa discrasia? Al Produttore? All’Omologatore? Al Tenutario del Campo che, pur di risparmiare, lancia ogni tipo di piattello? Alla Federazione che accetta come “Sponsors Federali” ditte nazionali che producono piattelli “infrangibili”? Troppe domande? Vedete voi!
Siamo, come al solito, al “Chi sorveglierà i Sorveglianti?”
Non vogliamo indagare….

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Il "grillosaggio" spara RC