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IL TIRO A VOLO IN PAPUASIA
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Nel mirino del grillo
(nella foto: aspiranti Tiratori al Piattello della futura Squadra Nazionale Papuasiana)


02/05/2006 - ore 19:11

La Redazione della rubrica “Nel Mirino del Grillo”, all’indirizzo “grillosaggio@iltiro.com” ha ricevuto nei giorni scorsi la sottostante “e-mail”, da utente che si è regolarmente firmato. Se ne rende noto il contenuto, dopo aver acquisito il formale e definitivo consenso dell’estensore, cittadino straniero regolarmente residente da tempo nel nostro Paese per motivi di studio.
La Redazione declina ogni responsabilità in ordine al contenuto del testo che segue e, nel contempo, ne raccomanda la fruizione ad un pubblico adulto e, soprattutto, “consapevole”!

“Buongiorno, signori.
Il mio nome è W.Y. , sono uno studente proveniente dalla Papuasia e vivo da alcuni anni nel vostro stupendo Paese. Fra poche settimane dovrei finalmente laurearmi in medicina e chirurgia, per fare così ritorno nella mia terra d’origine, ma l’Italia mi mancherà molto e la porterò sempre nel mio cuore! Sin dai primi tempi, per imparare la lingua italiana, ho iniziato a leggere riviste sportive delle più svariate discipline e mi sono particolarmente appassionato a quelle che trattano di Tiro a Volo, sport completamente sconosciuto nella mia terra. Ho deciso così di approfondire la conoscenza di tale attività sportiva anche tramite Internet, con la ricerca di siti dedicati e specifici. Fra i pochi che ho trovato, quello che mi è più piaciuto è stato certamente “www.iltiro.com” con le sue rubriche in cui vengono affrontati diversi argomenti sul tema e dai quali si capiscono tante cose.
In particolare, volevo farvi sapere che intendo riportare in Papuasia un bagaglio di esperienze tali che mi consenta di consigliare al mio Governante la costituzione anche da noi di una “Corporazione” che promuova e diffonda la pratica del Tiro a Volo, soprattutto fra i giovani.
Per capire in che consista esattamente la pratica del Tiro a Volo in una Nazione, mi sono rifatto a quanto ho potuto leggere nella rubrica “Nel Mirino del Grillo” e sul “Guestbook” del sito (da voi definito “GB”). Nel ringraziarvi sentitamente per quanto avete saputo comunicare ad un profano delle discipline tiravolistiche mediante la ripetuta consultazione del vostro sito, prima di abbandonare definitivamente l’Italia, vorrei verificare con voi le annotazioni (una specie di “promemoria”) che ho stilato e che intendo sottoporre all’Egemone della Papuasia, che noi chiamiamo semplicemente “Il Sommo”.
Spero di incontrare il Suo favore, altrimenti –se dovessi dire cose inesatte o che si rivelassero contrarie al senso di giustizia tribale tramandatoci dai nostri avi- secondo la legge in vigore da noi, egli mi potrebbe anche far tagliare la testa! Per questo capite bene quanto sia importante per me la verifica che mi accingo a fare sulle conoscenze acquisite.
Dunque, vediamo se ho capito bene i concetti fondamentali.
In un qualsiasi paese per praticare il Tiro a Volo occorre una Corporazione (quella che voi chiamate “Federazione”) a cui ogni anno ciascun tiratore deve pagare una tassa per poter sparare. Di questi soldi si perde ben presto ogni traccia, ma non fa nulla perché la Federazione dice che non sono molti e a chi ne chiedesse conto basta rispondere che è un “pidocchioso pulciaro” che evidentemente non si può permettere di tirare fuori manco 50 euri all’anno senza sapere dove vanno a finire… E che maniere da pezzente: si vergogni!
Poi, occorrono degli impianti (che voi chiamate “Campi”) che però non sono fatti con i soldi dei Tiratori dati alla Corporazione (e, pertanto, gratuiti), ma sono in mano a privati che li gestiscono come meglio credono a fini di lucro, come fossero una bottega qualsiasi. Nonostante ciò, questa Federazione assegna contributi e sovvenzioni a taluni di questi Campi con un criterio di assoluta trasparenza ed equità, talchè gli impianti –a rotazione e secondo le obiettive necessità- vengono costantemente migliorati e potenziati tecnicamente. Tuttavia, i Tenutari dei Campi si lamentano sempre che comunque non ce la fanno, che stanno per chiudere, che sono sull’orlo della rovina, per evitare la quale costantemente taglieggiano (non mi viene un termine migliore, ma a casa mia si direbbe così…) gli appassionati che, essendo affetti da una sindrome misteriosa ed incontenibile, pur di continuare a sparare si farebbero levare anche il portafogli e litigherebbero tutti i fine-settimana con la propria moglie, che si lamenta per essere costantemente lasciata a casa da sola.
Se qualche Tiratore è bravo davvero, la Federazione lo fa arruolare in qualche Ente statale che gli corrisponderà a vita un regolare stipendio; così il mantenimento del Campione graverà equamente sull’intera collettività, come è giusto che sia, dal momento che poi alle Olimpiadi questi andrà a rappresentare tutta la Papuasia e mica soltanto “Il Sommo” federale!
Esiste inoltre una rete di Delegati dalla Federazione principale, sparsi su tutto il territorio per poter meglio seguire l’andamento delle varie Gare sia importanti, sia locali e non lasciare la gestione in mano ai diretti interessati, cioè ai Tiratori; questo è pure giusto perché altrimenti essi potrebbero fare ciò che è meglio per loro e non l’interesse dei Tenutari dei Campi, che invece vanno sempre aiutati, perché se la passano male. Difatti, molto opportunamente, la volontà di quelli che vengono a sparare pagando non è tenuta in nessuna considerazione dai Rappresentanti della Corporazione, che bene fanno a sistemarsi “due uova nel loro piatto” insieme ai Tenutari di cui sopra: tanto, come detto, questi sparatori si presentano comunque a tirare e –cosa che in Papuasia non sarà facile far comprendere- pagano di tasca loro ogni volta che fanno una gara non solo l’iscrizione ma anche i bersagli, a cui tirano cartucce pure acquistate da loro stessi con un fucile di proprietà che hanno in precedenza comprato.
Anche se và dichiarato formalmente nelle premesse ed in qualsiasi altra carta scritta od intervista orale, in pratica non ha nessuna importanza promuovere una simile attività fra i giovani, i quali bene fanno ad andare altrove a copulare fra loro, invece di imparare a sparare: così facendo hanno anche meno rischio di diventare sordi da vecchi e sicuramente godono di più ora.
L’importante è invece agganciare quelli che hanno i soldi da spendere e tanti: in tutto il mondo questa categoria umana è difficilmente al di sotto dei trent’anni! Meglio ancora -dato l’allungamento statistico della vita media- il vero “target” cui la Corporazione si dovrà rivolgere sarà la popolazione maschile da 65 anni in poi, a cui organizzare apposite garette mediante piattelli agevolati con caduta a trenta metri (cosiddetti “a mezz’asta”…) e simbolici premi riservati da fruire sul posto o da portare a casa (ad esempio, un piatto di semolino caldo con cannuccia, un paio di stampelle, un tubetto di pasta fissativa per dentiere, un pappagallo, una berretta di lana per la notte, un catetere… insomma cose così) e i ragazzi vadano pure a correre a piedi, visto che per ora non rischiano manco l’infarto!
Lo so, lo so anch’io, egregi signori, che a queste condizioni sarà ben difficile convincere un qualsiasi cittadino papuasiano ad intraprendere lo sport del Tiro a Volo (al mio paese portano ancora l’osso al naso e vanno in giro con la lancia, ma non sono mica fessi…!). Ma tant’è: vorrei almeno provarci!
Chissà che, con un po’ di fortuna e le conoscenze giuste, non possa diventare Presidente della “Corporazione Unica del Tiro a Volo in Papuasia” e così –come capita qui da voi- sistemarmi bene per tutto il resto della vita?
Anche se mi hanno detto che essendo laureato in medicina e non prendendo un piattello manco per sbaglio potrei tranquillamente fare il “Commissario Tecnico” di una qualche specialità olimpica…
Grazie ancora per tutto quello che mi avete insegnato sul Tiro a Volo e speriamo di vederci alle Olimpiadi del 2012, dopo quelle di Pechino… Eh, datemi il tempo di organizzare tutto il “businnes” con un po’ di cautela: vi ho già detto che in Papuasia agli incapaci e/o ai disonesti tagliano ancora la testa!
Cordiali saluti.”

(lettera firmata)


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Il "grillosaggio" spara RC