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VIA DALLA PAZZA FOLLA!
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Nel mirino del grillo
(via, via... vieni via di qui! Niente più ci lega a questo mondo...)


18/05/2006 - ore 20:30

“Perché la domenica vai sempre a sparare ai piattelli e alle eliche, invece di stare a casa con noi come fanno tutte le altre persone normali?” chiede decisa la “signorina” che avete visto nascere in casa e che la “signora” ha sempre sostenuto fermamente essere vostra figlia!
Più che una domanda si tratta di un’affermazione, di quelle che neanche vogliono una risposta: ma tant’è! Ormai è cominciata e bisogna pur arrivare alla fine. Così principiate in maniera “soft”:
“Tesoro, ognuno ha le sue passioni e le sue abitudini… Tu vai a ballare in discoteca fino alle due passate e finché non torni a casa non si dorme; tuo fratello maggiore, che non spara, le canne non le usa, ma se le arrotola continuamente; tua madre va in palestra due volte a settimana ed altre due a scuola di balli latino-americani: quando non fa altro, si va a sottoporre ai massaggi o a giocare a “burraco” con le amiche! Io, che non rompo le scatole a nessuno e vi campo a tutti quanti, la domenica amo andare a sparare… Và bene?”
“ Ecco, metti sempre avanti l’aspetto economico! Sei banale e scontato, papà…”
“Sarò banale quanto vuoi e pure scontato… anzi “in saldo”, ma se non portassi a casa ogni mese quello che porto vorrei vedere come fareste tutti quanti a fare la vita che fate. Poi è troppo facile fare “il gallo (o meglio “la gallina”) sull’immondezzaio”, quando nella vita non sapete manco se state in piedi o seduti!”.
“Ma perché parti la mattina presto e stai via fino a sera? Sarà poi vero che vai solo a sparare…?”
A questo punto incassate tutto: non è più neanche il caso di rispondere. Viene il legittimo sospetto che dietro questo ennesimo attacco del sabato sera ci sia lo zampino dell’altra donna di casa e così è meglio lasciar perdere.
Però -riflettete tra voi- perché poi questo bisogno impellente e reale di stare una giornata intera su uno o più Campi di Tiro? Questa smania irrefrenabile, che non ha età, di recarsi all’aria aperta di buon mattino, lontano lontano, a fare colazione guardando le verdi coltivazioni sconfinate attraverso i vetri della “club-house”, in attesa che inizi la gara… Già, perché?…
Mille risposte si addensano nella mente pronte ad uscire fuori, ma nessuno le merita, in fondo.
Come riuscire a spiegare ad altri lo squallore delle città la domenica mattina presto? Come rendere la tristezza che fanno le Chiese assediate da zingari e mendicanti? Le file di automobili in cui ci si imbatte se si esce di casa dopo le 10.00 per andare in qualunque direzione?
Verso il centro della metropoli, un’invasione di turisti giapponesi con la macchina fotografica al collo in un ambiente multietnico e multirazziale, orribili favelle e abitudini fra loro inconciliabili; semafori espropriati dai lavavetri e venditori di fazzolettini di carta e deodoranti per auto.
Verso il mare, basta che ci siano due raggi di tiepido sole, da aprile a ottobre ogni fine settimana è una guerra per bande, manco fosse tutto gratis… E poi dicono che c’è la crisi e la benzina è cara!
La domenica mattina diventa un problema pure trovare un posto per la macchina a meno di 500 metri da una Chiesa e magari voi volevate solo fermarvi perché là vicino c’è una buona pasticceria!
Basta: dopo una settimana di lavoro ed arrivati ad un’età in cui il meglio di tutto è certamente dietro le spalle, non si può pensare di santificare la festa solo perché ci si può svegliare più tardi del solito e magari farsi il bagno con calma nella vasca come da bambini, per poi andare a Messa e a pranzo con la famiglia facendo a gomitate in un qualche localetto tipico; dopo ancora portare chi si degna di venire alla “Città del Cinema” per vedere una commedia brillante a lieto fine, in cui tutto fila liscio “per definizione”… Sennò, che “commedia” sarebbe?
Andare a sparare, per me, non è vincere: è partecipare! Significa esserci e fare, almeno una volta alla settimana, ciò che più si desidera. Il guadagno non c’è: la remissione è certa; la vincita aleatoria e quand’anche fosse, al piattello devi essere nei primi tre o quattro al termine di una gara, per andare pari!
Ma non è il guadagno che si cerca e, forse, neanche la vittoria oggettiva. Sparando, taluni di noi inseguono loro stessi, si sfidano costantemente ad ogni serie, vogliono dimostrare di esserci, lì quel giorno e in quel preciso momento, ieri oggi domani e, se possibile, per tanto tempo ancora.
Lontani da tutto ciò che ci angustia, dai problemi di casa e del lavoro, via dalla pazza folla in coda per il mare o in fila nelle pasticcerie la domenica mattina, al riparo dai famigerati pranzi delle feste con suocera e cognati!
Col fucile in mano, pronto alla chiamata, il tiepido sole alle spalle, l’orizzonte rutilante e sterminato davanti alla fossa che sconfina nel cielo di fiordaliso: oggi gli arancioni piattelli sembrano lenti meloni che “fumano come turchi” sotto il piombo delle fucilate esplose dal Guerriero della Pedana!
Via, via… vieni via di qui! Niente più ci lega a questo mondo balèngo…

“grillosaggio”
Il "grillosaggio" spara RC