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IL CALCIO FATTO SU MISURA… DAL CASO
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Nel mirino del grillo
(molto spesso il calcio “giusto” nel fucile da Tiro è merito di fortunose coincidenze casuali ed irripetibili)


25/06/2006 - ore 14:24

Tutti noi praticanti del Tiro a Volo, in qualsivoglia specialità, sappiamo bene quante gioie ci faccia sperare e quanti dolori, invece, ci dia il calcio del fucile.
Ritengo superfluo ed irriguardoso per chi legge ripetere i concetti già espressi nel brano comparso a suo tempo su questa rubrica ed intitolato (non a caso): “Il calcio del fucile non trova mai pace”.
Non posso che confermare l’allarmante frequenza con la quale, anche a bordo-campo la domenica, si vede dare sui calci da improbabili “artigiani” con la carta-smeriglio, applicandovi poi “solette” delle scarpe col nastro isolante nero dell’elettricista, nonché gli accanimenti di lima, di raspa, di sega, di frullino e di quant’altro “possa far male”, nel tentativo di tramutare il ciocco di “legno di cocco” che equipaggia il nostro attrezzo sportivo in una radica miracolosa che ci consentirà di conseguire meritate vittorie olimpiche!
All’inizio pochi sanno (ma lo impareranno, comunque, a loro spese, strada facendo…) che il calcio cosiddetto “su misura” è una chimera, una pia illusione, un’infatuazione fanciullesca da adulti, più o meno come “Peter Pan” o la “Fatina Buona del cappero”…
Infatti, quello che sembra giusto teoricamente e “staticamente” per un Tiratore, all’atto pratico non raggiunge lo scopo voluto (rompere i piattelli), bensì quello (non voluto) di scoraggiare ulteriormente il praticante che aveva sperato –ordinando un calcio su misura- di risolvere tutti i suoi problemi sui Campi.
La intercambiabilità attuale dei calci sui principali e più diffusi modelli di fucili da Tiro ha dimostrato come la sostituzione del legno da un fucile (in prestito) col quale si colpisce tutto non ci garantisca gli stessi risultati auspicati una volta installato “provvisoriamente” sul nostro, perché il medesimo legno produce di fatto pieghe e deviazioni differenti da un’arma all’altra, anche se ciò viene definito dagli scienziati teoricamente “impossibile”.
Non affronto neanche l’ipotesi del calcio fatto realizzare “artigianalmente” su misura partendo da un pezzo di legno (solitamente cocco, spacciato all’utente per radica di noce turca della più pregiata) come fece Geppetto a suo tempo -il quale, notoriamente, con una sega fece nascere Pinocchio- perché non voglio inimicarmi ulteriormente la categoria dei “calcisti”, i quali giustamente prosperano sui praticanti affetti da “smaniosi” (diffusissima e perniciosa sindrome, assai contagiosa, che si contrae quasi inevitabilmente frequentando i Campi di Tiro e dando retta a tutti quelli che ti dicono: “Imbracciati un po’! Fammi vedere come ti viene questo calcio…”).
Parimenti eviterei di annoiare i rari lettori discettando sull’utilità del “calcio regolabile”, strumento tecnico moderno, rapido, efficace e direi quasi indispensabile come scorciatoia per il manicomio!
Mi soffermerei un attimo soltanto sul dato “estetico” che si ottiene come risultante dalle modifiche al legno del calcio per renderlo regolabile: meglio ancora se con due possibilità di regolazione, al nasello ed al tallone (con un po’ di pazienza vedrete come gli “scienziati” del settore troveranno anche una terza possibilità di temporanea modifica, per velocizzare il ricovero in idonea struttura sanitaria del possessore, destinato ormai inevitabilmente a qualche Centro di Igiene Mentale).
Vedere certi bei legni di radica di noce sceltissima “tagliati” malamente per renderli regolabili su armi di pregio, fa veramente male al cuore.
Penso che ditte serie come la “Beretta” o “Perazzi”, allorché riscontrino sui Campi un sovrapposto “SO5” od un“SCO – Cartelle” con il calcio reso regolabile dovrebbero applicare una penale (una vera e propria multa) di almeno mille Euro al proprietario/deturpatore, quale risarcimento per il “danno morale e di immagine” subìto dall’Azienda a seguito dell’improvvida iniziativa!
Comunque, tornando al “calcio ideale”, è invece assai più probabile che una serie di circostanze fortuite e favorevoli ci donino il meglio che possiamo sperare per noi e per il nostro modo di sparare. Mi riferisco al caso non infrequente di chi, fattosi realizzare un calcio “su misura” per un fucile di un dato modello e non essendone soddisfatto, lo faccia modificare peggiorando la situazione; talchè, amareggiato per aver buttati via i suoi soldi, “svende” poi sul Campo per poche decine di Euro il pezzo di legno (già pesantemente “rimaneggiato”, raspato e “frullinato”) ad altro appassionato che lo monta senza alcuna precauzione su un modello addirittura diverso di arma della medesima marca, ottenendo per puro caso il calcio della sua vita.
Perfetto per lui e ad un costo simbolico: succede non raramente… Eccome se succede!
Abbiate fede e non smettete mai di cercare e provare: non sempre ciò che appare buono poi di fatto lo è. Come pure talvolta quello che la sorte ci fa incontrare casualmente si rivela alla distanza migliore di ogni nostra aspettativa…
Insomma per il calcio del fucile è un po’ come con le persone: spesso da un’incomprensione iniziale o da un incontro casuale nasce e prospera una grande e sincera Amicizia, dal valore inestimabile e certamente superiore al rapporto che si pretende ci sia con un parente…
A proposito: lo sapevate che i parenti sono come le scarpe? Più sono stretti e più fanno male!
Buona fortuna.

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Il "grillosaggio" spara RC