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SUGGERIMENTI AI NEOFITI VERI
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Nel mirino del grillo
(per chi comincia a tirare al Piattello la strada è tutta in salita…)


01/10/2006 - ore 18:35

Poniamo il caso che questa rubrica sia visitata casualmente da qualche vero “principiante” che non abbia proprio idea da che parte si cominci a praticare il nostro meraviglioso Sport e che speri di trovare da queste parti qualche utile suggerimento per chiarirsi le idee, magari all’inizio un po’ confuse.
Ecco, per questi “futuri” Tiratori, oggi ci permettiamo di dare qualche modesto suggerimento per evitare quella “confusione” quasi fisiologica che all’inizio ha posseduto tutti noi.
Tanto per cominciare, al piattello –nelle sue tre Specialità olimpiche ed anche al Percorso di caccia- si spara solitamente mediante un fucile sovrapposto in cal. 12; è pur vero che esiste anche un Campionato Italiano ed altre Gare dedicate al cal. 20 ed anche Tiratori che utilizzano fucili semi-automatici per il Tiro: si tratta di eccezioni rispettabilissime e consentite, ma pur sempre eccezioni.
Il sovrapposto da tiro al Piattello-Fossa (detto anche internazionalmente “Trap”) ha solitamente canne lunghe cm. 75 (ne esistono con canne da 74 cm., come pure da 76 cm. ma cambia poco…) e strozzature convenzionalmente indicate in ** (2 stelle) per la prima canna (che è quella inferiore) e * (una stella) che è quella superiore. Il sistema di scatto si giova di un monogrillo (un solo grilletto) non selettivo con scatti abbastanza leggeri e veloci: i percussori sono lanciati mediante molle “a lamina” o, più recentemente, “a spirale”. Entrambi questi sistemi hanno dimostrato estrema affidabilità e potenza di percussione nel tempo.
Rispetto al fucile da caccia, il sovrapposto da “Trap” è più pesante (intorno ai tre chili e mezzo, con “attrezzi”che sfiorano i quattro chili) ed il calcio in legno è più “dritto”, nel senso che all’atto dello sparo il centro della rosata sarà portato poco sopra il punto mirato; questo perché, uscendo appunto i piattelli dalla “Fossa”, si sparerà di fatto sempre a bersagli “montanti”.
Il calcio avrà anche una piega in orizzontale, detta “vantaggio”, che sarà destra per i destri e viceversa. Tale “vantaggio”, di non trascurabile importanza, sarà l’ultimo scoglio di “aggiustamento” del fucile perfetto; infatti prima dovranno essere affrontati numerosi altri aspetti e solo quando il Tiratore-neofita arriverà a sbagliare unicamente i bersagli destri o i sinistri sarà il caso di “toccare” il vantaggio del calcio che ci è capitato. L’arma da tiro dovrebbe essere fornita in una valigetta con i vari scomparti per riporvela smontata e per gli accessori (panno di cotone per la pulizia, bomboletta di olio spray, cartucce inerti “salva-percussori”, ecc.), mentre sono da evitare i foderi “mosci” che si usano per la caccia.
Acquistato il fucile con le caratteristiche suddette (possibilmente usato e senza spendere cifre da capogiro), per cominciare ad andare in Pedana è indispensabile munirsi di una paio di cuffie da indossare SEMPRE quando si spara ed anche quando si sta a guardare gli altri, e di un giubbino con ampie tasche laterali per riporvi le cartucce e gli effetti personali necessari durante il tiro.
Il giubbino dovrà essere leggero, comodo e non stringere sull’abbottonatura neanche in inverno, quando si andrà a sparare con due maglioni sotto. Inoltre, sulla spalla dove poggia il calciolo in gomma del fucile, dovrà avere un riporto in panno scamosciato o in microfibra anti-sdrucciolo: sarà bene evitare i riporti in pelle (o finta-tale) che, soprattutto in estate, fanno sudare in quel punto e, ripiegandosi all’atto dell’imbracciata, fanno “cordone” col risultato –tempo tre o quattro serie- di piagare la spalla del povero Tiratore. Purtroppo di queste “piaghe” alla spalla, si tende a dare intuitivamente la colpa al calcio del fucile e magari si cambia quello, anzichè prendere un giubbino adatto!
Per cominciare, come attrezzatura base, non serve altro: le bardature da “ROBOCOP” dei “T.F.S.” (“Tiratori Fenomeni Speciali”) e la “vasellina” sulla faccia idonea verranno in tempo più avanti.
Per sparare al Piattello occorrono poi le cartucce, la cui grammatura è stabilità dal Regolamento in 24 gr. o 28 gr., a seconda della Categoria di appartenenza, come pure per l’età od il sesso di chi si cimenta in Pedana. Il numero del piombo convenzionalmente più usato è il 7 e ½ (diametro dei pallini mm. 2,4), ma eccellenti risultati si ottengono anche col n.8 (mm.2.3). Per chi inizia, cartucce da 24 grammi vanno più che bene, anche perchè dovrebbero avere minore rinculo allo sparo rispetto a quello -già sopportabilissimo- delle “sorelle maggiori” ed oltretutto, avendo una minore carica di piombo, sono anche più veloci.
All’inizio, le cartucce “migliori” sono quelle che costano meno o, meglio ancora, quelle che vi dovessero regalare. Col tempo poi –non prima di aver seminato qualche quintale di piombo- ciascun Tiratore selezionerà la cartuccia ideale, secondo il detto che “la cartuccia migliore è quella che per noi è la migliore!”. Come non basta una costosa penna di marca per scrivere bene, se non si ha una buona calligrafia, parimenti non sono le cartucce “tipo 4” da 5,50 Euro al pacco che fanno rompere i piattelli: per fare 15-16 su 25 vanno bene tutte…
La posizione da assumere in pedana và copiata dagli altri Tiratori quando sparano, avendo cura di osservare attentamente quelli che i piattelli li rompono per davvero, e non sentendo le chiacchiere al bar della “club-house” dei tanti che “possiedono la verità” e poi fanno 25 solo quando nessuno li vede e mai in gara!
Si incomincia sempre dai piedi (altro detto: “Il piattello si rompe con i piedi…”), la cui posizione è fondamentale: per i destri, il piede sx è avanti, leggermente piegato verso dx, mentre il piede dx resta indietro quasi orizzontale: ovviamente la postura dev’essere armonica e mai forzata; il risultato sarà un buon bilanciamento su entrambe le gambe, con preponderanza del peso del corpo su quella sinistra (per i mancini, tutto al contrario…).
Le canne, dopo l’imbracciatura, andranno poste sulla buca. alla base del punto dove uscirà il piattello alla chiamata; di solito vi è un segno bianco, una freccia, insomma un qualcosa che dovrebbe dare la posizione della macchina centrale delle tre che si trovano sotto la copertura catramata della fossa. Qualcuno si trova meglio a porre le canne per la chiamata subito sopra la buca medesima, nel metro o due di prato che ricomincia dopo la copertura anzidetta. Anche in questo caso sarà l’esperienza che insegnerà a ciascun Tiratore, in base ai risultati, qual è il punto di attesa migliore per il suo modo di sparare; è sempre bene comunque evitare le esasperazioni con canne puntate a terra o, peggio ancora, in cielo, in quanto non consentono di percepire bene l’uscita del bersaglio che si spera poi di “intercettare” in volo.
Al Piattello si spara con entrambi gli occhi aperti (anche se vi sono illustri eccezioni a questo assioma) e la cosa più difficile da apprendere –all’atto dell’imbracciatura e durante la chiamata- è quella di non muovere gli occhi dalla linea di mira (retta immaginaria che è un tutt’uno fra pupilla del tiratore, bindella, mirino e punto di uscita del bersaglio). Infatti, ogni movimento degli occhi una volta imbracciato, anche minimo, per poi tornare a reimpostarsi, sovverte inevitabilmente la linea di mira con conseguenze immaginabili sul risultato.
Un altro “comandamento” per il Tiratore è quello di riuscire a “stare fermo” sulla chiamata; infatti, l’ansia di colpire il piattello è tale che spesso si tende a “muoversi” all’atto della chiamata seguendo la propria voce, senza attendere il bersaglio in volo. Dal momento che tutto si gioca in pochi decimi di secondo, all’inizio è difficile accorgersi di questo difetto e ci si fanno “barche di zeri” senza riuscire a darsene una spiegazione.
Inoltre i numerosi astanti (che quando qualcuno alle prime pedane sta sparando, si improvvisano tutti “maestri”) guardano sempre il piattello e mai il Tiratore: così ad ogni zero gli diranno “Sei dietro…” oppure “Spara più lentamente…” od anche “Spari sopra” e non si cureranno minimamente di far notare al neofita che si muove ancora prima di aver chiamato il piattello oppure che “strappa” maledettamente per paura di non arrivare il bersaglio!
Qualcuno che voleva iniziare a sparare, tempo fa, ha chiesto sul “guestbook” di questo sito se sui campi di tiro vi fossero o meno degli “Istruttori”… Il problema -verrebbe da rispondere- è che ve ne sono anche troppi! Quelli che sanno a malapena tenere un fucile in mano, quando arriva in Pedana un povero cristo che ne sa un pelo meno di loro, si spacciano tutti per Lamberto CASTELLANI (forse il migliore fra gli Istruttori “veri” che abbiamo…), improvvisandosi “Maestri - Centratori - Aspiranti - Olimpionici” e dispensano improbabili consigli e suggerimenti spesso fantasiosi che hanno l’unico risultato di confondere ancora di più le idee al neofita, che sperava in qualche lume nelle sue prime e travagliate fasi di avvicinamento alla Pedana.
Comunque, coraggio: la Verità è per i pochi eletti che sapranno essere umili.
Se vi può essere di un qualche aiuto o, almeno, di consolazione pensate che, in fondo, anche chi scrive non è mai diventato “campione” di nulla.
In bocca al lupo!

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Il "grillosaggio" spara RC