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LA MANUTENZIONE DELLE ARMI
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Nel mirino del grillo
(siamo sicuri di avere sempre pulito il nostro fucile dopo averlo usato?)


02/11/2006 - ore 19:49

Tutti noi, Tiratori e/o Cacciatori, sappiamo bene quanto è necessaria ed anzi indispensabile un’accurata manutenzione ai nostri fucili ogni volta che li adoperiamo, sia per mantenerli sempre efficienti, sia per prolungare il loro “ottimo stato – come nuovo” che torna sempre utile (in termini di prezzo da richiedere) in caso di cessione.
Eppure, pur sapendola fare, l’Appassionato cerca spesso di rinviare l’operazione, con vari pretesti. Se ha usato il fucile di sabato può sempre dire: “Tanto domani c’è la Gara… Lo pulirò domani sera”. Domenica sera, stanco ed affranto per il negativo risultato della competizione stessa, rimanda a domani… Ma domani è lunedì e ben altre faccende lo attendono implacabili, dal momento che per vivere non fa il tiratore di mestiere. Così i giorni passano, trascorre l’intera settimana ed eccoci di nuovo a sabato, quando l’attrezzo serve e si spara ancora!
A parole, tutti gli Appassionati sui Campi concordano circa l’opportunità di pulire e lubrificare l’arma, a cui sono tanto affezionati; anzi, qualcuno suggerisce pure metodi e cure particolari per meglio conservare il fucile e non farlo “grippare”, affermando di tenere l’attrezzo come una “persona di famiglia”. Però, all’atto pratico, questo “maniaco” della pulizia, quando dovrà tirare fuori il fucile dal fodero per mostrarcelo con orgoglio, ci metterà inevitabilmente in mano un ferro con le canne impiombate, recanti vistosi residui di polvere incombusta e –per di più- con i “cani” armati! Alle nostre timide obiezioni, colui affermerà una serie di giustificazioni/esimenti del tipo:
“Ieri non l’ho pulito perché tanto dovevo spararci anche oggi… Ma di solito lo faccio sempre!”
Oppure: “Ecco qua: vedi cosa succede a prestare i fucili agli altri? Domenica scorsa ci ha fatto una serie Caponnangeli e me lo ha rimesso nella valigetta così…” od anche “Ma per una volta che non lo pulisci mica gli succede niente: io di solito lavo anche le canne dentro con acqua tiepida e sapone, ma stavolta…”.
Abbondano poi altre scuse pretestuose per non avere disarmato i “cani” che, soprattutto nelle batterie dotate di molle “a lamina”, andrebbero sempre abbattuti dopo avere inserito nelle camere due cartucce inerti (dette appunto “salvapercussori”).
Tale operazione, indispensabile se non si vogliono alla lunga indebolire le molle stesse, chi la fa la fa solitamente “a vuoto”, cioè limitandosi semplicemente a premere il grilletto due volte con le camere di cartuccia vuote. Questo è certamente il sistema migliore, soprattutto col freddo, per spezzare le molle d’acciaio che sono certamente flessibili (sennò, che “molle” sarebbero…), ma fino ad un certo punto!
Ovviamente, il “geloso custode” del fucile affermerà essere, quella di oggi, un’eccezione in quanto lui mai e poi mai sparerebbe “a vuoto”, ben sapendo cosa rischia il fucile; tuttavia oggi, per brevità, essendo in ritardo, avendo fatto una “barca” di zeri e dovendo scappare di corsa a riprendere la moglie dalla suocera, non può fare altrimenti… E pensare che afferma di avere a casa chissà quante cartucce “salvapercussori”, ma si dimentica sempre di metterne un paio nella valigetta del fucile.
La verità è che la manutenzione dei fucili è laboriosa e noiosa. Inoltre essa tende a sporcare, se non si prendono talune “precauzioni”, come apparecchiare il tavolo di pulizia con giornali vecchi mettendo i fogli doppi, spruzzare l’olio nelle canne tenendole basse verso i giornali stessi e non verso il divano di alcantara del salotto buono, appoggiare i pezzi del fucile smontato sempre su qualcosa di morbido, che però non sia il divano medesimo o la tovaglia apparecchiata per la cena.
Può sembrare una banalità, ma le nemiche più accese della fatidica “manutenzione in casa” sono le mogli dei Tiratori.
Esse, infatti, maniache delle pulizie loro e dopo che fanno camminare il marito per tutta la settimana con le “pappine” per casa per non sporcare i pavimenti e lo mandano a fumare sul balcone pure d’inverno, quando si tratta di pulire il fucile cominciano una campagna di dissuasione costante verso il proprietario del medesimo, trovando altresì terreno fertile, in quanto il nostro aveva già poca voglia di compiere le necessarie operazioni di manutenzione e manco gli pare vero che qualcuno lo scoraggi!
Per pulire l’arma in casa non è mai il “momento”… Stanno per arrivare gli ospiti a cena, si viene scacciati da tutti i tavoli di casa, disturba la puzza dell’olio minerale fine da 6.50 euro alla bomboletta, arrivano gli schizzi del medesimo dappertutto, si distruggono “maglie della salute” ancora buone per farne volgari stracci di lana da passare nelle canne, si distraggono i figli che stanno studiando per il compito in classe di domattina con uno spargimento di libri sul tavolo che servirebbe anche a noi ed infine ci viene rammentato che l’operazione la potevamo fare sul Campo prima di venire a casa e che –ad abundantiam- se dessimo via tutti i fucili superflui che abbiamo (salvandone magari uno solo per andare a sparare…), si potrebbe cambiare la macchina grande senza ricorrere al finanziamento rateale!
Ogni timido tentativo di giustificazione al riguardo da parte dell’interessato cade penosamente nel vuoto; il “teorema” inattaccabile degli “inquilini” conviventi è che, comunque, quando il fucile è sporco significa che siamo stati a sparare e, quindi, anche se abbiamo fatto 38/50 al piattello oppure a caccia abbiamo preso solo il freddo, ci siamo divertiti e non ci possiamo certo lamentare. Dopo che abbiamo il privilegio di poter scegliere come e dove trascorrere le nostre domeniche ed anche di spendere i soldi (peraltro nostri…) come ci pare, ci manca solo che torniamo a casa per aiutare a sporcare, mentre –giustamente- non diamo mai una mano a pulire e a tenere in ordine!
Simili affermazioni, in attesa della cena domenicale, suonano per taluni come un vero e proprio “divieto”… Così, già la voglia di fare manutenzione era poca… e il resto viene da sé.

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