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PASSAGGI DI CATEGORIA
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Nel mirino del grillo
(“uniquique suum”: a ciascuno il suo…)


16/12/2006 - ore 22:36

Secondo la nostra magna Federazione, come tutti ben sappiamo, il “popolo dei Tiratori” si divide in “categorie”. A parte le innumerevoli e variegate categorie “umane” che popolano i Campi di tiro del Regno e delle quali ci siamo più volte occupati in questa rubrica, esistono le categorie “ufficiali”, quelle riportate sulla tessera federale e che ci suddividono impietosamente –a seconda della sigla o del numeretto- in Campioni (“ECCELLENZA”), “Tiratori Fenomeni Speciali” o “T.F.S.” (“Prima”), “Tiratori Generici Medi o “T.G.M.” (“Seconda”) ed, infine, “Resto del Mondo” o “Mezze-Seghe” (“Terza”).
Ovviamente, com’è nella natura umana, ognuno –di questi tempi- vorrebbe e si aspetta di essere “passato” ad altra Categoria che non sia quella che gli appartiene, per motivi diversi e spesso opposti.
Infatti -intraprendendo il percorso a salire- il “neofita” (o “portatore d’acqua al mulino dei campi”), dopo alcuni anni di onesta pratica e semina costante di piombo, aspira giustificatamene ad essere innalzato di livello nell’universo tiravolistico nazionale ed ambisce alla famigerata “Seconda”, ottenuta la quale, se ne pentirà per tutto il resto della sua vita di tiratore.
Il “seconda categoria”, resosi ben presto conto di stare a dibattersi in un grande contenitore fluido (tipo vasca per “allevamento di trote”), costretto a contendersi ad ogni gara un grammo di gloria fra (pochi) “pesci lessi” che non arrivano a fare 40 su due serie e (tanti) “pirana” famelici che quando gli va male fanno 48, vuole uscire a tutti i costi e –non potendo tornare indietro se non per età o tagliandosi due dita della mano destra- ambisce alla “Prima” come il naufrago aggrappato ad un tronco cerca un atollo nell’oceano!
Quelli che già sono in “Prima” gradirebbero ambiziosamente transitare in “Eccellenza”, sia per una questione di prestigio personale, sia per poter un giorno raccontare ai nipoti nei lunghi inverni davanti al caminetto: “…e nel 2007 vostro nonno ha sparato per la categoria “Eccellenza” nella “fossa”, in cui ora sta per entrare definitivamente!”.
Alcuni Tiratori di “Eccellenza” sanno che tale categoria (nicchia nella nicchia degli “specialisti”) va al di là dei loro meriti, ma sono i più tenaci a volerci rimanere per svariati motivi: gli piace l’ambiente, possono disputare i “GP” e le Grandi gare in pedana con i campioni veri, amano le atmosfere ovattate e silenziose (ad eccezione degli spari…) che aleggiano negli impianti i giorni di gara (si parla a bassa voce, non si sentono squillare telefonini, nessuno parte sgommando o suona la tromba nel parcheggio sterrato dell’impianto), si mangia a tavola con gli aspiranti olimpionici che si stanno allenando per andare a Pechino, i menù del ristorante sono calibrati all’evento, il servizio è rapido, al bar c’è sempre il “Gatorade al lime dei Caraibi” (quello azzurro che non si capisce che sapore abbia di preciso…), si possono chiedere consigli e scherzare con i Campioni del Mondo della Pedana… Vi pare poco? Solo questo –indipendentemente dal risultato tecnico conseguito- merita il sacrificio di militare nel “Sancta Santorum”, nel “Ghota” del tiravolismo italiano!
Di contro, taluni militanti della pur prestigiosa “Prima” categoria sanno di non essere stati inquadrati come meritano… Chi vi giunge per “retrocessione” è scontento, in quanto ritiene di essere stato vittima di ingiustizia sportiva e vede permanere in “Eccellenza” altri ai quali lui non si ritiene in nulla inferiore, compresi i punteggi “teorici” che asseritamene è in grado di realizzare (soprattutto “in allenamento”); mentre, chi vi è stato elevato talvolta sa di essere stato “gratificato” non per i risultati tecnici, ma per un atto di riguardo o perché è in buoni rapporti con qualcuno che conta o perché, parlando con chi sa lui, gli aveva più volte detto: “In attesa di diventare Master vorrei ricordare di avere sparato in “Prima”, dato che sono venticinque anni che semino piombo…!”.
Comunque, chi sta in “Prima” gode ancora di un certo rispetto sui Campi del Regno e può disputare i “GP” su due giorni in trasferta, spesso in una regione vicina e senza famiglia, dormendo in albergo magari con buona compagnia e tornando la domenica sera tardi a casa sua, con la faccia stanca, si potrà lamentare della “fatica” che questo tipo di Gare comporta. E manco questo è poco!
Chi viene poi retrocesso in “Seconda” è imbufalito, perché sarebbe voluto tornare allora direttamente in “Terza”, per insidiare prosciutti e cesti di Natale ai “neofiti”; mentre così non si sente “né carne, né pesce” e patisce l’inquadramento federale come una sconfitta della sua carriera di Tiratore.
Poi, i Campionati regionali per le “Seconde” sono quanto di più aleatorio e farraginoso sia mai stato concepito da mente umana: le modalità di svolgimento variano da una regione all’altra; il numero di piattelli stabilito spesso subisce una drastica riduzione all’ultimo momento (gara durante…) per “eccessivo numero degli iscritti”; talvolta, a pochi giorni dalla gara, non si conosce ancora con precisione l’impianto dove la medesima verrà disputata; i “sorteggi” per stabilire l’ordine di accesso in pedana sono talvolta poco trasparenti e il bordello sui Campi regna sovrano! Oltretutto non c’è neppure la “notte in albergo” che poteva giustificare il tutto…
Sentendo i discorsi alla “club-house” o negli ampi piazzali degli impianti, ci si fa l’idea che –per un motivo o per l’altro- nessuno è contento di appartenere alla “Seconda” categoria e, non potendo per meriti salire in “Prima”, c’è chi sarebbe disposto a qualsiasi cosa, pur di essere retrocesso in “Terza” (e meno male che è stata abolita la “Quarta”!).
In buona sostanza, alla fine della giostra, anche nel Tiro vale e si verifica quello che accade quasi sempre nella vita: chi ha il pane non ha i denti e chi sta da una parte ritiene spesso di potersi trovare meglio da un’altra, senza riflettere che –sia da sopra, sia da sotto- sempre di tasca nostra paghiamo il nostro amato Sport e che le “categorie” federali sono una mera entità di riferimento che non deve condizionare la sana passione ed il bello che risiede nell’animo di ciascuno di noi.

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