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COME TRAMUTARE IL PIOMBO IN ORO!
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Nel mirino del grillo
(i produttori di munizioni hanno finalmente trovato il segreto della "Pietra Filosofale")


13/04/2007 - ore 21:26

Il noto alchimista Giuseppe Balsamo, meglio conosciuto come il Conte di Cagliostro, sarebbe finalmente contento, lui che ha dedicato l'intera sua vita alla ricerca della "Pietra Filosofale", quella che avrebbe trasformato il ferro in oro!
Ebbene, negli ultimi due anni, grazie ai prodigi della scienza (occulta) e a varie segrete "alchimie", i produttori di cartucce ci sono riusciti e adesso le munizioni per caccia e Tiro a Volo costano come se avessero dentro pallini del prezioso metallo.
Col pretesto dell'aumento "mensile" del prezzo del piombo alla produzione (soggetto ormai a quotazione in Borsa, sotto il controllo della "Banca Mondiale del Piombo"), un pacco di munizioni per il Piattello con 28 grammi di piombo adesso costa anche 5 Euro. Per fare un raffronto, dieci anni orsono (quando tutti sparavamo ancora con 24 grammi) un pacco di cartucce "da battaglia", tipo le "TOP TRAP 2" della "Fiocchi", si pagava (pure caro) 5.000 lire.
Ma, senza andare tanto lontano, ancora un paio d'anni fa si trovavano agevolmente nelle armerie sui Campi munizioni da 28 grammi "senza pretese", a 3 Euro la scatola.
Questo mistero del prezzo del piombo, così instabile ed imprevedibile, dev'essere certamente legato a qualche devastante siccità che ha fatto seccare le piantagioni di pallini in Nicaragua oppure alla sanguinosa guerra civile in atto da anni in Papuasia, dove -come a tutti noto- esistono sterminate coltivazioni di pallini di tutte le numerazioni (soprattutto del 7 e 1/2), che vengono raccolti ancora a mano, col metodo tradizionale dagli abitanti del luogo, purtroppo distratti dal conflitto locale!
Poi, verosimilmente, anche gli Armatori delle navi-cargo che devono attraversare l'Oceano per far arrivare qui da noi i "container" ricolmi di balle di iuta con i pallini, avranno fatto "cartello", chiedendo per la traversata cifre esose; e che dire dei "grossisti" del piombo -veri e propri "trafficanti", come i loro colleghi colombiani di Medellin o di Kali- che tagliano i pallini "puri" con quelli raccolti a palate nel punto di caduta dei vari impianti sportivi dove si pratica il Tiro, ottenendo così la triplicazione delle quantità originaria e che spacciano alle ditte produttrici per pallini di "prima scelta".
Questa è la situazione attuale, purtroppo.
Forse non tutti sanno che recentemente, in fase di controlli doganali nei principali scali aeroportuali internazionali, sono stati scoperti "corrieri di pallini" che tentavano il loro ingresso da noi, dopo avere ingerito anche 25 "ovuli" con 28 grammi di piombo ciascuno; ovviamente sono stati scoperti senza eccessiva difficoltà, a causa della riferita "pesantezza di stomaco".
La crisi economica attuale, che interessa in diversa misura un pò tutti ed il lievitare irrefrenabile del prezzo del prodotto di qualità, ha anche fatto proliferare il fenomeno dei cosiddetti "spacciatori della Pedana accanto". Si tratta di tiratori apparentemente come tutti gli altri, ma che in realtà frequentano i Campi di Tiro per vendere "dosi" di pallini a basso costo, roba cattiva, "tagliata" e riciclata svariate volte, che fa male alle canne del fucile.
Forse le Autorità preposte hanno sottovalutato questi dati, che pure sono sotto gli occhi di tutti i praticanti, lasciando inconsapevolmente che la situazione precipitasse, tanto che attualmente la questione del prezzo dei pallini di piombo sta diventando un vero e proprio fenomeno sociale, dai risvolti allarmanti e non ancora del tutto conosciuti.
Se le cose dovessero continuare col ritmo attuale, ben presto si potrebbero avere casi di "sequestri-lampo", seguiti dalla classica telefonata anonima del tipo: "Abbiamo noi il tuo cane da caccia... Se lo vuoi rivedere vivo prepara cento chili di piombo del 7 e 1/2. Non avviasare la Polizia: ci faremo sentire noi per dirti dove devi portare i sacchetti!".
I più abbienti e/o chi abbia la necessità di riciclare denaro di provenienza illecita, comincerà ad accumulare balle di pallini in qualche capannone nei pressi di Zurigo, dove notoriamente non si fa difficoltà per nessuna cosa preziosa.
Preoccupante fenomeno anche quello dei cosiddetti "profanatori", che si aggirano nottetempo con pala e sacco per gli impianti e vanno a dissotterrare furtivamente i pallini, raccogliendo palate di terra e piombo al limitare dei Campi di tiro, per poi setacciare il tutto con metodi "casalinghi" in cantina e tirare fuori qualche chilo di pallini di tutte le forme e dimensioni. Poveri disperati che non possono permettersi altro!
Se le Autorità preposte, sin qui insipienti ed inadempienti, non porranno un freno deciso a questi accadimenti, la situazione a livello nazionale non potrà che peggiorare.
Un sistema valido per porre rimedio a quanto sta accadendo, già utilizzato in altre analoghe emergenze in vari Paesi del mondo, potrebbe essere innanzitutto quello di legalizzare finalmente sia la coltivazione in proprio, sia la detenzione del piombo in pallini, per "uso strettamente personale non terapeutico".
Successivamente, lo Stato dovrebbe assumersi la responsabilità di "calmierare" il costo del prodotto al dettaglio (come peraltro già avviene per altri generi di prima necessità, quali il pane e il latte), inponendo annualmente al mercato un "prezzo politico" che non potrà essere superato, pena sanzioni severissime.
Esagerazioni? Forse... Ma sarebbe bene riflettere che i 5 Euro di un pacco di cartucce di oggi sono poco meno di 10.000 lire di qualche anno fà: e un "Tiratore Generico Medio", per arrivare in fondo ad una serie di "Trap", ha bisogno di un pacco e mezzo!

grillosaggio@iltiro.com
Il "grillosaggio" spara RC