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I FALSI MAESTRI
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Nel mirino del grillo
(un’aggravante specifica per chi muove i primi passi…)


12/05/2007 - ore 20:32

Quando si incomincia a sparare in Pedana, da tutte le parti ed a qualsiasi disciplina, oltre alle varie difficoltà di natura economica e tecnica, si incontrano delle aggravanti specifiche, che costituiscono lo “scotto” da pagare per essere iniziati alle sublimi “arti” del Tiro a Volo.
Infatti, come in qualsiasi attività umana, chi si avvicina “senza protezione” ai Campi di Tiro e pensa di incominciare tranquillamente ignorando particolari cautele, ben presto dovrà fare i conti con aspetti che non aveva considerato. Uno di questi, tra i più perniciosi, è costituito dai “Falsi Maestri”: soggetti di scarsa tecnica e pari buon senso che –non appena vedono uno che ne sa meno di loro- subito gli si buttano addosso e lo irretiscono con consigli, raccomandazioni, dati tecnici sul fucile e sulle traiettorie dei bersagli, considerazioni varie sull’abbigliamento ideale e sulle cartucce da utilizzare, fino a disorientare completamente il povero neofita che pensava di farsi in pace le sue due o tre serie di prova.
Questi “Consiglieri Fraudolenti” sono presenti un po’ su tutti i Campi del Regno; si presentano in modo affabile e si mettono alle spalle dell’Apprendista, che –da solo in pedana- sta incominciando a capire come deve imbracciare il fucile appena comprato e dove deve mettere le canne all’atto della chiamata. Lo osservano per alcuni piattelli ed al quinto zero od al primo “triciclo” non riescono più a trattenersi e cominciano: “ Guarda che gli stai sempre dietro…” oppure “Ti muovi sulla chiamata…” od anche “Gli spari un metro sopra… Mi sa che questo fucile è troppo dritto per te.”
Ovviamente, l’Apprendista abbocca subito, ringrazia e chiede ulteriori delucidazioni… E’ l’inizio della fine!
Il “Falso Maestro” non lesina consigli ed anzi si offre di far vedere come si “sbriciola” il centrale di terza pedana. Dimostrato che sa colpire i Piattelli centrali col fucile di un altro, si sente sufficientemente accreditato per continuare la “lezione”, trovando un’infinità di difetti all’attrezzo appena acquistato: oltre al fatto che il fucile è “dritto”, spesso è anche troppo “corto”. Inoltre, fattolo imbracciare al proprietario, gli dirà che è “dentro” con l’occhio destro rispetto alla bindella.
Se ciò non basta ancora a dissuadere il malcapitato, proseguirà argomentando che il grilletto e “duro” e il mirino è “troppo piccolo” e di un colore “fastidioso”. Se poi il neofita non ha ancora afferrato il fucile per le canne e lo ha dato contro un palo della tettoia, criticherà le cartucce utilizzate, che se sono di quelle economiche caricate con la “Stradonite” (la nota polvere di strada…) non vanno bene; mentre, se le sono di marca, si informerà sul costo al pacco e dirà che sono “troppo care”.
Non contento, il pisquano osserverà che il riporto in finta pelle sulla spalla destra del giubbino all’imbracciata farà “cordone” e alla lunga causerà fastidio (se non addirittura piaghe) nel punto del rinculo.
Il neofita, desideroso di apprendere e ansioso di rompere anche lui 18 piattelli a serie, affonderà sempre più nelle sabbie mobili dell’instancabile eloquenza del “maestro”, ponendogli addirittura ulteriori quesiti in un circolo vizioso che può andare avanti per tutto il pomeriggio.
Alla fine della giostra, dopo aver sparato cinque serie in luogo delle due preventivate, l’Apprendista se ne tornerà a casa sua più confuso che persuaso e col desiderio impellente di tornare in armeria e cambiare il fucile con una canna da pesca in fibra di carbonio, mulinello professionale e tutta una dotazione di lenze, esche artificiali, piombi e galleggianti per i futuri fine-settimana!
Tuttavia, la passione per il Tiro –che quando si impossessa di qualcuno è tremenda e non da scampo- indurrà il nostro a tornare ancora, la domenica successiva, sul Campo ove troverà ad attenderlo il “maestro” che –pur non richiesto- proseguirà comunque la “lezione”. Nonostante l’Apprendista spari peggio dell’altra volta, lo incoraggerà comunque e gli dirà che sta andando molto meglio (forse per il timore di non rivederlo mai più…), non esimendosi tuttavia dal ribadire i difetti del fucile, anche per non contraddirsi. Stavolta sarà l’”anticipo” il responsabile degli zeri e non più l’imbracciatura o la “chiamata”, come la volta precedente.
Col susseguirsi delle “lezioni”, i punteggi ottenuti miglioreranno comunque, nonostante il “maestro”, ma questi se ne attribuirà pubblicamente l’esclusivo merito: “Avete visto questo ragazzo? Due mesi fa, quando l’ho incontrato io, non rompeva un piattello… Guardatelo adesso!
Poco fa ha fatto 16…E con un fucile che non gli va bene!”.
Alla lunga e dopo aver “seminato” qualche quintale di piombo, l’Apprendista è pronto per fare qualche garetta a prosciutti, ma spesso gli verrà rammentato che –se vuole svettare oltre il 20- dovrà sostituire il fucile (ovviamente tutto il resto, comprese cartucce e giubbino, lo avrà già cambiato). Talvolta, come pensando ad alta voce, il “maestro” butta là la frase: “Ce l’avrei io il fucile che potrebbe andare bene a te, tanto io non l’adoperò più... E’ uno “SMERDIACOFF” bulgaro del 1974, ma è veramente come nuovo: poi ci ho anche sparato pochissimo. Armi così oggi non se ne fabbricano più: canne eccezionali e il calcio… Perfetto per te! Con quello potresti fare…. ecc. ecc.”.
Se l’Apprendista ci casca, il “maestro” sarà finalmente riuscito a liberarsi di un “catenaccione” che gli occupava da anni un posto in denuncia e nella rastrelliera, passando pure per un “buon samaritano” in quanto non vorrà tutti i soldi subito oppure si “accontenterà” di una permuta, prendendo su di sé l’arma a cui tanti difetti aveva riscontrato, previo necessario conguaglio.
In tutto questo, dopo aver passato un paio di guai col cambio dei fucili e se non si sarà veramente dato alla pesca, il “neofita istruito” sarà in grado di sparare come il suo “maestro”, il quale sempre si vanta di non scendere mai sotto il 20 a serie (anche se non ha mai fatto un 25 in vita sua!).
Poi se, pur seguendo il “consigliere fraudolento”, l’Apprendista diventerà veramente un bravo Tiratore dovrà ritenersi fortunato, come quegli ammalati che –nonostante le cure dei medici- talvolta guariscono!

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