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CONSIGLIERI
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Nel mirino del grillo
(l’invidia è davvero una brutta bestia…)


30/07/2007 - ore 18:18

Una domenica pomeriggio d’estate, tanti anni fa, su un campo di Skeet a conduzione familiare che sorgeva alle spalle di una casa in mezzo alle stoppie sconfinate, il Gestore stava mandando i piattelli ai due o tre tiratori presenti. Alla chiamata premeva lesto i pulsanti su una scatoletta che teneva in mano, collegata alle macchine da un cavo elettrico lunghissimo, che percorreva tutta la mezzaluna dell’impianto.
Come d’usanza, durante le serie di prova in tale disciplina, si chiacchiera del più e del meno, interrompendosi solo per sparare, quando finalmente i piattelli escono dalle torrette.
Il figliolo del Gestore, ancora minorenne, era un valente tiratore e rappresentava una “promessa” per il futuro nazionale dello Skeet; il padre ne era giustamente orgoglioso, anche perché molti appassionati frequentavano il mono-campo soprattutto per vedere sparare il ragazzo, che faceva questo con una naturalezza e un istinto fuori del comune. Certo, la possibilità di allenarsi “a comodo suo” dietro casa, di mattina e di sera, d’estate e d’inverno, con costi minori rispetto agli altri, aveva contribuito in maniera determinante all’eccellente livello tecnico raggiunto in poco tempo dal giovane.
Quel pomeriggio, però, lui non c’era ed anche le presenze dei frequentatori erano scarse, forse a causa del caldo. Tuttavia, uno dei tiratori –già nel corso della serie di prova- aveva chiesto al Gestore dove fosse il figliolo, ottenendone una risposta evasiva.
A fine serie, il medesimo curioso –che sembrava col Gestore in rapporti confidenziali- agevolato dall’ombra fitta di un olmo durante la pausa, insistette per sapere come mai il ragazzo non fosse lì a sparare con loro, come le altre volte.
“E’ ad un incontro con i giornalisti organizzato dalla Federazione sul Campo di…….” rispose infine il padre con modestia, come se fosse una cosa abituale.
“Ah…” fece l’altro. “Beh, certo lui è bravo e comincia a essere ricercato…” poi gli si avvicinò con fare suadente e con l’aria di dare un prezioso consiglio, proseguì: “Però se comincia così a 16 anni, va a finire che tu il figlio a casa non ce l’hai più. Si sa come vanno queste cose: ti chiamano di qua e di là, ti portano a destra e a sinistra, magari anche all’estero… Si sa quando parte, ma non quando torna!” E, dopo una pausa, diede l’affondo finale: “Tu il figlio l’hai fatto per te, mica per gli altri. E’ sempre meglio se lo tieni a casa, all’età sua…”.
Il padre, a testa bassa, non rispose nulla e si strinse appena nelle spalle; poi garbatamente chiese ai presenti se qualcuno volesse sparare ancora.
Il “consigliere” disse subito che preferiva andare via, in quanto faceva troppo caldo.
Pochi anni dopo, il ragazzo partecipò alle Olimpiadi nella specialità “Piattello-Skeet Uomini” e non salì sul podio per uno zero.

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Il "grillosaggio" spara RC