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LA STRADA DI CASA
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Nel mirino del grillo
(dopo il ballo la domenica sera è sempre così...)


16/03/2009 - ore 16:35

Avete mai notato quanto sia lunga la strada di casa, la domenica sera, tornando da un Campo remoto dove si sia disputata una Gara?
A me capita ormai da tempo di provare, sulla via del ritorno, quella sensazione sgradevole che è un misto di stanchezza, rimpianti, mal di testa e delusione, dopo due giorni piacevoli trascorsi all'aria aperta in compagnia di conoscenti e qualche Amico vero, parlando, ridendo e scherzando, sparando e -purtroppo- mangiando di tutto e di più nel ristorante della “club-house” di turno, talvolta anche all'estero.
Che differenza, con la baldanzosa speranza che ci aveva fatto muovere all'alba del sabato diretti verso la certezza di ulteriori successi in pedana, verso la felicità, verso sostanziosi premi in denaro e foto sul podio col trofeo in mano!
In verità, sin dal giovedì precedente avevamo intrecciato telefonate, messaggi, “e-mail” con i conoscenti posseduti come noi dal “demone del Tiro”, per prendere accordi e definire i dettagli della trasferta lontana, da fare insieme. Innumerevoli e continue le modifiche al programma del viaggio e agli orari, con “fissati” della partenza all'alba di sabato per andare in pedana a mezzogiorno e altri che vogliono essere sul Campo alla stessa ora, ma del venerdì, per poter “provare le pedane” e arrivare alla Gara riposati. Infine gli immancabili: “Per me va bene tutto, decidete voi. Basta che non mi fate guidare...”
Alla fine, la cosa migliore è andare per proprio conto, da soli in macchina, scegliendo orari ed itinerario a piacimento, cercando di limitare al massimo le “manie” del prossimo, bastandoci abbondantemente le nostre!
Al venerdì sera, superate le tante difficoltà che puntualmente si frappongono sul lavoro e in famiglia (come se fosse la prima volta che andate via un paio di giorni per una Gara lontana...) finalmente preparate tutto il necessario per la partenza mattutina dell'indomani: il pieno alla macchina, il “telepass” che ha sempre preso qualcun'altro di casa, il fucile, le valigette (di diverse dimensioni) con cartucce che basterebbero per fare una guerra, due giubbini (uno leggero e l'altro pesante), le cuffie e tutto il restante equipaggiamento da T.F.S. (“Tiratore Fenomeno Speciale”) del quale non potete più fare a meno, da quando vi hanno passato in Prima Categoria.
Insomma un bagagliaio pieno quasi non basta e qualche residuo trova posto anche nell'abitacolo.
La mattina di sabato, la sveglia suona come per andare a caccia, ma voi balzate dal letto come all'alba della prima apertura. Il bello è proprio questo: nonostante tutto è sempre come se fosse la prima volta!
Si parte, finalmente: chilometri e chilometri lunghi da macinare su strade semi-deserte e senza camion, nella speranza che a quell'ora non vi sia in giro qualche zelante operatore con l'”autovelox”.
Temendo ingorghi, incidenti altrui, pioggia, neve, terremoti, valanghe, slavine e smottamenti stradali, vi siete mossi in tempo e per strada non vi siete fermati neanche per pisciare, col risultato che siete sul Campo prima del Gestore.
C'è solo il rumeno che carica le macchine dei piattelli e vi guarda a lungo -mentre siete sul piazzale deserto-con un'espressione interrogativa che vi fa sentire davvero un poveraccio...
Ma comunque, grazie a Dio, siete arrivati in tempo, senza intoppi e potete scegliere il posto migliore nel parcheggio, che vi consentirà -di lì a poche ore- di accorgervi che la vostra auto è circondata e bloccata da un SUV enorme, due furgoni e un trattore... Però, arrivando presto, avrete avuto il privilegio di sorbire il primo caffè nella “club-house” col Gestore che si scuserà perché a lui il caffè non viene tanto bene, “ma la ragazza del bar verrà più tardi...”
Che volete di più? Ancora una volta ci siete anche voi, siete della partita, tutto può veramente accadere: che la festa cominci!
Il tempo vola, i cellulari sono spenti col pretesto di non disturbare gli altri in Pedana, si mangia insieme, tra una serie e l'altra, in grandi tavolate e si consumano tanti (troppi...) caffè, per non contare le sigarette.
Oggi è andata così e così: siete stanchi, ma c'è ancora domani e si vedrà.
La domenica gode di un tempo accelerato: appena sul Campo, subito in pedana senza aver fatto in tempo a fare colazione, ma alla fine vi accorgete che sono le undici passate a tra poco si va a pranzo. Col boccone ancora in bocca sentite il vostro nome gracchiato nell'altoparlante della segreteria, in quanto siete atteso in pedana per l'ultima serie e vi vogliono appioppare pure tre zeri! Ancora una volta l'eterno minuetto, dalla prima alla quinta e così via: ma quanto ci vuole? Questa serie sembra non finire mai... Al venticinquesimo piattello, il sole è già basso sull'orizzonte e comincia a far fresco. Stavolta è andata così: siete stato bravo, ma gli altri lo sono stati più di voi e com'è scritto su qualche lapide: “Mancò la fortuna, ma non il Coraggio!”
Molti dei vostri conoscenti se la sono già squagliata alla chetichella e non vi rimane che salutare in segreteria e abbracciare gli Amici rimasti, augurandovi reciprocamente di potervi presto rivedere, magari a Bologna tra quindici giorni oppure a Madrid per la Finale del Campionato Europeo od anche -perché no- tra un paio di mesi a Marrakesh per la Riunione Interplanetaria al Piccione con montepremi a quattro zeri! Anche se in cuor vostro ben sapete che, fino all'estate prossima, vi sarà difficile andare da Brescia a Lonato.
Ecco, con questi sentimenti -soli ed infreddoliti- ci si mette sulla strada di casa che è già buio, mentre “Isoradio” continua a snocciolare notizie di rallentamenti, file, ingorghi biblici, incidenti e restringimenti di carreggiata in tutto il pianeta, alla stessa ora e senza previsioni di soluzione, fino a notte fonda.
Per sfuggire al rimpianto che già vi opprime, evitare le notizie catastrofiche sulla viabilità e soprattutto scacciare i pensieri che affiorano prepotenti su ciò che vi attende l'indomani mattina (lunedì) al lavoro, cercate una voce amica e inserite a caso un CD nell'autoradio. E' di Paolo Conte: roba forte... e non ricordavate neanche di averlo in macchina! Le fisarmoniche partono e il sax spinge a fondo, mentre con voce roca il “vecchio amico” confida:
“...dopo il ballo la domenica sera è sempre così, mi tocca riportarti fino a casa e i chilometri sono più lunghi perché... è grigia la strada ed è grigia la luce e Broni, Casteggio, Voghera son grigie anche loro, c'è solo un semaforo rosso quassù...”

grillosaggio@iltiro.com
Il "grillosaggio" spara RC