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Nel mirino del grillo
(raramente un Tiratore si trova nella Categoria che si merita)


27/05/2009 - ore 18:58

Il recente brano intitolato “CATEGORIE DI TIRATORI”, inserito in rubrica l’8 maggio scorso, non ha mancato di destare un certo interesse tra i rari lettori e questo induce a cercare di scriverne –per quanto possibile- il seguito.
Infatti il precedente -essendo venuto già abbastanza lungo rispetto al taglio consueto degli articoli “on-line”, che vengono solitamente letti sul monitor e non su carta- era stato di fatto concluso senza esaminare altri aspetti interessanti dell’argomento, nonché le motivazioni che sono alla base dell’innegabile realtà che –nelle diverse Specialità del Tiro a Volo, ma soprattutto nella Fossa Olimpica- difficilmente i praticanti militano nella Categoria federale che si meriterebbero: e questo vale in entrambi i casi, a salire e a scendere, per ragioni talvolta opposte e fra loro speculari.
Credo che alla base di tutto questo “ambaradàm” sulle categorie, ci sia la pretesa da parte delle Società di avere fra i loro tesserati delle Terze che sparano con punteggi da “Eccellenza/Prima”, in modo da poter inserire questi fenomeni in Squadra per il Campionato Italiano delle medesime, nonché utilizzarli in ogni occasione in cui sia prevista una competizione “a squadre” tra società, anche nelle gare a cesti natalizi e uova di Pasqua.
Se così è, la soluzione non sarebbe neanche tanto difficile per stanare le Terze “false come i soldi del Monopoli”. Infatti, con una semplice modifica al Regolamento federale, si dovrebbe introdurre nelle competizioni a squadre il principio della Categoria libera: chi meglio spara, va “in squadra” indipendentemente dalla categoria d’appartenenza e se la società “T.A.V. Nicola Crapanzano” di Petralia Sottana può schierare per il Campionato 6+1 tesserati di “Eccellenza”, buon per lei e vinca la migliore, tanto si gareggia tra società equivalenti e non vi saranno mai scontri diretti fra Davide e Golia.
La possibilità di utilizzare tiratori forti senza il vincolo attuale della presenza di praticanti di Terza e di Seconda in squadra farebbe venir meno le pressanti quanto inopportune richieste che annualmente i Comitati Regionali della Federazione si sentono rivolgere da sempre più numerosi titolari di società, affinché il loro tesserato “T.F.S. (“Tiratore Fenomeno Speciale”) non venga passato alla Categoria superiore per l’anno successivo, in quanto “ne hanno bisogno per la squadra”!
Purtroppo questo tipo di appelli vengono quasi sempre accolti e sempre lo saranno, almeno fin quando non sarà variato il Regolamento nel senso, in quanto per gli Organi Territoriali della Federazione rimane talvolta difficile “scontentare” i presidenti delle Società, loro “grandi elettori”, caratterizzati da notevole suscettibilità e memoria lunga!
Comunque, generalizzando e per il solo gusto della provocazione, potremmo affermare che ciascun praticante del nostro amato Sport vorrebbe e si aspetta di essere passato ad altra Categoria che non sia quella che gli appartiene, per motivi talvolta assai pittoreschi.
Infatti -intraprendendo il percorso a salire- il neofita (o “portatore d’acqua al mulino dei Campi”), dopo alcuni anni di onesta pratica e semina costante di piombo, aspira giustificatamene ad essere innalzato di livello nell’universo tiravolistico nazionale ed ambisce alla famigerata Seconda, ottenuta la quale, se ne pentirà per tutto il resto della sua vita di tiratore.
Al che, il nostro “Seconda Categoria”, resosi ben presto conto di stare a dibattersi in un grande contenitore fluido (tipo vasca per allevamento delle trote), costretto a contendersi ad ogni gara un grammo di gloria fra (pochi) “pesci lessi” che non arrivano a fare 40 su due serie e (tanti) “pirana” famelici che quando gli va male fanno 48, vuole uscire a tutti i costi e –non potendo tornare indietro se non per età o tagliandosi due dita della mano destra- ambisce alla Prima come un naufrago aggrappato al tronco cerca un atollo nell’oceano!
Quelli che già sono in Prima gradirebbero ambiziosamente transitare in Eccellenza, sia per una questione di prestigio personale, sia per poter un giorno raccontare ai nipoti nei lunghi inverni davanti al caminetto: “…e nel 2009 vostro nonno ha sparato per la categoria “Eccellenza” nella FOSSA, in cui ora sta per entrare definitivamente!”
Alcuni Tiratori di Eccellenza sanno che tale categoria (nicchia nella nicchia degli “specialisti”) va al di là dei loro meriti, ma sono i più tenaci a volerci rimanere per svariati motivi: gli piace l’ambiente, possono disputare i GP e le Grandi gare in pedana con i campioni veri, amano le atmosfere ovattate e silenziose (ad eccezione degli spari…) che aleggiano negli impianti i giorni di gara (si parla a bassa voce, non si sentono squillare telefonini, nessuno parte sgommando o suona la tromba nel parcheggio sterrato dell’impianto), si mangia a tavola con gli aspiranti olimpionici che si stanno allenando per andare a Londra nel 2012, i menù del ristorante sono calibrati all’evento, il servizio è rapido, al bar c’è sempre il “Gatorade” azzurro (che non si capisce con che cappero sia fatto…), si possono chiedere consigli e scherzare con i Campioni del Mondo della Specialità… Vi pare poco?
Solo questo –indipendentemente dal risultato tecnico conseguito- merita il sacrificio di militare nel “Ghota” del tiravolismo italiano!
Di contro, taluni militanti della pur prestigiosa Prima categoria ritengono di non essere stati inquadrati come meritano… Chi vi giunge per “retrocessione” è scontento, in quanto ritiene di essere stato vittima di ingiustizia sportiva e vede permanere in Eccellenza altri ai quali lui non si reputa per nulla inferiore, alla luce dei punteggi teorici che asseritamene è in grado di realizzare (soprattutto “in allenamento”). Di contro, chi vi sia stato elevato talvolta sa di essere stato “gratificato” non per i risultati tecnici, ma per un atto di riguardo alla sua persona o perché è in buoni rapporti con qualcuno che conta ed al quale ha più volte detto: “In attesa di diventare Master vorrei ricordare di avere sparato in Prima, dato che sono venticinque anni che semino piombo, ecc. ecc.”.
Chi poi viene retrocesso in Seconda è fortemente contrariato, perché allora sarebbe voluto tornare direttamente in Terza, per insidiare prosciutti e salumi ai neofiti: mentre così non si sente né carne, né pesce e patisce l’inquadramento federale come una sconfitta nella sua carriera di Tiratore.
Inoltre, i Campionati regionali per le Seconde sono quanto di più aleatorio e farraginoso sia mai stato concepito da mente umana: le modalità di svolgimento variano da una regione all’altra; il numero di piattelli stabilito spesso subisce una drastica riduzione all’ultimo momento (gara durante…) per “eccessivo numero degli iscritti”; talvolta, a pochi giorni dalla gara, non si conosce ancora con precisione l’impianto dove la medesima verrà disputata; i sorteggi per stabilire l’ordine di accesso in pedana sono talvolta poco trasparenti e il bordello sui Campi regna sovrano!
Sentendo i discorsi alla “club-house” o sui piazzali degli impianti, ci si fa l’idea che –per un motivo o per l’altro- nessuno è contento di appartenere alla Seconda categoria e, non potendo per meriti salire in Prima, c’è chi sarebbe disposto a qualsiasi cosa, pur di essere retrocesso in Terza (e meno male che è stata abolita la “Quarta” categoria!)
In buona sostanza, alla fine della giostra, anche nel Tiro si verifica quello che accade quasi sempre nella vita: chi ha il pane non ha i denti e chi sta da una parte ritiene spesso di potersi trovare meglio da un’altra, senza riflettere che –sia da sopra, sia da sotto- sempre di tasca nostra paghiamo e che le categorie federali, così come attualmente strutturate ed alimentate, non sono altro che una mera entità di riferimento, adatte soltanto a creare malcontento fra i praticanti.

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