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LA TENUTA IN GARA
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Nel mirino del grillo
(la capacità di resistere agli stimoli interni ed esterni vale quanto la tecnica)


04/08/2010 - ore 22:53

Un aspetto spesso non considerato abbastanza o addirittura trascurato nella nostra attività sportiva è la resistenza emotiva e mentale mentre si è in Pedana, soprattutto durante le competizioni per noi importanti.
Infatti, mentre si pone particolare attenzione a tante altre cose utili al Tiro (dalla posizione dei piedi e quello che è bene mangiare prima di una gara) non sempre si riserva la giusta considerazione agli aspetti che possono aiutare il praticante di qualsiasi livello a mantenere la concentrazione, la forza di volontà e la consapevolezza del gesto atletico (insomma la cosiddetta “tenuta in gara”) nel caso di “stress” prolungato, come avviene ad esempio al piattello per le competizioni su più giorni o nelle riunioni all'elica che prevedono gare diverse in giorni consecutivi con formule varie.
Per rendersi conto di quanto la “tenuta” sia importante per il risultato finale e tuttavia difficile da realizzare è sufficiente scorrere i risultati di una qualsiasi grande gara o le classifiche del tipo di competizioni suddette per constatare come difficilmente chi è salito sul podio un giorno riesce anche l'indomani in una diversa situazione a fare altrettanto, soprattutto laddove il livello dei partecipanti sia tarato verso l'alto.
Questo aspetto è particolarmente evidente nel tiro all'elica, dove -ad aggravare la situazione di “stress”- subentra anche la fortuna con la “C” maiuscola, che influenza in maniera determinante i risultati sul tabellone e la conseguente classifica finale!
Sta di fatto che, pur essendo innegabile che chi spara bene ha maggiori probabilità di primeggiare sul resto del mondo, tuttavia ogni gara è una storia a sé e non si può mai dire chi domani salirà sul podio: in teoria e nella speranza, potrebbe toccare a ciascuno di noi. Per questo probabilmente la nostra passione ci accompagna prepotente per l'intera nostra esistenza e non ci scoraggiamo dal battere le pedane del Regno nonostante tutto e nonostante gli immancabili (per tutti) periodi negativi.
Infatti è stato dimostrato dall'esperienza che chiunque cade (nel senso dei risultati...) può risorgere da una stagione all'altra, come pure nessuno si può sentire al sicuro anche se sta sparando bene e sembra che a lui i piattelli si rompano solo addrizzando le canne del fucile da quella parte!
Talvolta, dopo aver assistito ai successi di un qualche atleta di livello, è toccato purtroppo vedere che il medesimo Campione (vero) sembra quasi non sapere più cosa stia facendo in pedana e ritorna -magari dopo anni di vittorie- a fare punteggi senza il “2” davanti, che solo ad ipotizzarlo qualche tempo prima sarebbe sembrato impossibile a tutti. Queste fasi alterne della vita di ciascun tiratore sono forse lo stimolo che ci impone di continuare a provare, sempre e comunque, ma nella fase discendente -quando viene meno appunto la famigerata “tenuta” atletica- vi sono aspetti dolorosi per l'interessato ed imbarazzanti per chi vi assiste, in quanto più si è saliti in alto e più fa male precipitare...
Tuttavia è pur vero che si può conseguire un successo la domenica, dopo avere fatto pena il sabato o viceversa: “Nessuno si porta i piattelli rotti da casa” dicevano una volta gli istruttori di buon senso e questa battuta mi ha sempre aiutato -con molta umiltà- a cercare la concentrazione, la padronanza dei movimenti e il controllo dell'ansia in pedana, tanto da ottenere in qualche caso risultati decenti ed altre volte mediocri, ma con la consapevolezza che era comunque sempre colpa mia quando qualcosa in gara non andava per il verso giusto.
Mi sono permesso di fare qualche riferimento a me stesso pur essendo un modesto “T.G.M.” (“Tiratore Generico Medio”) solo perché l'argomento della “tenuta” dell'atleta nel tempo è talmente delicato che ogni riferimento a persone e/o fatti realmente esistenti (e ce ne sarebbero...) avrebbe potuto urtare la suscettibilità di qualcuno che magari è passato -senza che nulla di particolare gli sia accaduto- “dalle stelle alle stalle”, tanto da non poter più prendere in mano il fucile in pubblico, date anche le invadenti aspettative degli astanti, i quali ritengono che una volta acclamati “Campioni” si rimanga tali e senza sforzo per tutta la vita, come per un titolo di “Cavaliere” o di “Commendatore” conferito dal Presidente della Repubblica!
Insomma, raggiunta una data forma fisica e mentale, acquisita e metabolizzata una certa tecnica di tiro, imparato a controllare il proprio stato emotivo, dopo aver mangiato quintali di “pane e piattelli”, il praticante delle Pedane non può essere sicuro di nulla e come dice la canzone “Quando sembra che sia finita è proprio allora che comincia la salita...”
In ogni caso, l'importante è continuare all'insegna del motto “MAI DOMI”... Non lo sappiamo, ma magari come Tiratori abbiamo un grande avvenire... dietro le spalle.

Grillo Saggio

(grillosaggio@iltiro.com)
Il "grillosaggio" spara RC