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Nel mirino del grillo
(la Caccia ai tempi della crisi morale)


19/09/2010 - ore 13:54

In questi giorni, come ogni anno da un po' di tempo a questa parte, ricorre l'Apertura cosiddetta “generale” della Caccia, fatta inopinatamente slittare -per turpi motivi politici e biechi interessi di bottega, ma non certo per agevolare la pratica dei Cacciatori- dall'ultima domenica di agosto alla terza di settembre.
Certo che chi insidiava con gusto e piacere antichi quaglie migratorie e tortore, alla terza decade di settembre se ne può restare pure a casa a dormire con calma. E' pur vero che -in buona parte delle Regioni del Paese- sono state inscenate delle deprimenti parodie dell'Apertura, con possibilità di cacciare soltanto uno o due tipi di volatili da appostamento fisso, in un giorno scelto rigorosamente in mezzo alla settimana (come se tutti facessero di mestiere il Cacciatore per campare...) e con capanni non più di frasche, come è stato per secoli, ma soltanto artificiali (plastica con intelaiatura metallica) da montare non più di 24 ore prima. Poi, mi raccomando, se per caso abbattete qualcosa ricordatevi di andare a cercare di raccogliere la preda in mezzo all'erba medica alta lasciando rigorosamente il fucile nel capanno, così se questa fosse ferita e si dovesse involare di nuovo gli fate un bel pernacchio o “bum bum” con la bocca! E tutto questo lo chiamate “Apertura”? E di che cosa? Forse della chiusura già prevista per l'indomani, in attesa della famigerata terza domenica di settembre: giornata solitamente uggiosa, piovosa e fangosa, se non addirittura “funestata” dal matrimonio od altra ricorrenza importante di qualche parente, cognato o amico, di quelle alle quali non si può mancare, pena un'istanza di separazione in casa nostra.
Per non infierire sarà bene tacere delle spese aggiuntive, le suddivisioni territoriali, gli “A.T.C.”, i tesserini, i controlli vessatori, i disturbi di vario genere e natura che contribuiscono a rovinare una bella giornata all'aria aperta.
Una volta, forse troppo tempo fa, quando la Caccia era più diffusa ed il Paese contava il famoso “milione e mezzo di doppiette” (tanto strombazzato dai “media” per finalità politiche con accezione fortemente negativa), c'era più tolleranza e comprensione nei confronti degli Appassionati e rare erano le liti con i contadini o le risse per accaparrarsi il posto alla mattina. Poi le cose sono cambiate piano piano: la Caccia non è più vista come un fatto culturale, atavico e quasi “liturgico”, bensì come lo sterminio sistematico di “milioni e milioni di selvatici”... Ma quali milioni? Ma se ormai si spara essenzialmente a selvaggina d'allevamento e/o lanciata in territori specifici ed anch'essi artificiali! Tranne quella al cinghiale, ai colombacci ed a qualche tordo/allodola, cosa è restato della Caccia vera e popolare? Infatti non si possono certo annoverare tra le Cacce comode ed alla portata di tutti quelle alla beccaccia, al beccaccino, al coniglio in Sicilia od al gallo cedrone nella Zona Faunistica delle Alpi, ancorché cacce “autentiche” da tutti i punti di vista.
In molte Regioni è proibito sparare persino agli storni, anche se a migliaia ti “scacazzano” tutti i giorni sulla macchina parcheggiata in città al pari dei piccioni “torraioli”, nemmeno ai fringuelli ed ai passeri (per non parlare degli altri uccelletti da spiedo, tanto ambiti dai buongustai..) e non se ne è capito il motivo, dal momento che qui l'unica razza che si trova veramente in via di estinzione è quella del Cacciatore!
Comunque, nonostante la sconfortante situazione che ogni anni si ripropone, i politici “rotti a tutto” e disonesti per definizione, la burocrazia imperante e farraginosa, inasprita apposta per scoraggiare i vecchi Cacciatori ed i giovani oberati dai mille impegni di lavoro dai quali non possono prescindere, l'avversione generalizzata (ed altrettanto ingiustificata) verso le attività praticate con armi da fuoco (ivi compreso il Tiro a Volo), insomma nonostante tutto e tutti cerchiamo di non farci influenzare più di tanto e pensiamo a tirare dritto!
Nell'augurare uno scontato ma sincero “in bocca al lupo!” a tutti i Cacciatori veri, è però bene ricordare che l'attività venatoria è stata nel tempo malignamente ridotta a poche settimana di pratica effettiva rispetto a qualche decina di anni fa, quando la chiusura (ultimo giorno di Caccia della stagione) era addirittura il 15 APRILE dell'anno successivo all'Apertura!
Tuttavia, ci piace concludere comunque con un'espressione di speranza per il futuro venatorio nostro e -auguriamocelo- dei nostri figli: ORA E SEMPRE CACCEREMO!

Grillo Saggio

(grillosaggio@iltiro.com)
Il "grillosaggio" spara RC