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Nel mirino del grillo
(la sfortuna di appassionarsi a stili di vita non più di moda)


01/11/2010 - ore 11:02

Quando eravamo ragazzi, soprattutto per chi viveva in campagna, dietro ogni porta c'era appesa la doppietta del nonno (carica, perché non si sa mai...), un'arma con i cani esterni spesso di fabbricazione “artigianale bresciana” in cal. 16. Era un attrezzo indispensabile con svariati utilizzi che andavano dalle difesa abitativa, all'abbattimento di volpi, faine e donnole che insidiavano il pollaio, fino a procurare succulenti arrosti di stanziale e migratoria a tutta la famiglia.
Allora ci dissero: “Imparate a sparare, sennò come farete a difendervi? Come potrete portare a casa qualcosa di buono?” Così imparammo a sparare e andavamo in giro felici per le macchie ed i campi arati, però un giorno ci dissero: “Ma a caccia non c'è più niente! Non vale più la pena alzarsi presto nelle gelide mattine d'inverno per aspettare i tordi allo spollo...”
Nonostante questo, per anni abbiamo continuato egualmente ad attendere l'alba al limitare del bosco, stringendo il fucile tra le mani intirizzite e con la speranza che il sole dissolvesse presto la brina gelata e le brume ovattate del mattino. Ma quando portavamo a casa qualcosa di buono, ci dissero: “E adesso chi li spenna tutti questi uccelli? A me fanno impressione, povere bestiole...”
Allora provammo noi a pulire e cucinare gli uccelletti, ma a casa nessun altro li voleva mangiare e ci dicevano: “Ma lo sai che adesso non serve più andare a caccia per procurarsi l'arrosto? I banchi dei macellai sono pieni di tutto...” Come se non bastasse, quelli che in gioventù erano andati a caccia anche di notte senza licenza, erano stati fior di bracconieri ed avevamo depredato financo i nidi delle paperelle per farci il brodo, dichiarandosi “pentiti” dei loro trascorsi, ci guardavano con sufficienza dicendo: “Se continuerete ad ammazzare questi uccellini canori non si sentirà più alcun cinguettìo al mattino... Voi sparate a tutto senza neanche distinguere una cornacchia da una tortora! Assassini...”
Rimanemmo allora assai delusi, ma poiché ci dispiaceva vendere il fucile per andare a giocare a bocce o a briscola alla bottega, provammo a sparare qualche piattello su uno dei tanti mono-campi estivi, con una sola macchina che lanciava dischetti neri nascosta da un pezzo di bandone arrugginito...
Il giochino era divertente e pian piano ci affezionammo al Tiro a Volo, anche perché ci dicevano: “Ecco, questo va bene! Così la mattina di domenica puoi restare a letto (lasciando dormire in pace anche gli altri) e dopo il pranzo in famiglia, con comodo, puoi andare a sparare un paio di serie al piattello senza uccidere niente e nessuno...”
Allora, non senza sacrificio, comprammo il sovrapposto giusto, perché il nostro vecchio semi-automatico da caccia non era adatto per il giochino e poi lanciava i bossoli vuoti sui piedi del vicino di pedana, che ovviamente non gradiva.
Al piattello diventammo bravini e allora ci dicevano: “Se vuoi sparare seriamente, questo fucile non va bene! I punteggi si fanno con lo “SMERDIACOFF” bulgaro, perché ha tre canne intercambiabili ed anche il calcio regolabile in 18 posizioni mentre sei in pedana...”
Fu così che, litigando in casa fin quasi a rischiare il divorzio ed attingendo a tutte le nostre possibili risorse, ci munimmo del sovrapposto idoneo ed interamente regolabile col quale, effettivamente, migliorammo i nostri risultati. Allora ci dissero: “Se resti in 2a Categoria non sei nessuno: vai a fare le gare solo per portare i soldi alle Società. Devi assolutamente passare in 1a Categoria...”
Nel giro di qualche anno questo facemmo, con grande impegno e serietà, e allora ci dissero: “Oggi i tiratori in 1a Categoria sono diventati troppi... Conta solo l'ECCELLENZA, ma non è per tutti. Senza considerare che tu ormai cominci ad avere una certa età...”
Difatti non passammo mai nella ristretta cerchia dei “T.F.S. (“Tiratori Fenomeno Speciale”) e manco ci provammo più, paghi soltanto -dopo avere abbandonato ormai da anni l'attività venatoria- di poterci divertire e realizzare talvolta il nostro decoroso punteggio, sufficiente per portare a casa il cesto di Natale o l'uovo di Pasqua gigante per le Feste comandate.
Allora ci dissero: “Basta con tutti questi dolci e salumi! Qui, tranne te, siamo tutti a dieta e continui ogni domenica a portare a casa 'stà roba!”
Fu così che decidemmo di partecipare soltanto alle gare di Campionato o di cartello, ma ci volevano buoni soldi da investire -per lo più a fondo perduto- tra inscrizioni faraoniche, viaggi in macchina, pernottamenti in albergo e pasti al ristorante. Ad un certo punto, ci dissero: “Ma mica conviene più andare a disputare le Grandi Gare al piattello! Dopo aver fatto tanti sacrifici, o sei il primo assoluto oppure devi stare nei primi cinque per fare pari con le spese!”
Allora cercammo almeno di partecipare alle gare di medio costo in ambito regionale, in quei simpatici impianti a conduzione familiare con tre/quattro campi “convertibili”, dove si viene sempre accolti con cordialità e simpatia come vecchi amici, dove a pranzo si mangiano piatti tipici ed abbondanti preparati da mani esperte. Ma qualcuno ci disse: “Questi 'campetti della mutua' sono destinati a scomparire... Non sono in regola con le norme sull'inquinamento ambientale, in quanto non possono raccogliere il piombo dal terreno e le pedane sparano verso l'uliveto...”
Cambiammo allora destinazione e specialità, ma presso il nuovo campo ci dicevano: “Chissà quanto ancora durerà? Qui intorno è pieno di abitazioni abusive, costruite quando questo impianto esisteva già, ma gli occupanti hanno fatto una serie di esposti per inquinamento acustico, perché gli spari danno loro fastidio. Poi in ogni casa qua attorno ci sono anziani, bambini piccoli, disabili, invalidi... Insomma una Corte dei Miracoli proprio ad un tiro di fucile da qui!”
Per non disturbare gli “invalidi” (ancorché “abusivi”) decidemmo di andare a sparare con minore frequenza, anche perché effettivamente col tempo i risultati non erano più quelli di una volta, ma non volevamo comunque smettere. Così, come Tiratori, emigrammo e andammo altrove, alla ricerca di un angolo sicuro nel mondo. Lo trovammo, ci sentimmo bene: finalmente a casa.
Ma un giorno, quando meno ce lo aspettavamo, il “Sistema Tiro Italia” fallì e tutti ci ritrovammo col sedere per terra. Soprattutto noi Tiratori (nonché ex-Cacciatori) che oltre ad avere perso il nostro divertimento, non riuscivamo più a vendere il fucile “Super Special Extra Gold EELL” nemmeno per la metà di quello che lo avevamo pagato, perché anche i possibili acquirenti si trovavano nelle nostre stesse condizioni e meditavano seriamente di comprare una canna da pesca o una bicicletta!
Tutti coloro che, avendo avuto le mani in pasta per anni, erano stati colpiti in pieno dalla crisi, -proprio tutti- allora ci dissero: “Ma voi tiratori perché non avete fatto nulla per impedire che finisse così?”
Ma più che avere fiducia e pagare di tasca nostra, che cosa avremmo potuto fare?
Comunque, alla base di questi scenari futuribili sul collasso del Tiro, la verità è che, purtroppo, la Caccia ed il Tiro -come il fumo- in quest'epoca storica non sono più di moda. Se oggi qualcuno tenesse in casa il proprio fucile carico appeso dietro l'uscio, lo arresterebbero come pericoloso terrorista, su segnalazione dei vicini!

Grillo Saggio

(grillosaggio@iltiro.com)
Il "grillosaggio" spara RC