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DUE E' MEGLIO CHE UNO...
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Nel mirino del grillo
(come migliorare la percezione e la stima dei dati relativi ai bersagli in volo)


10/11/2010 - ore 19:22

Nella rubrica dove vi trovate a leggere è stato già altre volte toccato l'argomento dell'indispensabile uso degli "occhi" nei diversi aspetti del Tiro a Volo/Caccia e della funzione che essi svolgono. Ben oltre il semplice e scontato "vedere", essi infatti forniscono al cervello le informazioni indispensabili perché questo possa elaborare e trasmettere a tutte le altre concorrenti parti del corpo la soluzione ottimale che permette al tiratore di raggiungere lo scopo finale per il quale tutta l'azione viene svolta: colpire il bersaglio!
In senso generale, che si tratti di un piattello, un'elica od un volatile in movimento, il cervello -"attingendo" dagli occhi- ne calcola la traiettoria in tutte le sue varianti, curvatura, mancanza di uniformità (come nel caso di pioggia o vento), volo a zig-zag (beccaccino), la velocità, sia in termini di accelerazione sia di decelerazione e la distanza. Quest'ultima sembra che il cervello la elabori in base ad un "raffronto" fatto dopo aver ricevuto l'informazione da entrambi gli occhi ed averne istantaneamente calcolato la "media". Stupefacenti sono le capacità e le possibilità del corpo umano, in parte ancora non ben conosciute da noi stessi.
Ma per andare un attimo indietro nel tempo a esperienze personali, ricordo che da ragazzo sentivo i vecchi cacciatori del paese che dicevano che per sparare con successo "bisognava tenere entrambi gli occhi aperti". All'epoca non potevo capire cosa ciò volesse dire e tanto meno mi fu mai spiegato o dimostrato: così per colpa anche del mio (assai) dominante occhio destro, finii per abituarmi a sparare con il sinistro chiuso.
Quando, anni dopo, finalmente approdai al Tiro a Volo, all'inizio continuai a comportarmi nello stesso modo, usando in mira soltanto l'occhio destro, traguardando lungo la bindella ed il mirino proprio come se stessi usando una carabina. Nonostante questo, grazie all'enorme passione e dedizione, riuscii egualmente ad ottenere risultati decenti in pedana, convinto che si potesse sparare unicamente servendosi di un solo occhio.
Col trascorrere del tempo, una volta compreso che effettivamente si poteva fare di più sia in termini di tecnica, sia di risultati sul tabellone, la naturale curiosità mi spinse ad indagare sul possibile uso di entrambi gli occhi e cominciai così a documentarmi da chi ne sapeva più di me. Allora non faticai certo a trovare -come sempre accade sui Campi di Tiro- una miriade di “esperti” e “Tecnici della Mutua”, professori della domenica e “T.F.S.” (“Tiratore Fenomeno Speciale”) in possesso del “Verbo”. Costoro mi hanno propinato innumerevoli spiegazioni ed improbabili teorie nonché avveniristiche soluzioni e posso dire di averli comunque ascoltati tutti, al pari dei pochi titolati veramente competenti, che mi hanno invece rivelato veramente qualcosa di buono sull'argomento “OCCHI APERTI”!
Mi rendo conto che sarebbe troppo lungo -qui e adesso- cercare di condensare quanto elaborato, poiché in chi legge queste righe potrebbe anche sorgere il legittimo sospetto che non servirà a nulla per migliorare la visione binoculare al tiro, ma tant'è: se siete arrivati sin qui, magari vorrete sapere come va a finire...
Così, mi permetto di suggerire un sistema (tratto da un articolo faticosamente “scovato” su un sito americano ed ancor più faticosamente tradotto) che può aiutare chi ne abbia difficoltà, a sparare tenendo proficuamente entrambi gli occhi aperti oppure -per male che vada- lascerà tutto come trova, senza arrecare comunque danno ad alcuno.
Dunque, si consiglia di procedere nell'ordine specificato:
1. Dopo aver pulito e lubrificato con cura il proprio fucile, riporlo in cassaforte e andarsi a sedere nella poltrona del salotto (scusate questo primo punto, ma è risaputo che gli americani sono sempre un po' “bamboccioni” e se non hanno un manuale delle istruzioni non vanno neanche di corpo!).
2. Seduto comodamente, trovare un bersaglio (un soprammobile, un interruttore della luce, un oggetto qualsiasi) e fissarlo tenendo entrambi gli occhi aperti.
3. Estendere per tutta la sua lunghezza il braccio dell'occhio dominante (solitamente il destro) direttamente in avanti come se fosse il fucile. Poi estendere pienamente anche l'indice della mano e ricurvarlo leggermente all'insù in modo da rendere visibile l'unghia dello stesso dito.
4. Cercare il bersaglio prescelto e puntarlo con l'indice: si dovrebbe a questo punto vedere UN bersaglio e DUE indici.
5. Guardare l'unghia dell'indice: si dovrebbe ora vedere UNA unghia e DUE bersagli. Per quelli di occhio dominante destro, il bersaglio "fantasma" apparirà alla sinistra del bersaglio originale.
6. Guardare il bersaglio: UN bersaglio, DUE indici.
7. Guardare l'unghia: UNA unghia, DUE bersagli. Il bersaglio vero sarà in direzione dell'indice, quello virtuale sul lato.
8. Ripetere circa venticinquemila volte...
No, no...Beh, adesso non esageriamo!
Nella maggioranza dei casi, solo per un paio di settimane: di sera seduti davanti alla TV, alzare il braccio puntando un piccolo oggetto (meglio se di forma circolare...) per un paio di minuti alla volta, andando avanti e indietro con lo sguardo dal bersaglio all'unghia e viceversa, con conseguente inevitabile derisione da parte di tutta la famiglia.
L'uso di entrambi gli occhi in luogo di uno solo, non soltanto apre completamente il campo visivo a 180°, ma invia anche al cervello due dati per l'estimazione della distanza. Questo, di conseguenza, permette al cervello un calcolo più accurato della traiettoria del bersaglio e a sua volta ci fornisce una più nitida percezione del medesimo nell'ambito del nostro campo visivo.
La ripetizione degli esercizi sopra descritti è ad esclusivo beneficio del cervello che, infatti dopo breve tempo, imparerà ad ignorare l'indice (o la canna) "fantasma" ed il bersaglio "fantasma", e ci presenterà solo le immagini reali, essendo definitivamente scomparso il fastidioso fenomeno dello “sdoppiamento” delle immagini.
All'atto pratico, una volta in pedana, inizialmente continuerà la nostra tendenza a chiudere un occhio prima di sparare, insieme alla "scomoda" sensazione di non volersi abbandonare al nuovo metodo. Poi basterà sacrificare due o tre serie di prova e la confusione mentale andrà sempre più ad attenuarsi, fino a svanire completamente. A quel punto si riuscirà senza sforzo e con soddisfazione a sparare tenendo entrambi gli occhi ben aperti e, soprattutto, colpendo i bersagli!
Tuttavia, dal momento che si è a conoscenza di “T.F.S.” che -utilizzando un occhio solo- hanno vinto pesanti medaglie, grandi gare e campionati vari, si ha motivo di ritenere che forse saranno soprattutto i “T.G.M.” (“Tiratori Generici Medi”) come chi scrive, nonché i neofiti del Tiro che potranno trarre qualche beneficio da questi modesti consigli.
Buon divertimento in ogni caso!

Grillo Saggio
Il "grillosaggio" spara RC