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IL CALCIO DEI MIRACOLI
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Nel mirino del grillo
(il ciocco deve avere le giuste misure, ma da solo non basta a fare un campione)


05/02/2011 - ore 22:29

Ciascun Tiratore di qualsiasi Specialità che non abbia abbandonato definitivamente l'attività nei primi due anni di pratica per andare a giocare a bocce, prima o poi dovrà fare i conti col calcio del proprio fucile.
Esso è quel pezzo di legno di cocco (spacciato spesso per “radica di noce scelta” della Turchia o di qualche altro paese esotico) dal quale tutti noi ci attendiamo miracoli in pedana e spesso lo maneggiamo e rimaneggiamo fin quando da una palanca sarà rimasto a malapena uno stuzzicandenti: meglio, così lo possiamo buttare via e farne finalmente uno nuovo -rigorosamente “su misura”- dal Mastro Geppetto di turno, che tiene bottega al Paese dei Balocchi!
Chi di noi non ha cercato il calcio ideale con un accanimento terapeutico meritevole di migliore causa? Quanti legni “inzoccati” nella bascula abbiamo fatto scartavetrare, segare, piallare, accorciare, allungare, frullinare, svuotare all'interno ed appesantire coi piombi nell'incavo per bilanciare il fucile? E degli spessori e del calciolo ne vogliamo parlare? Qual'è la lunghezza ideale del calcio in un'arma da Tiro? Chi vi ha mai dato due risposte simili a questa semplice domanda?
Orbene, l'esperienza (soprattutto degli altri) dimostra che il calcio del fucile si adatta al Tiratore in maniera del tutto aleatoria (per non dire casuale) e che diversi praticanti riescono ad ottenere risultati discreti nella medesima disciplina, pur utilizzando fucili dalle caratteristiche notevolmente differenti tra loro. Ad esempio nel tiro all'Elica, disciplina che richiama il Piccione ed il Piattello-Fossa, ma è comunque diversa da entrambe, c'è chi spara con calci corti e assai dritti, come appunto si usava una volta per le doppiette da Piccione, mentre c'è chi ottiene buoni risultati con calci da Caccia (cioè con piega al tallone ben pronunciata) oppure addirittura con leggeri fucili semi-automatici, purché abbiano le canne lunghe almeno cm. 70.
Chi ha ragione? Tutti e nessuno, a giudicare dai risultati. In realtà ciascuno di noi tende ad adattarsi alla propria arma (calcio compreso...) e quando -come si dice- avrà “preso la mano” a sparare in un determinato modo, con un dato anticipo, muovendosi dopo aver visto il bersaglio in volo ed essere stato ben fermo alla chiamata, otterrà comunque risultati soddisfacenti con quel fucile ed ogni cambiamento radicale sarà foriero soltanto di confusione e servirà a far vacillare le poche certezze tanto faticosamente acquisite sul modo di sparare all'Elica. Per le altre discipline apparentemente tutto è più facile: si sa che un calcio per lo “SKEET” dovrà essere agevolmente imbracciabile e con piega pronunciata, mentre un fucile per il Trap avrà la pala più larga e nulla verrà risparmiato alla lunghezza del legno, dal momento che la chiamata del bersaglio avviene quando il Tiratore ha già imbracciato l'arma. Parimenti, sparando sempre a bersagli montanti, il calcio per la Fossa sarà genericamente “dritto”, lasciando al singolo il vezzo degli eccessi, tipo “rampa di lancio” missilistica o curvatura “ad ombrello”.
Certamente, osservando i fucili anche in base all'età dei loro proprietari, si noterà che i giovani tendono ad averlo più dritto (il calcio...) e meno “avvantaggiato”, mentre più l'età avanza e più si piega (sempre il calcio...) ed il vantaggio aumenta, talchè a volte il fucile -osservato scarico, rovesciato, appoggiando a terra il calciolo al tallone e tenendolo per la punta delle canne dove sta il mirino- sembrerà una doga di botte tanto sarà pronunciato il vantaggio (solitamente) destro che servirà a compensare il minore “swing”, che col tempo resta sempre più difficoltoso da eseguire per mille motivi che sarebbe troppo lungo elencare qui e ora.
In buona sostanza e fermamente convinti che il calcio “su misura” viene fatto dal caso, e cioè da un mix fra capacità dell'artigiano, fibra del legno, spirito di adattamento del destinatario al prodotto finito e tanto tanto allenamento sul Campo con razionalità ed umiltà, resta il fatto che il calcio -anche se “perfetto”- da solo non rompe i piattelli, ma è soltanto una parte dello strumento (al pari delle canne o del gruppo di scatto) col quale chi sta dietro al fucile DEVE RIUSCIRE a ripetere il gesto atletico alla perfezione per 25 volte o comunque per tutte quelle che servono a salire sul podio.
Spesso, col calcio “su misura” appena ritirato al Paese dei Balocchi, qualcuno devia dall'autostrada e si ferma sulla via del ritorno a casa per provare il manufatto con un paio di serie su qualche campetto remoto, non resistendo ad attendere la gara di domani al solito posto. In questi casi -vuoi per l'eccessiva aspettativa, l'emozione della “panacèa” per tutti i mali finalmente a disposizione, la stanchezza del viaggio ed il pranzo troppo abbondante con gli amici che ci hanno accompagnato- i risultati sono scadenti e nonostante i buoni soldi lasciati all'artigiano, si riprende la strada con la coda fra le gambe, avendo fatto 18 e 16 e per di più su una “fossa comune” di nessuna difficoltà. Questo non ci deve scoraggiare e sarebbe ingiusto, oltrechè puerile, continuare a dare la colpa al calcio stesso o, peggio ancora, al Mastro Geppetto che avrà certamente fatto del suo meglio per accontentare il cliente e spera conseguentemente in una buona pubblicità. In questi casi, ci vuole fiducia nel lavoro che ci è stato realizzato (purché non ci spacchi la faccia...) e tanta umiltà per adattarsi all'attrezzo che è comunque nuovo per il nostro cervello e per il modo abituale in cui siamo allenati a sparare.
Alla fine della giostra, se si riesce a trovare un calcio che va bene per la nostra Specialità sarà opportuno tenercelo da conto e non farsi prendere dalla smania di cambiare: al limite si può comprare un altro fucile con caratteristiche diverse dal nostro (magari da tenere come scorta), ma quello che ci va bene non si deve più far toccare, né modificare da nessuno.
Al termine di questa semplice disquisizione sull'argomento, di sicuro resta il fatto che senza la “MIRITE” è inutile prendersela coi ciocchi di legno o col Mastro Geppetto, mentre il calcio “perfetto” è quello che per noi è tale, anche se -stando alle misure- non dovremmo colpire un dirigibile che ci passi sopra la testa.

Grillo Saggio
Il "grillosaggio" spara RC