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QUELLI CHE GUARDANO
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Nel mirino del grillo
(pubblico non pagante presente sui Campi di Tiro)


27/06/2011 - ore 12:25

Chi di noi non ha notato che, mentre si trova in pedana impegnato in una serie di prova, alle sue spalle c'è sempre un qualcuno -per lo più sconosciuto- che guarda?
Questo è ricorrente e fa parte del gioco in tutti i Campi di Tiro del globo, soprattutto in occasione di grandi Gare o competizioni “di cartello”. Ovviamente, in tali casi, il fenomeno trova una sua giustificazione sia per la grande affluenza di pubblico, sia perché chi sia costretto a trascorrere un paio di giorni sul medesimo impianto, dopo aver fatto la sua parte attiva, alla fine si mette ad osservare gli altri che sparano. Poi, quasi sempre, a questo tipo di riunioni non si va da soli e così ci sono gli amici ed i “compagni di merende” da seguire in pedana, non fosse altro per incoraggiarli e/o consolarli delle loro “performance”, talvolta deludenti al pari delle nostre... Insomma, fin qui nulla di strano: il fatto assume invece contorni fastidiosi e talvolta inquietanti allorché ci si piazza alle spalle il tizio che nemmeno conosciamo di nome, col quale non abbiamo mai scambiato manco un fugace saluto e si mette ad osservare attentamente e con la faccia da vigilante, la nostra serie di prova fino al 25° piattello! E magari noi siamo venuti al Campo di mattina od in estate alle tre del pomeriggio sfidando l'afa, proprio per starcene tranquilli ed in pace a provare – da soli in pedana- la diversa piega che abbiamo appena inserito nel calcio regolabile oppure l'“attrezzo” appena rimandatoci dal Paese dei Balocchi col calcio nuovo nuovo...
“Ma cosa ci avrà da guardare questo pisquano?” e mentre si pensa a questo, gli zeri fioccano e le “biciclette/tricicli” non si fanno attendere nel tabellone mentale di chi sta sparando.
In effetti, soprattutto se si arriva in un giorno qualsiasi presso un impianto per noi nuovo oppure dove siamo stati di rado a sparare, si suscita l'immediata curiosità morbosa dei presenti, frequentatori abituali. Quasi sempre questi vogliono subito sapere con chi hanno a che fare, nell'interessata considerazione che la sera stessa -magari in notturna- ci sarà la garetta a prosciutti e bottiglie di prosecco e forse il neo-giunto si trattiene... Non si sa mai: meglio tenerlo d'occhio! E così voi, decisi a fare un paio di serie in prova sul modesto impianto -soprattutto se arrivate indenni intorno al decimo piattello- vi accorgerete di essere all'attenzione di numerose persone che vi osservano munite di occhiali da sole anche d'inverno, con la faccia dura e la smorfia critica, che sembra vi stiano “gufando” alle spalle, anche se poi magari non è così. Qualcuno ha addirittura smesso di giocare a carte o ha abbandonato precipitosamente il bancone del confortevole bar nella “club-house” per correre a vedervi mentre siete da solo in pedana anche se, arrivando, avete fatto di tutto per passare inosservato... Dopo di che i convenuti, piazzatisi in buona posizione a non più di cinque metri dalla pedana, cominciano a parlottare fra loro, fumano sigari, rispondono al cellulare, raccontano aneddoti di caccia, danno grandi manate al proprio cucciolo tenuto al guinzaglio che non vuole starsene “a cuccia” e guaisce senza posa; insomma si fanno i fatti loro alla grande, come se nessuno stesse in quel momento sparando! A qualche Tiratore esperto, questo tipo di situazione non da fastidio, anzi gli piace avere un po' di pubblico mentre si allena e soprattutto se sa di non essere conosciuto in loco cerca di stupire gli astanti con i suoi positivi risultati, per lanciare poi sguardi di sfida ai medesimi, quasi a voler significare: “Stasera ho da fare e non ci penso proprio a stare qui fino a buio; perciò state tranquilli che ve lo lascio il vostro prosciuttello. Ma se solo volessi...”
Mentre ai neofiti e più ancora a noi “T.G.M.” (Tiratori Generici Medi), questi “guardoni” finiscono per dare veramente fastidio, anche se non ci si può lamentare con nessuno senza correre il rischio di darsi troppa importanza, trattandosi appunto di tiri in prova.
Tuttavia, la presenza di personaggi inopportuni si verifica anche sugli impianti abitualmente frequentati e lì ancor più viene da chiedersi che cosa ci sia da guardare, se chi spara è presente su quell'impianto ad ogni fine-settimana, si fa almeno tre serie ogni volta che vi si reca, non supera il 20 di media e non ha mai vinto neanche un uovo di Pasqua! Eppure, come il neofita arriva al parcheggio e monta con circospezione il fucile nel cofano aperto della macchina, già munito di cartucce, gettone o scheda magnetica per non passare dalla segreteria, e si reca sul campo più lontano dell'impianto, ove comincia ad esercitarsi da solo... Ecco che entro il quinto piattello -richiamati dagli spari peggio dei “Guardiacaccia” nei giorni di silenzio venatorio- puntualmente si presentano alle sue spalle almeno un paio di osservatori che, nella migliore delle ipotesi, seguono l'andamento della serie con un inquietante silenzio, quando non scuotono la testa ad ogni zero, allorché il tiratore si trovi a passare nel corridoio posteriore per tornare in prima pedana, quasi a volergli far capire: “Ma perché non te li mangi 'stì soldi, invece di sprecarli qui?”
In alcuni casi estremi, qualche soggetto vorrebbe partecipare al gioco altrui facendo, senza esserne stato richiesto, grandi gesti a chi si trova in pedana per stigmatizzare dove e come l'errore secondo lui è stato commesso, del tipo “SOTTO”, “DIETRO TANTO COSI'”, “HAI STRAPPATO”, “TI MUOVI SULLA CHIAMATA”, “SEI PARTITO IN RITARDO”, “HAI STACCATO LA FACCIA...” e così via, dando ampio utilizzo al gergale linguaggio dei segni universalmente conosciuto fra i praticanti delle pedane, per la gioia di chi ha pagato la marca-piattello.
A tal proposito mi piace ricordare qui un fatto realmente accaduto anni fa, allorché un eccellente Tiratore romano impegnato in competizione e trovandosi “pieno” fin verso la fine della serie, sbagliò un piattello assai angolato.
Nel fare il giro lungo il corridoio posteriore, il giudice che gli aveva pochi istanti prima suonato lo zero, gli fece platealmente cenno che era restato “dietro” con la fucilata... Al che il Tiratore chiese a voce alta: “MA CHE LO POSSO RIPETERE...?” Alla stupita risposta negativa del direttore di Tiro , questi replicò in perfetto romanesco: “ALLORA FATTE LI CAPPERI TUA!” e continuò il suo giro.
Al di là di ogni considerazione inerente il garbo e lo stile, tuttavia non posso non provare una profonda simpatia per l'ormai anziano autore di tale efficacissima battuta, tuttora arzillo praticante delle pedane laziali, il quale a suo modo ha cercato di insegnare un poco di educazione a chi guarda.

Grillo Saggio
Il "grillosaggio" spara RC