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L'IMPREVEDIBILE
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Nel mirino del grillo
(comportamenti egocentrici in nome della libertà)


13/08/2011 - ore 18:37

Chi di noi non ha almeno un conoscente o un amico, col quale frequentare (saltuariamente) i Campi di Tiro e che meriti l'appellativo di “IMPREVEDIBILE”?
Il soggetto degno di tale definizione è solitamente una persona in età di quiescenza, tranquilla ed educata, mediamente benestante, auto-munito e di indole indipendente, certamente “cacciatore” e che si dedica al Tiro a Volo a scopo asseritamente ludico, cioè “solo per divertirsi”, come ama ripetere spesso.
Fin qui tutto bene... Ma i problemi iniziano quando -approfondita la conoscenza in pedana- si prova a fare qualcosa insieme all'Imprevedibile, fosse anche una serie di prova. Se fa caldo e siete solo voi due, lui dice che è bene aspettare qualcun altro per completare la batteria. Se questa invece sarà con voi piena, allora è meglio sparare in quella successiva, altrimenti c'è troppo casino. Se alla fine della serie avrà fatto meno di voi, vi potrà dire (a scelta) di:
- non avere contato i piattelli per non distrarsi e quindi non è sicuro che le cose siano andate come voi dite;
- avere usato cartucce da 24 grammi perché da alcuni giorni gli fa male una spalla ed è per questo che ha fatto 16/25;
- avere sparato cartucce da 28 grammi (essendo quelle da gr. 24 finite in armeria), le quali con questo caldo, calciavano alla spalla come un mulo ed è così che ha fatto quei quattro zeri in fila;
- avere patito delle “mancate uscite” del piattello alla chiamata, in quanto la sua voce evidentemente non è compatibile con i “phono-pull” del tale campo;
- non avere fatto punteggio in quanto ha voluto provare le canne del cal. 20 dopo tanto tempo, ma con rinnovata delusione,

e così via.
Ma, del resto, nonostante sia costantemente presente sui Campi del Regno, lui attualmente spara per divertirsi e non gli interessa neanche più di tanto: quelli che contano sono i risultati a Caccia e lì... non ce n'è per nessuno! Peccato che l'Imprevedibile pratichi l'attività venatoria solitamente all'estero oppure in remote province del Regno, dove voi (miseri lavoratori di concetto appartenenti al ceto medio) mai e poi mai potrete accompagnarlo ad insidiare mufloni ed unicorni... Ovviamente e di contro, nessuno dei suoi fantomatici compagni di battuta frequenta il Tiro, così che essi rimangono soltanto dei nomi citati confidenzialmente nei frequenti racconti dell'Imprevedibile, ma ai quali mai si potrà andare a chiedere conferma di nulla.
In taluni casi, ci si appella al tempo remoto e la cosa viene ancora meglio: qualunque sia il risultato conseguito (in prova ed in gara) a fine-serie, con notevole differenza nei punteggi da un giorno all'altro, la frase conclusiva dell'Imprevedibile sarà simile a quella della benportante signora sessantenne che dice alle nuove amiche: “Adesso mi vedete così e va bene, ma nel 1970 ho partecipato alle selezioni per Miss Italia. Allora sì che... ecc. ecc.”
L'Imprevedibile, pur non mancando di nulla, è sempre assai oculato... Gli piacciono i fucili belli, ma sono cari. Per la sua attività si serve di oggetti improbabili e vetusti, ma che hanno comunque una storia: fucili ereditati, regalati o presi a buon prezzo per anzianità, ma “come nuovi” in quanto usati pochissimo... Insomma, egli maneggia costantemente dei “catenaccioni” spesso frutto della volontà di liberarsene dei precedenti proprietari o degli eredi dei medesimi.
Tuttavia siamo concreti: che senso avrebbe comprare un fucile nuovo dal momento che questo “SMERDIACOFF” bulgaro -preso per pochi soldi vent'anni fa da un collega che aveva abbandonato il Tiro a Volo dopo un breve periodo di pratica saltuaria- va così bene? E poi, per quello che ci deve fare lui col fucile... Per carità!
Il soggetto, pertanto, nonostante l'aggettivo diventa invece assai prevedibile sul fatto che vuole continuare a praticare con il minore esborso possibile: paradossalmente, il Tiro gli interessa al punto da non volervi rinunciare (nonostante la tanto decantata attività venatoria), ma non abbastanza da sacrificarvi risorse concrete, che invece preferisce conservare appunto per la Caccia od altre amenità. E così egli tende ad attuare uno stile di vita minimalista, del tipo: due gare federali su tre nella stagione, ovviamente le più comode; cartucce di marca ma prese laddovè vengano praticati sconti sulla quantità e comunque mai quelle al vertice della gamma; spostamenti oculati e possibilmente con mezzo da condividere; pranzi spartani e frugali, tanto “quello che conta è stare bene insieme...” e così via.
In effetti, alla fine, potrebbe anche avere ragione l'Imprevedibile ed è piacevole stare tra amici accomunati dalla medesima passione, se non fosse che lui non porta quasi mai il cellulare con sé, preferendo lasciarlo suonare a vuoto a casa oppure chiuso in macchina e rendendo così impossibile rintracciarlo per comunicargli eventuali varianti dell'ultimo minuto al programma. Inoltre, egli non sa mai cosa farà nemmeno tra due giorni e talvolta -nonostante gli accordi presi nel dettaglio- chiama la domenica mattina alle sette per comunicare, con estremo garbo e palese rammarico, che un imprevisto familiare gli impedirà oggi di accompagnarvi al tale posto, come invece si era stabilito.
Infine, nonostante aderisca entusiasticamente e vi illuda su qualsiasi vostro progetto futuro, ipotizzando -ad esempio- che ai primi di settembre potrà essere in Nicaragua, ove è disponibile ad accompagnarvi alla “Finale del Campionato Intergalattico di Tiro al Coriandolo Volante”, nella realtà poi troverà difficoltà a seguirvi da Brescia a Ghedi per la garetta del “Club del Beccaccino”, in quanto l'inaspettata adesione di taluni parenti al pranzo domenicale per il suo onomastico gli impedirà quel giorno di recarsi ovunque...
Insomma, frequentando l'Imprevedibile, sarà bene abituarsi alla frase: “Eh, peccato! Vorrà dire che sarà per un'altra volta...”, ovviamente a comodo suo. Ma poiché il soggetto risulta solitamente gradevole, si finisce sempre per andargli incontro, anche per non essere tacciati nell'ambiente di eccessiva severità nei confronti di una “così brava persona”!
Se nel leggere la descrizione qualcuno avrà colto una vena di sarcasmo, non me ne voglia e tenga benevolmente conto che esso è determinato dalla capacità dell'Imprevedibile di divertirsi di più spendendo molto meno di noi ma, soprattutto, dall'abilità di far girare il mondo in base alle proprie esigenze, relegando quelle del prossimo ad eventualità marginale. Rara virtù questa, che non si impara a scuola ma, al pari della mira e come suol dirsi, “ci si nasce”...
Buon Ferragosto!

Grillo Saggio
Il "grillosaggio" spara RC