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PIGRIZIA D'AGOSTO
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Nel mirino del grillo
(riflessioni da vampa di calore)


25/08/2011 - ore 19:33

Una volta, almeno quando d'estate non si sapeva di cosa scrivere, si stava con la penna il mano davanti al foglio bianco che ci guardava! Adesso è sempre peggio: si vorrebbero trasmettere i propri sentimenti, le sensazioni, gli stati d'animo, gli umori “sulla carta”, ma a guardarci (e a farci da specchio) il freddo monitor del computer, che sembra ribadire -ancora una volta- la nostra mancanza di fantasia e la pigrizia che ad agosto ci pervade più o meno tutti.
Poche righe di preambolo per dire che, in questo periodo dell'anno, si accavallano importanti gare sui Campi di Tiro del Regno, si svolgono regolarmente (anche in notturna, col fresco...) garette a prosciutti sui campetti stagionali (quelli che funzionano da giugno a settembre), mentre molti si alzano ancora a buio per esplorazioni all'alba sui luoghi che saranno a breve teatro dell'apertura della Caccia. Diremmo quasi che “E' troppa grazia, Sant'Antonio!”, come -secondo la leggenda- esclamò il tapino che, non riuscendo a montare a cavallo, si raccomandò al Santo e ne ottenne di scavalcare l'animale, cadendo dall'altra parte!
Tuttavia, in questo periodo passioni fra loro simili (ma talvolta in antitesi) si agitano nell'animo di ogni appassionato, che vorrebbe essere in più posti nello stesso giorno, in giro col cane, in pedana, nella club-house a scambiare informazioni venatorie oppure a pianificare la trasferta di sabato/domenica per la Gara di Campionato in Papuasia... Tutto ciò, proprio quando -trovandosi in ferie- la famiglia gli richiede più tempo, dedizione, attenzioni, uscite serali, shopping a Riccione e (ovviamente) risorse economiche!
D'altro canto, la crisi economica imperante non aiuta l'appassionato, in quanto le cose necessarie per sé e la famiglia sono appunto “NECESSARIE”... Quelle per i figli poi, sono “SACROSANTE”... E chi ci rinuncia? A piedi chi va? (come diceva Paolo Conte in una nota canzone...), mentre le passioni sono “contenibili” e “limitabili”, sempre secondo chi non ne ha.
Così, alla fine della giostra, taglia qua, rinuncia là, a fare le spese della crisi mondiale sono gli hobby del capo-famiglia il quale, per giustificare la sua minore presenza sui Campi del Regno o le ridimensionate uscite venatorie, che non lo portano più all'estero come una volta, argomenterà -sia pure con pudore- che attualmente ha troppi pensieri per la testa, il lavoro non gli va come dovrebbe, la gente non paga più i creditori, non si riesce ad incassare un soldo, in giro è pieno di truffatori agguerriti spinti dalla fame, oppure che ha perso gli stimoli o, peggio ancora, che “ha bisogno di un periodo di riflessione” prima di tornate a calcare le pedane... In pratica, quello che si dice all'amante quando ci siamo stufati di mantenerla!
Insomma, a forza di parlare di crisi e di piangere per anni con un occhio solo, adesso sembra proprio che ci siamo arrivati per davvero: nonostante l'offerta di materiali, beni e servizi connessi alla pratica del Tiro, c'è sempre meno gente all'appello e quella poca è diventata sempre più esigente... Dal momento che -come affermato protervamente da qualcuno ad alta voce- in fondo viene sul Campo “a portare i soldi”!
In tutto questo, per fortuna, continua a prevalere la passione di tanti che sono disposti a fare sacrifici e ad incastrare le cose in modo tale da salvaguardare comunque la loro pratica col fucile in mano, siano essi cacciatori, tiratori od entrambe le cose. Penso con simpatia ad un amico posseduto dal morbo venatorio, che una di queste mattine si è alzato alle tre e mezza, ha percorso un'ora di strada col SUV e più ancora di arrampicata su un sentiero dell'Appennino marchigiano, per giungere poco prima delle sei a 1.740 metri di quota... e tutto questo per sentir cantare i COTORNI!
Per concludere e sempre a proposito di Caccia, un altro amico tempo addietro mi confidava, relativamente alle motivazioni che spingono molti di noi a vagare per sterminate piantagioni e campi arati sotto al sole, su per sentieri scoscesi ed impervi o calpestando gli acquitrini col vento gelido in faccia, d'inverno all'alba:

“Questo è ciò che mi dici di sentire, caro Grillo, ma è quello che anch'io, da secoli ormai, vivo e sento e con il passare degli anni, sempre con maggiore chiarezza. Ecco cosa significa per me essere cacciatori e non podisti armati, ecco perché vado dicendo -anche questo da tanto tempo- che la Caccia è un mezzo nonché un metodo di conoscenza; conoscenza che si attua e si estende a tutti i livelli: verso se stessi, l'ambiente che è il nostro campo di lettura, il Trascendente (per chi ci crede). Appare fin troppo logico che l'interpretazione di tutto ciò non possa che essere squisitamente personale: gli amici possono anche esserci compagni in quei momenti, ma noi siamo sempre soli in questa specie di originalissima preghiera. Tu hai quasi l'obbligo di eternare quel momento di verità che è la comparsa di un animale, fermandone la corsa o il volo con l'inesorabile precisione di chi sa che non può perdere quell'irripetibile occasione di “chiarezza”: si ha quasi “il dovere” di non sbagliare il colpo! Ciò è difficile da capire per i non addetti ai lavori, ma è quasi una dichiarazione d'amore. Il fucile -per paradossale che possa sembrare- è al tempo stesso la definizione dei nostri limiti, ma anche delle nostre possibilità.
A me succede anche -e dimmi se questa non è pazzia- che preso l'animale, mi assalga l'irrefrenabile paradossale voglia di ridargli la vita! E' certamente un altro modo per dire: sono ancora a caccia, ma già penso a quando ci potrò tornare ancora! Può essere, tutto ciò, una naturale istintiva ricerca dell'Eternità?”

Bene: comunque stiano andando le cose, ci consola il fatto che, finché ci saranno persone per bene animate da tali sentimenti, la nostra passione non potrà morire... In bocca al lupo!

Grillo Saggio
Il "grillosaggio" spara RC