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Nel mirino del grillo
(il “capro espiatorio” ideale per gli insuccessi da pedana)


03/08/2012 - ore 19:29

Dopo parecchio tempo che non ne abbiano più parlato qui, appare doveroso (con questo caldo ed in piena Olimpiade) affrontare nuovamente un tema fra i più dibattuti sui Campi del Regno: il CALCIO del fucile, capro espiatorio per ogni “P.A.P.” (“Praticante Assiduo delle Pedane”) e non solo.
L'accenno alle elevate temperature di questi giorni non è ozioso: infatti è proprio col caldo eccessivo che le pressioni delle nostre munizioni si fanno meglio sentire, unitamente al fatto che -di solito- il Tiratore in estate va in pedana senza il paio di maglioni ed il giubbino di corposo velluto che usa a febbraio! Il connubio di queste due circostanze genera spesso più “zeri” del previsto e, in fondo alla serie, sappiamo già a chi darne la colpa... Ma al CALCIO, ovviamente, che ci ha pure “ammostato” l'incavo della spalla e segnato lo zigomo senza pietà, fin quasi a farci sanguinare!
Pertanto, fatte salve le veloci settimane agostane che -intanto che ne parliamo, volgeranno già al termine- ci si ripromette ai primi di settembre una gita (o meglio, un “impellente viaggio”...) dal Mastro Geppetto di fiducia oppure -meglio ancora- direttamente a Brescia, a Botticino Mattina, a Gardone, a Marcheno, al Paese dei Balocchi, a Disneyland o in qualche altro luogo miracoloso, per trovarvi la definitiva soluzione al nostro annoso problema: il calcio ideale, che ci faremo realizzare rigorosamente “SU MISURA”, soprattutto per chi pratica quelle Specialità nelle quali si chiama il bersaglio "già imbracciati".
L'idea potrebbe essere buona, se non fosse che spesso non è il nostro attuale legno il responsabile principale degli insuccessi in pedana... Comunque sia, tentare non nuoce e pure chi rifà i legni agli “scopettoni” deve campare, soprattutto in questi tempi di magra... Così, ben venga il viaggio (da soli o in compagnia di amici/colleghi di pedana) verso il santuario dove si professa la nostra Fede, con la certezza del “miracolo”.
Ovviamente non è che uno si possa presentare dal Mastro Geppetto così, con lo “scopettone” nel fodero da cacciatore o smontato nella “vissuta” valigetta nera in ABS in una mano e la fotocopia della denuncia nell'altra, manco fossimo a “pizza & fichi”! Ci vuole ben altro, ci vuole: disegni e grafici in prospettiva con le misure dettagliate anche del diametro dell'impugnatura a pistola, lunghezza al millimetro del calciolo ed ogni altro utile dato identificativo relativo al calcio di un fucile che ci fecero provare tempo fà sul tale Campo e col quale totalizzammo ben 21, senza averlo mai imbracciato prima. Altrimenti, meglio ancora, si porta altro fucile simile e proprietario del medesimo (entrambi “in carne ed ossa”), per mostrare all'Artigiano prescelto come vogliamo il nostro legno ed a chi gradiremmo rassomigliare...
Sennò si possono esibire anche schede descrittive con le misure ideali, di quelle rilasciate dalla Casa produttrice a corredo dell'arma nuova, con le misure del calcio, compreso il fantomatico “pitch” ed ogni altra angolazione possibile, facendo presente che il nostro ora è così e però non ci va bene: pensasse il Geppetto a che “cappero” deve fare per consentirci di rompere i piattelli... In questi casi estremi, si ottiene spesso un'alzata di spalle da parte del buon Artigiano, accompagnata da laconiche battute del tipo: “Prova ad andare a Lourdes...”, “Se fosse così facile a quest'ora sarei ricco e mica starei qui a perdere tempo appresso a te...”, “Ci cogli poco perché sei un COGLINO...” e così via.
Mentre, per i pochi che hanno veramente bisogno di un calcio diverso e magari possiedono anche le idee chiare, unitamente alla cognizione di cosa necessitano di preciso, la “via-crucis” è ancora più complicata e divertente ad assistervi... Infatti, al cristiano che subito -oltre ai suoi problemi- proporrà anche le soluzioni verranno opposte numerose difficoltà a poter realizzare ciò che chiede, in quanto il Mastro Geppetto tende ad avere in questi casi analoga reazione a quella che assume il Primario di un reparto ospedaliero al quale ci si recasse per una visita specialistica, asserendo di essere affetti dalla tale sindrome o auto-diagnosticando una certa patologia! E' scontato che il “luminare” reagirebbe piccato, come a significare: “Amico, qui il Medico sono io, tu fai l'ammalato... Sennò che cappero ci sto a fare, con questo càmice addosso?”
Qualcuno, per aggirare la “Sindrome del Primario” che possiede taluni calcisti ed evitare di farsi rifilare dai medesimi un ciocco di legno di cocco, spacciato per pregiata radica di noce turca, si presenta alla bottega con un'onesta tavola da inzoccare sotto al braccio, asserendo che il ciocco glielo aveva regalato suo “padre buonanima” tanti anni fa e quindi il legno c'è! Mentre, per le misure del futuro calcio, ecco, l'Aspirante Miracolato ha portato fisicamente lo “scopettone” di suo cognato (che pratica la domenica insieme a lui sui vari Campi della Mutua in cerca di prosciutti) col quale -manco a dirlo e nonostante la notevole differenza di complessione fisica- quando glielo presta non fa mai meno di 22, oltre a qualche fortunoso 25 ogni tanto! Pertanto, recati problema e soluzione, resterebbe soltanto da fare il calcio come richiesto, IDENTICO a quello del fucile portato apposta apposta lì per fare da campione. Ma così sarebbe troppo facile: sono buoni tutti!
Infatti, dopo aver storto il naso alle affermazioni di cui sopra, il Mastro Geppetto di turno non mancherà di intimare al malcapitato: “Imbracciati un po' con questo fucile di tuo cognato! Fammi vedere come ti viene...”
Eccoci: a questo punto, “tutto è compiuto”! Intuibile e quasi scontato il seguito, fatto di: “MA COME FAI A SPARARE CON QUESTE MISURE? SEI FUORI COME UN BALCONE...” oppure “HAI L'OCCHIO DUE CENTIMETRI SOPRA LA BINDELLA: SE HAI FATTO PUNTEGGIO IN QUESTE CONDIZIONI SARA' STATO UN CASO...” od anche “SU QUEST'ARGOMENTO CHI VUOLE CAPIRE TROPPO FINISCE PER CAPIRE MENO DI QUELLI CHE CAPISCONO POCO!”, tanto per assestare il colpo di grazia!
Tal che -a scelta- il nostro “P.A.P.” raccatterà le proprie cose e se ne tornerà sconsolato a casa sua oppure deciderà di fidarsi dell'esperienza dell'Artigiano, affidandogli tutte le sue speranze per un futuro migliore in pedana...
Alla fine della giostra, va detto -per amore della verità- che talvolta aveva ragione Mastro Geppetto e l'opera realizzata sarà poi aderente ai bisogni del proprietario del fucile e gli consentirà di rompere il fatidico “piattello in più”... Mentre, in altri casi, il CALCIO miracoloso sarà “teoricamente” perfetto per lunghezza, pieghe, deviazione e “pitch” (detto anche “angolo di pendenza”), ma nella pratica non aiuterà minimamente il Tiratore in pedana, aggravando ancor più lo stato di prostrazione che già lo aveva motivato a ricercare il “legno santo”!
Il peggio è quando -con ansia palpabile, il cuore in gola ed aspettative da adolescente al primo appuntamento amoroso- si va finalmente a ritirare l'oggetto finito dal “Primario dei Legni” e questi, nel metterci in mano un calcio perfettamente verniciato col sintetico “a spruzzo”, ci rivela con aria di sufficienza: “POI ALLA FINE NON L'HO FATTO CON LE MISURE CHE VOLEVI, CHE NON SAREBBE ANDATO BENE PER COME SEI TE! PRENDI LA MANO A SPARARE CON QUESTO QUI E VEDRAI CHE TEMPO DUE-TREMILA CARTUCCE...”
Comunque, l'importante è non demordere, cercando sempre nuovi stimoli e spunti di miglioramento anche per quanto riguarda l'assetto del calcio del fucile, che è sempre stato (e resta) la “CROCE & DELIZIA” per tutti noi amatori del Tiro a Volo, soprattutto se ci si volesse cimentare nell'utilizzo del “REGOLABILE”... Riservato, però, soltanto a chi ama le “sensazioni forti”!
Buon Ferragosto.

Grillo Saggio
Il "grillosaggio" spara RC