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TIRATORI AL CAMPO
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Nel mirino del grillo
(nella foto: un "Cacciatore di Gonzi" in grande spolvero...)


13/03/2006 - ore 19:01

La domenica pomeriggio sul Campo di Tiro tutti hanno voglia (direi quasi “necessità”) di raccontare le loro vicissitudini in pedana: quelle di poco prima, quelle di sabato (ieri) e –perché no- anche ciò che è accaduto loro lo scorso giovedì pomeriggio, alla “garetta a prosciutti” sul mono-campo della mutua.
Ma siccome pare brutto esordire con le proprie lagnanze, ecco che di solito il nostro “conoscente” abborda il “T.G.M. (“Tiratore Generico Medio”) che esce di pedana, col fucile aperto ed ancora fumante appoggiato sulla spalla e gli fa: “Ehi, amico mio! Come è andata? Quanto hai fatto? E’ la prima o la seconda serie quella che hai sparato adesso? Hai visto che vento infame?”.
L’interlocutore, solitamente reduce da un nefasto 18 in una serie di gara al Piattello-Fossa, non fa in tempo a rispondere neanche ad una sola delle domande a raffica che gli sono state poste dall’importuno “collega” ed a malapena articola una breve frase del tipo: “Eh, come vuoi che sia andata?…” oppure “Macchè, lasciami perdere che sennò bestemmio…”od anche “Lo dico sempre che non ci voglio più venire a fare beneficenza su ‘sto campo della mutua e poi…”.
Ascoltato questo, il primo non resiste più e parte in discesa in un “ingorgo di parole”, che può durare anche alcuni minuti dietro fila, facendo sorgere in chi è costretto ad ascoltare il legittimo dubbio di come il “pisquano della domenica” possa fare a respirare e a parlare così, fitto fitto, contemporaneamente!
Ma tant’è: una volta che siamo stati agganciati, bisogna per forza far trascorrere un determinato periodo di tempo (direi un “minimo sindacale”) prima di invocare un’urgentissima minzione inderogabile, una persona che ci attende in macchina col motore acceso nel piazzale del parcheggio (come l’autista di una rapina fuori della banca…), una nonna moribonda e intubata che ci invoca al capezzale per poter chiudere serenamente gli occhi… Insomma qualcosa, una qualsiasi, pur di sganciarci!
Ma gli altri frequentatori (tutti “cari amici”) che transitano nelle vicinanze, si guardano bene dal venire in nostro aiuto, dal momento che oggi è toccato a noi. Capiscono subito che cosa sta accadendo e tirano dritto, anche se noi li invochiamo con gli occhi o cerchiamo di attirare la loro attenzione, “ci snobbano di brutto” quasi non ci conoscessero neanche! Ci lasciano –miseri arpionati- alle fauci del “cacciatore di gonzi” che continua a raccontarci nei minimi dettagli le sue sfortunate imprese tiravolistiche, piattello per piattello, elica per elica e –durante la stagione di caccia- ci narra anche delle sue “padelle” venatorie, dal momento che la mattina di buon’ora il pisquano non è rimasto a casa a soddisfare la signora, bensì si è recato a sparare agli uccelli.
Pensando che la cosa ci interessi, l’importuno argomenta di tempo, clima e temperature in rapporto alla resa balistica delle cartucce utilizzate, tenuto conto del tipo di fucile, lunghezza e peso delle relative canne, alla luce delle “strozzature” delle medesime (che, almeno, una volta erano fisse e quelle restavano: mentre adesso, si è aggiunta la variabile indipendente degli strozzatori intercambiabili, che aumentano a dismisura le possibilità di variazione del resoconto!)
Insomma, trascorso in queste condizioni un buon quarto d’ora sempre con il fucile aperto sulla spalla, quando il pisquano ci vede ormai esausti, rassegnati, boccheggianti, vinti e battuti… solo allora demorde (anche perché ci ha praticamente raccontato tutto quello di cui aveva necessità di alleggerirsi) e si defila con una frase di commiato, del tipo: “Ma va là… Che tu spari bene! Dici sempre così, ma poi vai sempre a premio…” oppure “Domenica prossima alla gara di Vattelappesca ci sarai anche tu, no? Dai che ci vediamo lì” o, per finire di stroncarvi, minaccia: “E adesso non ti dico altre cose che mi hanno dato fastidio ieri in pedana al campo di Ponterotto, sennò mi si fa tardi anche a me…”
Lieti di essere sopravvissuti all’alluvione verbale del “conoscente di Pedana”, ci allontaniamo verso la macchina per posarvi le nostre carbattole… Ma, se siamo particolarmente sfortunati (o “predestinati”), lui talvolta -in un rigurgito di memoria- ci insegue e fa: “A proposito…! Ma tu non sei commercialista?… No, perché a mio suocero è arrivata una cartella esattoriale relativa al 2003, dove dice che deve pagare 1.200 euri di tasse arretrate più gli interessi legali e la multa, per un locale che aveva affittato come garage….. Ma lui è pensionato e poi quel locale tempo addietro insieme al fratello lo hanno pure venduto… ecc. ecc.”.
Non sappiamo più cosa fare: ci vien quasi da piangere… E non abbiamo neanche fatto in tempo a dirgli che lavoriamo al Poligrafico dello Stato e di tasse non ne capiamo nulla (manco delle nostre!)
Allora, in un gesto disperato, buttiamo alla rinfusa tutta la nostra attrezzatura sportiva nel bagagliaio dell’auto, saliamo, mettiamo in moto e partiamo sgommando con la nostra “Punto” manco fosse una Porsche Carrera, col tizio che sta ancora fermo al centro del piazzale dell'impianto farfugliando del suocero pensionato presunto evasore, mentre il sole si tuffa morente dietro la collina…
Che domenica, ragazzi!

grillosaggio@iltiro.com
Il "grillosaggio" spara RC