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"ORATE FRATRES" ed ALTRE RIFLESSIONI...
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Nel mirino del grillo
(detto fra noi, in confidenza...)


16/03/2006 - ore 20:20

"ORATE FRATRES…"

Alla metà del secolo scorso, un novizio francescano, poi diventato Frate cappuccino, fu mandato –ancora ragazzo- a studiare presso una missione cristiana in Cina. Provate ad immaginare quale potesse essere la vita quotidiana per un giovane partito dall’Italia oltre cinquant’anni fa, in un Paese così diverso dal nostro, con un regime ateo e violento al potere.
Ebbene, parlando alcuni anni orsono con l’anziano Frate, teologo e poliglotta, da poco rientrato dalla Cina per morire in pace al suo paesello, questi rievocando la giovinezza mi confidò che, i primi anni, ogni giorno per combattere la nostalgia che lo attanagliava feroce tutte le mattine, si domandava: “Qual è il mio dovere oggi qui, solo e lontano da casa?” e si rispondeva: “Il mio dovere è studiare teologia e imparare il cinese: solo questo oggi devo fare…”.
L’aspetto più sorprendente era nel fatto che (come confidato dall’Interessato) la medesima domanda se la poneva ad ogni nuovo giorno e ogni volta si dava la stessa risposta che gli aveva consentito di combattere la nostalgia, imparare bene la lingua cinese e soprattutto –a suo dire- vivere una vita serena e felice!
Al di là della commozione che sempre mi provoca il rievocare questo episodio, le parole del buon Frate mi sono state spesso utili in questi anni e perciò le ho volute condividere con Voi.
Mischiando “sacro e profano” –senza offesa- devo confessare che talvolta anche entrando in una qualche Gara importante, in attesa del mio primo piattello in pedana, mi sono chiesto: “Qual è il mio dovere qui e adesso?” Risposta: “Rompere un piattello!”
Non ci crederete ma, talvolta, ripetendomi domanda e risposta ad ogni cambiamento di pedana, sono anche riuscito a chiudere la serie a 25!
Che sia tutto merito del “Frate”?


RIFLESSIONI MOLTO SEMPLICI.

Piattelli impossibili non ne esistono. Teoricamente ciascuno di noi, ogni volta che va in pedana, può fare un bel 25 su 25!
Però, oltre a poterlo fare, bisogna anche crederci: quasi sempre il peggiore nemico del Tiratore è se stesso. Di contro, i piattelli perfetti, nel più assoluto silenzio di una tiepida giornata col sole alle spalle, in assenza di vento e senza ombra sulle buche, li sanno rompere tutti!
Ma quando fa freddo, piove e tira vento, i piattelli “fuori-tempo” con la folla che rumoreggia e tossisce alle spalle, li prendono solo i Campioni veri. Quelli che in pedana rompono tutto, tranne gli “zebedei” al prossimo, evitando di lamentarsi pateticamente a fine serie…


IL CALCIO REGOLABILE.

Si sa che la strada dell’Inferno è lastricata di “buone intenzioni”; in questo paragonabile al calcio “regolabile” in un fucile da tiro. Il “marchingegno”, infatti, appare facile, utile, appetibile,
risolutivo, necessario, “largo e comodo”… proprio come la via che conduce alla perdizione!
Il "grillosaggio" spara RC