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ARMI ARTISTICHE
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Nel mirino del grillo
(il gusto della modifica)


19/06/2006 - ore 17:36

Il mio dietologo (prima di suicidarsi dopo avermi avuto in cura per alcuni anni) una volta mi confidò come, in un paese di gente “sovrappeso” (o, comunque, tendente all’obesità), ci fosse sempre qualche signora che gli chiedeva consiglio su come mettere su qualche chilo, sentendosi troppo “pelle e ossa”! L’aspetto più sorprendente della questione consisteva nel fatto che le interessate che avanzavano siffatte richieste erano “in tabella” –come dicono i nutrizionisti- cioè avevano dei parametri fisici nella norma.
Lo spunto, oltre che per fare una prima empirica riflessione sul mistero che da sempre e tuttora avvolge i meandri della mente umana (traduzione: la gente non si capisce mai che “cappero” pensi!), per giungere a parlare –più opportunamente- di fucili da Tiro.
Mi è infatti capitato recentemente di vedere (e, come si dice, “prendere in mano”) una doppietta “Beretta” di qualche anno, in origine perfetta per il tiro al Piccione, ma utilizzabile anche all’Elica.
Insomma, un’arma dal bilanciamento ottimale e con la indubbia bellezza dei legni (asta all’inglese); in origine aveva canne di peso adeguato lunghe cm. 71 con strozzature *** (3) e * (1); monogrillo e calcio a pistola… Che cosa desiderare di più e di meglio?
Tuttavia, il suo solerte possessore –trovandola evidentemente troppo agile- aveva pensato bene di appesantire la “doppiettina”, mediante una serie di accorgimenti empirici fra i quali la saldatura nella scanalatura inferiore delle due canne di una barra cilindrica di ottone, nonché l’applicazione di due scudetti metallici sul legno nella parte anteriore del calcio, a confine con la bascula, raffiguranti improbabili rapaci; inoltre, la sostituzione della “coccia” originale di pochi grammi in bachelite sul calcio (quella con il logo della Casa) con altra analoga in bronzo…
Insomma, la (già) bilanciata e filante doppietta era diventata un “mamozzo” di quelli che si fa fatica a trascinarsi dietro anche quando non si spara: figuriamoci durante il tiro.
Il nostro “artista”, richiesto sui particolari delle modifiche, aveva infine confessato di avere aggiunto dei pesi anche all’interno del calcio, notoriamente cavo, mediante la saturazione con cartucce cal. 20 (quelle in cal. 12 risultando troppo larghe, non entravano nel buco…).
In buona sostanza (mancando la bilancia non ci si può “sbilanciare”), ma se non pesava 4 chili la povera doppietta era diventata poco meno!
Alle timide rimostranze di qualcuno circa l’avvenuta deturpazione dell’oggetto, il proprietario argomentava trattarsi di opportuni accorgimenti tecnici che gli avevano consentito di rompere ben quattro Eliche su nove in gara, talché ne era più che soddisfatto…
Beh, certo: se questi sono i parametri di riferimento ha fatto bene davvero!

(nella foto: l’Autore con il proprio fucile da Tiro “modificato”…)

“grillosaggio”
Il "grillosaggio" spara RC