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MA QUESTE ELICHE… SI STACCANO?
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Nel mirino del grillo
(brevi note per chi non avesse mai visto un’Elica)


10/09/2006 - ore 20:00

Ho potuto notare con piacere che recentemente sul “guestbook” (per noi “GB”) di questo sito si parla sempre più spesso di Tiro all’Elica e che l’argomento sembra avere destato la curiosità di alcuni Frequentatori (che si definiscono “neofiti”), i quali hanno chiesto di saperne di più.
Senza avere la pretesa di scrivere trattati e tantomeno di volere insegnare nulla a nessuno, tuttavia mi sembra utile chiarire alcuni concetti fondamentali di questa bellissima Specialità, soprattutto per chi –incuriosito- ne fosse veramente “digiuno”.
L’Elica ha un suo fascino particolare come tipo di tiro e come svolgimento delle gare, soprattutto perché –almeno all’inizio della sua storia nel nostro Paese- ha raccolto di fatto numerosi praticanti tra gli “orfani” del mai abbastanza rimpianto Tiro al Piccione. Quest’ultimo, come noto a tutti, venne legislativamente soppresso agli inizi degli anni ’90 del secolo scorso lasciando increduli e “sbandati” i suoi affezionati sostenitori, che mai hanno smesso di credere che prima o poi esso sarebbe risorto.
Tuttavia, nelle more infinite di un improbabile ritorno del Tiro al Volatile in Italia, si è via via sviluppata con successo la Specialità dell’Elica, che presenta certamente più differenze che non affinità col Piccione, ma tant’è: agli inizi, questo c’era rimasto e questo abbiamo praticato!
Ovviamente, col passare degli anni, è venuta avanti –per fortuna- una generazione di Tiratori (anche non giovanissimi) che mai avevano sparato ad un Piccione, i quali però si sono appassionati con sincerità ed eccellenti risultati all’Elica, la quale ora brilla di luce propria ed ha un suo pubblico affezionatissimo, una sua “liturgia” ed una dignità pari alle altre discipline del Tiro a Volo.
Nella tecnica di tiro talune cose sono state mutuate dal Piccione, a cominciare dagli impianti (adeguatamente riconvertiti con accorgimenti tecnici), nonchè il tipo di munizioni.
Ma veniamo, dopo questa doverosa premessa, ad esaminare nel dettaglio gli aspetti salienti che ci consentono di andare in pedana e sparare in una Gara all’Elica.
Il Campo si presenta con una sola pedana centrale (infatti i Tiratori si alternano chiamati al tiro, uno alla volta), composta da un quadrato di cemento ricoperto di gomma , con a lato segnata la distanza dalle cinque “cassette” o, meglio, da quella centrale (convenzionalmente denominata n. 3).
Tale distanza è solitamente di 26 – 27 metri (a seconda del tipo di gara) e può essere unica per tutti i partecipanti oppure ad “handicap”, a seconda della bravura conclamata dei singoli Tiratori. Accanto/davanti alla pedana vi è un “phono-pull”, col quale il Tiratore chiama di fatto il bersaglio.
Alla distanza stabilita vi sono cinque paratie metalliche verniciate di bianco, distanti fra loro alcuni metri e di dimensioni idonee a coprire alla vista di chi è in pedana altrettante macchinette rotanti, sulle quali viene agganciata l’elica. Alla chiamata, solo una delle cinque macchine sgancerà la sua elica (la scelta è affidata alla sorte, mediante un marchingegno elettronico denominato “roulette”) che prenderà in volo la traiettoria determinata sia dalla velocità di rotazione della macchinetta stessa, sia dall’inclinazione che il supporto aveva al momento della chiamata. Infatti, le macchinette non sono fisse, bensì ruotano costantemente in orizzontale ed in elevazione per un dato numero di gradi: ciò farà sì che il Tiratore mai troverà due eliche identiche nella medesima gara.
Alla distanza di 21 metri dalle “cassette” (il nome deriva appunto dai tempi del Piccione) vi è una rete verde alta circa mezzo metro che circonda interamente il campo di tiro e che ha un compito fondamentale: contenere il “testimone” (o "bianco") dell’elica colpita al suo interno; altrimenti il risultato sarà “zero”, come se il bersaglio fosse stato mancato.
Ma com’è fatto questo bersaglio “rotante”? Per prima cosa va detto che esso è in plastica e si compone di due parti diverse per tipo e colore; infatti, le due palette arancione e l’anello vuoto che le unisce sono di una plastica robusta ma frangibile (banalizzando, come le palette dei gelati, anche se più spessa) che, se piegata con le mani, si spezza. Mentre il “testimone” (di colore bianco) è stampato con plastica relativamente morbida che assorbe i pallini, ma non si buca e tantomeno si rompe: sempre banalmente, la sostanza ricorda quella delle taniche trasparenti per i liquidi. Il testimone viene montato a pressione sull’anello vuoto solidale alle palette, grazie ad appositi supporti/alloggiamenti. La differenza nella plastica dei due componenti il bersaglio è fondamentale per gli esiti del tiro, se si tiene conto che il regolamento prevede non di “rompere” l’Elica (come avviane per il Piattello), bensì di “staccare” il testimone bianco dalle palette di colore arancione.
Fatto questo a seguito della o delle fucilate (due al massimo), il testimone deve cadere entro la bassa rete a fondo campo, altrimenti –come già detto- è “zero”.
Il distacco del testimone è ovviamente favorito (se non addirittura determinato…) dalla forza centrifuga dovuta all’elevata velocità di rotazione del bersaglio che –al momento dello sgancio- può andare dai 4200 giri al minuto della macchinetta, finanche a 7500…!
Simili esagerazioni –in un senso o nell’altro- di solito si evitano sui campi impostati da Esperti del settore e le velocità medie programmate prima di una Gara (e non più modificabili per tutto il corso della medesima) vanno dai 5500 ai 6400 giri al minuto. Tuttavia, se la gara si svolge su più campi, è consentito –prima dell’inizio- impostare le macchine con diverse velocità di rotazione dei bersagli da un campo all’altro. Se il bersaglio in volo è colpito ed il testimone cade nei pressi della rete, battendo all’interno e rimbalzando però fuori, l’elica è comunque “buona”.
Per tirare all’Elica, si utilizza solitamente un fucile sovrapposto monogrillo in cal. 12, con canne lunghe cm. 70 – 71 e strozzature “classiche di 3 stelle (***) e 1 stella (*), calcio abbastanza dritto, ma un poco meno che per i fucili da “Trap”. Qualcuno ama ancora tirare con la vecchia doppietta che utilizzava al Piccione, meglio ancora se con calcio ed asta cosiddetti “all’inglese” e mirino costituito da una sferetta metallica di ottone… Se poi vedete qualcuno equipaggiato con una doppietta come sopra descritta ed in più “bigrillo”, allora cadete in ginocchio… perchè si tratta certamente della reincarnazione dello “Spirito del Piccione”!
Tuttavia, per chi fosse ulteriormente interessato a qualche altro dato sulle canne da utilizzare per sparare all’Elica, mi permetto di rinviare a quanto già scritto sull’argomento, in questa medesima rubrica, nel brano intitolato “CANNE FUMANTI” del 27.03.2006; di una qualche utilità potrebbe anche essere il frammento “DUE TIRATORI”, che compare nel brano “L’ATTESA” del 07.02.2006.
Per una buona riuscita del tiro all’Elica, grande importanza ha in vento, che può da solo determinare l’esito di una Gara in entrambi i sensi e –ultime, ma non ultime- le cartucce utilizzate.
Il regolamento prevede l’impiego di munizioni a pallini dei numeri dal 6 al 9 per una carica che non superi i 36 grammi. Molti praticanti utilizzano cartucce con piombo del 7 e ½; poi c’è chi preferisce il piombo n. 7 e chi il n. 8 con argomentazioni eguali e contrarie, ma sostenute con pari foga nei discorsi al bar della “club-house”. Mentre, le numerazioni estreme sono da scartare per ragioni intuitive.
La cartuccia per l’elica deve essere veloce quanto basta, ma non troppo e caricata rigorosamente con piombo “nero” (il piombo nichelato è un ottimo “bucatore”, ma pessimo “rompitore”…). Inoltre essa non deve essere troppo violenta, altrimenti in estate spacca la spalla e la faccia al povero cristo che, alle 14.30 di una domenica di luglio con 37° di temperatura, deve farsi quindici eliche “a scorrere” su cinque campi: il che significa sparare oltre una ventina di “corazzate” da 36 grammi in meno di mezz’ora: in pratica quello che un cacciatore fa nel corso di un’intera stagione venatoria
Sull’argomento ci sarebbe ancora molto da dire, soprattutto parlando di accorgimenti, precauzioni, scaramanzie e “trucchi” (ovviamente leciti) per agevolarsi nell’affrontare una Gara all’Elica, ma per questa prima volta sarei pago già di non avere annoiato nessuno.
Se ritenuto opportuno da chi legge, si potrà tornare sull’argomento in seguito: commenti, critiche e improperi sul nostro “GB”.
Un caro saluto a tutti ed in bocca al lupo a chi avrà deciso di avvicinarsi all’Elica, dopo avere fruito di queste note estemporanee.

(nella foto: il fucile dell’Autore dopo l’esito dell’ultima gara all’Elica )

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