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MA PER QUANTO TEMPO BISOGNA TENERE UN FUCILE?
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Nel mirino del grillo
(molti Tiratori sono affetti da “smaniòsi”,,,)


07/12/2006 - ore 21:44

La domanda del titolo può sembrare banale e la risposta potrebbe essere: “Se ci spariamo bene, per sempre…”, un po’ come dovrebbe essere per la moglie. Tuttavia, proprio come spesso accade con la consorte, anche se ci si trova bene, si viene pervasi da un’irrefrenabile smania di cambiare per provare qualcos’altro: tale sindrome, descritta abbondantemente nei testi clinici, si chiama appunto “smaniòsi”.
Chi ne è colpito non sa di essere malato e continua a ricercare nel cambiamento dell’arma una perfezione irraggiungibile che non gli verrà mai, per carenze tecniche e fisiche insite non certo nel fucile.
Il Tiratore contagiato –soprattutto se trattasi di soggetto dalle buone disponibilità economiche- diventa uno spettacolo sui Campi di Tiro e le sue argomentazioni, attentamente seguite davanti al bancone del bar nella “club-house” dai conoscenti di Pedana, diventano oggetto delle più impietose battute e delle più sonore risate dei medesimi, appena l’interessato si è allontanato.
Si sa, il mondo è cattivo: se poi ci si fa “soggetti” con le proprie mani, allora diventa impossibile sottrarsi allo scherno non solo degli invidiosi, ma anche dei cosiddetti “amici”!
In effetti, una certa comicità nelle asserzioni dello “smanioso” è evidente, soprattutto allorché –non richiesto- vuole spiegare a tutti i motivi ( a suo dire “validissimi”) che lo hanno indotto ancora una volta a cambiare fucile.
Da neofita, lo “smanioso” è partito –al pari di quasi tutti noi- con la classica “Panda” (per fare un paragone automobilistico): un onesto fuciletto da Piattello-Fossa delle marche più svariate, comprato usato senza sapere –all’epoca- neanche cosa fossero le pieghe del calcio. Con questo attrezzo, egli ha mosso i primi passi sulle Pedane del Regno, fino a scalare le vette della 3° Categoria.
Quando ha cominciato a rompere una ventina di piattelli a serie, il nostro ha sentito impellente l’esigenza di munirsi di un attrezzo più blasonato (un “Perazzi” o un “Beretta”, naturalmente…), anche usato, per aiutarsi a pagare il quale si è disfatto –senza rimorsi- del fedele compagno che lo aveva sostenuto finora. Ovviamente l’”MX-8” o il “DT-10” usato si trova, ma il calcio non va bene… Così comincia la “via-crucis” dai vari “Geppetto” di provincia, che segano, piallano, raspano, limano, tagliano, incollano e poi presentano il conto, ovviamente, come tutti!
Col calcio su misura innestato sull’attrezzo nuovo non si riesce a fare neanche più venti, ma il soggetto non ammetterà mai di avere fatto una castroneria a cambiare il fucile con cui aveva “preso la mano”. Così persevera e dopo pochi mesi, farà tanta strada per recarsi in qualche regione limitrofa (se non addirittura a Brescia…) per cambiare ancora il fucile che –nonostante i suoi sforzi- proprio non gli va bene.
Quando si cambiano due fucili da Piattello in un anno si è ormai persi per sempre, come il tossico che si fa di media un grammo al giorno e continua però a dire: “Posso smettere quando voglio, io…”.
Il nuovo attrezzo avrà comunque due calci (uno fisso e l’altro “regolabile”), tanto per incominciare a godere… Poi, passati fortunosamente alla 2° Categoria federale, bisognerà far tagliare il calcio al “tallone” per renderlo regolabile anche nell’inclinazione orizzontale. Fatto tutto questo –senza aver mai realizzato ancora un 25- si passerà agli “spessori” in gomma, alla carta-smeriglio, al nastro isolante nero degli elettricisti, per poi prendere il tutto (valigetta in pelle compresa) e portarlo da qualche altro armiere e fare a cambio (previo sostanzioso “conguaglio”) con un attrezzo nuovo di modello diverso.
In tutto questo “bailamme”, passano gli anni e magari ci è uscito anche qualche raro 25 in gara.
Tale evento, per una persona sana, dovrebbe segnare la fine dei tentativi, degli esperimenti, dei cambi e dare finalmente al Tiratore quella sicurezza e quella tranquillità che tanto giovano alla resa sportiva. Neanche per sogno! Lo “smanioso” deve compulsivamente cambiare anche il fucile col quale ha fatto i suoi 25 centri e col quale è magari arrivato alla 1a Categoria nella Fossa.
Talvolta, se disponeva di un’arma di pregio, tende all’involuzione, cedendo per contanti ad un altro il suo “SO-5” per acquistare nuovo un “S-686-E” (tanto per parlare di sovrapposti “Beretta”) col quale ha forse la sensazione di “ricominciare da capo”. Se ne stancherà ben presto per tornare a sparare con un attrezzo della fascia medio-alta, però “comprato bene” ed al quale farà comunque rifare il calcio… Per una questione di principio, il nostro non torna comunque mai sui propri passi e non rivorrebbe indietro neanche in regalo uno dei fucili da lui precedentemente posseduti, anche se il ricordo del primo “catenaccione” che fece di lui un “Tiratore” (il cosiddetto “primo amore”) lo turba profondamente e lo fa talvolta piangere silenziosamente la notte!
Come per le donne, niente “ministre riscaldate”: bisogna sempre cercare il nuovo, anche se più si provano le novità e più si rimpiange ciò che si è perduto.
L’ultima spiaggia per l’affetto da “smaniosi” risiede nell’andare –previo appuntamento- direttamente in fabbrica a Brescia, accompagnato da uno o, meglio ancora, da un paio di altri “fissati” in qualità di “consiglieri/esperti della mutua” e tutti insieme scegliere il fucile del dato modello con la tale lunghezza di canne e le tali strozzature (da provare comunque immediatamente alla “placca” nel tunnel della ditta stessa); poi, a parte, si selezioneranno calcio ed asta “sbozzati” nella famigerata (per il portafogli) “stanza dei legni” e si comincerà con le misurazioni per fare –di lì a non meno di un mese- finalmente il calcio “perfetto” per il fucile “ideale”.
Entrato in possesso dell’oggetto dei desideri, a seguito di consistente esborso, il nostro si acquieterà per una stagione o due… Poi –che ve lo dico a fare?- indipendentemente da come ci sparerà, il fucile avrà fatto il suo tempo e sarà ora di ricominciare a provare di migliorare…
Lo “smanioso”, dopo anni di questo logorìo mentale e di ingiustificate spese, rampognato costantemente dai familiari e dai pochi “amici veri”, si accingerà immancabilmente ad uno degli epiloghi possibili per la sua triste situazione. Infatti, non è che tutti finiscano allo stesso modo… Anzi, anche nell’epilogo, la scelta è svariata, come per le posizioni del calcio regolabile!
Qualcuno, fisicamente esausto, molla tutto, vende ciò che ha e si da alla pesca o al gioco delle bocce; altri cambiano disciplina dandosi al Percorso di caccia col vecchio automatico che –almeno quello- non si tocca, perché è un ricordo del “povero papà”; un altro dice “basta fucili di pregio” e torna a sparare con un anonimo fuciletto di un qualche artigiano semi-sconosciuto trovato usato sulla rastrelliera di un’armeria di paese, realizzando nondimeno punteggi analoghi a quelli totalizzati in passato con armi ben più blasonate.
Insomma, dopo anni di patologia in fase acuta, la sindrome sembrerebbe farsi meno aggressiva e se proprio non si può parlare di guarigione, si potrà però ottimisticamente affermare che la “smaniòsi” si attesta su livelli di cronicità sopportabili per chi ne sia affetto… Tuttavia, attenzione, perché le “ricadute” (come per chi abbia smesso di fumare) sono sempre in agguato. Basta che una domenica qualsiasi di dicembre, il soggetto si trovi a partecipare sul campo a gestione familiare da lui abitualmente frequentato ad una garetta a “cesti natalizi” e, visto un modello di fucile a lui sconosciuto, lo provi per caso –togliendolo dalle mani del legittimo proprietario e facendoci magari un 23 ed un 22- ecco che “virus” ritorna aggressivo: il soggetto di solito non si rende conto della imminente ricaduta ed anzi commenta: “…ecco io, adesso, perché ci ho questo mio con cui mi ci trovo bene e poi ho detto che non comprerò più niente… sennò, quasi quasi… quant’è che l’hai pagato ‘stò Caterpillar? Dov’è che l’hai preso? Gli hai dato indietro qualcosa? Sai per caso se ce ne ha un altro disponibile subito…?”.
E il Tiro concederà ad ogni uomo nuove speranze, come il sonno porta i sogni.

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Il "grillosaggio" spara RC