| ILTIRO.COM | Il portale del tiro a volo
Work On Web - realizzazione siti internet


SIETE SU UNA VERSIONE NON PIU' AGGIORNATA DEL SITO

Per andare al nuovo sito visitate la pagina
WWW.ILTIRO.COM

CLICCARE QUI


 INDIETRO 
COME COMPLICARSI LA VITA
Stampa questa pagina
Nel mirino del grillo
(taluni ricercano le difficoltà che la Vita gli ha risparmiato…)


05/01/2007 - ore 20:32

A chi non è mai capitato di conoscere persone dabbene che si complicano l’esistenza da soli?
Quanti ne conosciamo che, in buona salute e raggiunto faticosamente un certo “benessere” economico, si adoperano per crearsi dei “passatempi” che alla fine diventano una croce!
Di solito, chi vive tranquillo in una bella casa con moglie che lavora e figli autosufficienti, comincia il “percorso della sofferenza” nel modo più banale e scontato: l’acquisto o l’adozione di un cane.
Non importa (giustamente) di che razza sia e né se possa essere di una qualche utilità (caccia, guardia, difesa, tartufi, ecc.): l’importante è che il cucciolo faccia i propri bisogni tre volte al giorno, estate e inverno, con la pioggia o col gelo, possibilmente fuori di casa. Ovviamente, di tutta la numerosa famigliola, chi –se non il capofamiglia- dovrà portare l’affiliato con regolarità lungo i grigi marciapiedi cittadini e raccoglierne i “frutti” con paletta e apposita bustina?
Questo impegno già sarebbe sufficiente per un soggetto cosiddetto normale (anche perché l’affetto di un fedele compagno a quattro zampe dona spesso momenti di vero piacere, che ripagano di tutto… Veterinario compreso!).
Tuttavia, c’è chi non è ancora soddisfatto e cerca per se emozioni più “intense”: in presenza di un minimo di disponibilità momentanea (liquidazione, piccola eredità, vendita di un garage, rimborso dell’assicurazione per quell’incidente in cui si aveva ragione, ecc.), il passo successivo è solitamente costituito dal tanto agognato acquisto della barca. Grande o piccola (va bene anche un gommone con motore fuoribordo…), l’importante è che si possa dire: “Domenica vado fuori in barca con mia moglie e ci mangiamo la lasagna fredda in mezzo al mare, se non è mosso…”.
I sacrifici morali e materiali che comporta il mantenimento di un’imbarcazione –meglio ancora se si tratta di un piccolo cabinato con scafo in legno- risultano assai superiori, nel corso dell’anno, ai rari benefici che derivano dal suo sporadico utilizzo nelle poche domeniche libere durante la bella stagione.
Ma tant’è: si incontra sempre chi è in cerca di comprare una barca usata e “in buono stato”; per fortuna, si trovano parimenti altrettanti “provati dall’esperienza” che cercano di vendere la loro. Così, di solito, il fenomeno si bilancia da solo.
Chi ha già un cane e una barca ancorata nel più vicino porticciolo (per la quale paga un rimessaggio annuo da paura…), non ancora contento, talvolta si dedica improvvisamente ad attività ludiche per lui ignote come –ad esempio- il Tiro a Volo.
In buona sostanza, per completare l’opera, chi non si era procurato già abbastanza problemi esistenziali, decide di diventare un “Tiratore”.
Il salto di qualità è per taluni favorito da una serie di fattori invitanti: all’inizio il nostro amato Sport sembra facile per chiunque (anche per chi non sa quale occhio chiudere quando imbraccia il fucile…) e praticarlo “senza impegno” costa certo meno che uscire in barca!
Così, quasi sempre, inizia l’avventura dell’Aspirante (spesso non più giovanissimo) che la domenica –dopo avere portato di buon mattino il cane a pisciare ed avere discusso con la signora che voleva fare una gita in mare aperto- si presenta prima di pranzo sui Campi di Tiro del Regno per rimanervi fino a buio, equipaggiato di tutto punto ed alla ricerca del fucile “giusto”.
Una variante di tale comportamento consiste nel recarsi in Pedana cercando un fucile in prestito per una serie, dopo aver lasciato il cane mugolante legato ad un corto guinzaglio a pochi metri da chi sta sparando e la moglie seduta in macchina a leggere un romanzo della serie “Armony”. Qualcuno si presenta addirittura col gommone rovesciato a rimorchio sul carrellino attaccato alla macchina stessa, in quanto asserisce che inizialmente era uscito di casa per andare al mare…
Le vicissitudini che attendono –da qui in poi- il nostro ipotetico “Aspirante Praticante Appassionato Vocazione Adulta” del Tiro sono a tutti note e, direi, quasi scontate. Che senso avrebbe riepilogare qui la “via crucis” di una brava persona che –pur potendo stare tanto bene di suo- si incammina per la via larga, comoda e in discesa che conduce alla perdizione? Chi non c’è già passato?
Vogliamo parlare dell’incauto acquisto del primo “catenaccione” a pochi soldi, il cui calcio però spacca la faccia e fa diventare la spalla viola?
Oppure del calcio, dapprima “regolabile” ed infine fatto fare “su misura” da Mastro Geppetto al Paese dei Balocchi: entrambi non andranno bene e -tempo pochi mesi- saranno ceduti, insieme al resto del fucile, come permuta dell’immancabile “Perazzi MX-8” usato (o, se preferite, del “Beretta DT-10”)… Potremmo continuare a lungo: sono purtroppo tutti film già visti e dei quali si conosce “come vanno a finire”!
Una categoria a parte, sempre parlando di “complicazioni” dell’esistenza, è rappresentata da coloro i quali –dotati di possibilità e non avendo ancora ben deciso quale specialità del Tiro praticare- si dilettano a provarle un po’ tutte e decidono di munirsi di un fucile diverso per ciascuna di esse (un solido e blasonato sovrapposto da Trap per la “Fossa”; un automatico commerciale per il “Percorso di Caccia”; un altro sovrapposto leggero, maneggevole e con canne da cm. 71 per l’Elica, ecc.).
Imparare a sparare cambiando fucile ogni domenica è l’ideale, unitamente al “calcio regolabile”, per essere ammessi in breve tempo al “T.S.O.” (che non è la “Texas Shooting Organization”, bensì il “Trattamento Sanitario Obbligatorio”) presso una qualche struttura specializzata della propria città. Inoltre, proseguendo nel percorso intrapreso, chi possiederà armi dedicate alle specifiche discipline cercherà poi di trovare la cartuccia “ideale” da abbinare a ciascun fucile in funzione del tipo di bersaglio. La balistica (branca della Fisica Dinamica) dovrebbe essere scienza esatta che difficilmente si può improvvisare: tuttavia, i viali e le “club-house” dei Campi sono pieni di “tecnici” che illustrano gratuitamente al prossimo le diverse caratteristiche balistiche delle varie cartucce utilizzate, suffragando le loro tesi con argomentazioni che vanno comunque apprezzate per la buona volontà e –soprattutto- per la buona fede.
L’apoteosi a cui si spinge l’”Autocomplicatore” consiste nell’affermare un giorno, a fine serie uscendo di Pedana: “Ho deciso… D’ora in poi voglio cominciare a caricarmi le cartucce da me! Oltretutto, si risparmia pure…”.
Qui giunti siamo al punto di “non ritorno” e non c’è molto altro che si possa dire circa le possibilità di complicarsi la Vita, se non che –parafrasando Cristoforo Colombo- “il Tiro concederà a ogni uomo nuove speranze, come il sonno porta i sogni”.

grillosaggio@iltiro.com
Il "grillosaggio" spara RC