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ELICHE: A TUTTA CANNA…!
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Nel mirino del grillo
(quali canne usare per il tiro all’Elica?)


06/05/2007 - ore 11:50

Argomento ampiamente dibattuto sui Campi di Tiro “a cinque cassette” è ovviamente quello del tipo, lunghezza, strozzature e forature delle canne da utilizzare per “rompere” (o “staccare”) meglio l’Elica.
Parlando di Tiro al Piccione, precursore mai abbastanza rimpianto dell’Elica, si ricorderà che ai cosiddetti “bei tempi” sulle pedane si vedevano numerose doppiette (talvolta anche “bigrillo”) aventi canne da cm. 71 e le classiche strozzature *** (tre stelle) per la “destra” e * (una stella) per la “sinistra”. La foratura nelle canne di tali fucili giustapposti era piuttosto “stretta”, diciamo intorno ai 18.2, con ottima penetrazione sul bersaglio, ma anche un consistente rinculo allo sparo.
Attualmente, per quanto riguarda l’Elica, le doppiette sono praticamente scomparse dalle pedane, ad eccezione di pochi “nostalgici” che –purtroppo- non fanno testo, né statistica. La tendenza del momento è tutta a favore del sovrapposto in cal. 12, rigorosamente “monogrillo”, anche se con canne analoghe a quelle sopra descritte ma forate più “larghe” (da 18.4 a 18.6).
Tuttavia, chi si è avvicinato all’Elica provenendo dalla “Fossa Olimpica” (e, quindi, dal Piattello) non ha voluto abbandonare –forse giustamente- il suo vecchio sovrapposto da “Trap” con le canne da 75 -76 cm. e strozzature accentuate (** e *). Ovviamente, canne lunghe e strozzate in abbinamento a potenti cartucce “tipo4” o “tipo5” con “borra-contenitore” e 36 gr. di piombo del n. 7 producono sull’Elica in volo effetti dirompenti a qualsiasi distanza e sarebbero da consigliare a chiunque, se non fosse che spesso l’ampiezza della rosata di pallini così prodotta risulta troppo “stretta” e –ad eccezione che per i forti “centratori”- questo si traduce in uno svantaggio per il “T.G.M.” (“Tiratore Generico Medio”) che si avventura sulle pedane del Regno.
Inoltre, in tali condizioni, si può avere anche il fenomeno del cosiddetto “calcio al bianco”, nel senso che il testimone di un’Elica che presenti bersaglio e sia centrata, può essere sbattuto fuori-rete di prima canna dalla potenza della fucilata stessa: così un bel tiro si tramuta istantaneamente in “zero”!
Infine, le canne lunghe dei “vecchi” fucili da Piattello, a parte la resa balistica che è fuori discussione (sia pure con i limiti anzidetti), hanno però il difetto di risultare “pesanti” e ci sono persone che pretendono di tirare con canne da un chilo e 600 grammi, in abbinamento a calci da 38 cm., come per il “Trap”; è opinione diffusa che canne pesanti e calci lunghi non aiutino per l’Elica.
Mentre, coloro i quali si sono adattati all’Elica, in quanto “transfughi” del Piccione, ora hanno in mano sovrapposti con canne da 70 a 72 cm. (varrebbe la pena di soffermarsi sul fatto che un centimetro in più o in meno non cambia nulla come resa balistica, ma influisce soltanto sul peso…) con la “prima” abbastanza aperta (*** stelle) e la “seconda” rigorosamente “full” (* stella).
Tali canne sono spesso prive delle bindelle laterali (sempre per ragioni di peso) e riescono a pesare anche un chilo e 350 grammi; queste, in abbinamento ad un calcio relativamente corto (in base alla statura del Tiratore), forniscono un’arma leggera, agile, maneggevole e facilmente brandeggiabile che consente di portarsi immediatamente sul bersaglio ed evita –per le Eliche angolate- il fenomeno del cosiddetto “fine-corsa” (cioè quando il bersaglio, mancato di “prima”, prosegue indisturbato la sua traiettoria a dx rientrante ed il Tiratore non può più raggiungerlo con la rotazione del busto e neanche con le braccia). Inoltre, una “prima” canna abbastanza aperta fornisce rosate più ampie e, stante l’utilizzo di 36 gr. di piombo, vi sono buone probabilità di riuscire a “staccare” il testimone anche con i numerosi pallini periferici.; di contro, una rosata concentrata –come detto- può penalizzare i “non centratori”.
Sui Campi di Tiro all’Elica vengono di fatto utilizzati sovrapposti con canne di lunghezza, peso e strozzature assai diversi ed i rispettivi proprietari ne decantano le caratteristiche (spesso opposte fra loro) con pari convinzione e perfetta buona fede, certi di avere finalmente in mano l’attrezzo giusto per conseguire lo scopo in modo ottimale.
Tuttavia, tra queste due “fazioni”, si sta recentemente inserendo una minoranza di praticanti che –folgorati sulla via di Damasco come Saulo di Tarso- ritengono di avere scoperto la panacea per tutti i mali del Tiratore all’Elica: l’Automatico!
Sempre più di frequente, infatti, si notano sulle pedane questi cal. 12 dal funzionamento “semi-automatico” con canna rigorosamente munita di strozzatore intercambiabile e calcio fatto fare “su misura”. La tendenza è per la canna lunga (da 70 a 76 cm.), rispetto all’utilizzo che se ne fa per caccia, ove la preferita è la canna da 66 cm., mentre lo strozzatore è solitamente quello da ** stelle (detto dai più “otto decimi”).
In verità –a prenderle- le Eliche si staccano anche con l’automatico e l’estrema leggerezza della canna (una anziché due…) favorisce il rapido spostamento in traiettoria all’uscita del bersaglio.
Tuttavia, se non ci si è abituati, nell’imprimere il movimento verso il bersaglio, si rischia di “andare a farfalle”, nel senso che si parte e non si sa poi dov’è la canna al momento dello sparo, con conseguente “padella” ed impossibilità di recupero di “seconda”. Inoltre, il meccanismo di riarmo produce –tra il primo ed il secondo colpo- uno spostamento inevitabile del fucile imbracciato che per molti risulta fastidioso; una sorta di “scatorciamento” che sorprende e distrae chi non vi sia abituato, con risultati deleteri per la riuscita del tiro.
Il calcio di tali “automatici” è sempre corto, anche per evitare che un legno lungo ed ampio “sbilanci” il fucile all’indietro: ho visto persone di statura media e con braccia nella norma sparare in pedana col calcio da 35.5 cm. ottenendo buoni risultati.
La resistenza di molti nei confronti dell’”automatico” è anche dettata da questioni sia estetiche (in effetti è più elegante un sovrapposto…), sia “culturali” essendo tale tipo di arma nata per la caccia e ad essa quasi esclusivamente destinata. Però, nonostante non sia bello a vedersi, bisogna riconoscere che chi prende mano con l’”automatico”, in pedana poi se la cava meglio di tanti altri col sovrapposto: tuttavia, da qui ad affermare –come fanno taluni- la sua superiorità sugli altri tipi di fucile, mi sembra francamente eccessivo.
Alla fine della giostra, ognuno spara all’Elica con le canne che ritiene più idonee per il suo specifico modo di tirare, in abbinamento alle cartucce che (per lui) sono le migliori. Questo è un bene, perché riafferma un sacrosanto principio costituzionalmente garantito, sia pure nell’ambito di precise regole stabilite: la LIBERTA’.
Poter scegliere gli strumenti più efficaci per raggiungere lo scopo giova, infatti, enormemente al nostro animo travagliato di “T.G.M”.: tuttavia, indipendentemente dal fucile e dalle cartucce, sarebbe bene -ogni tanto- tirarci pure addosso all’Elica!
In bocca al lupo!

grillosaggio@iltiro.com
Il "grillosaggio" spara RC