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IL VALORE DELLA VITTORIA
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Nel mirino del grillo
(un traguardo inaspettato, quanto esaltante…)


26/05/2007 - ore 16:42

Da anni la nota famiglia messinese dei Passalacqua intendeva e intende ricordare il “capostipite”, compianto Cav. Antonio, con un'ambita targa d’oro messa sempre in palio su uno dei Campi più prestigiosi della Campania, solitamente come gara d’apertura di una riunione titolata, quelle Grandi Gare con montepremi “a quattro zeri”, che fanno muovere i Tiratori da tutto il Regno!
I Passalacqua sono una famiglia di imprenditori edili di Messina e sin dal citato Cav. Antonio hanno sempre avuto grande passione per il Tiro a Volo e, particolarmente, per il Volatile. I due figli del Cavaliere, Giuseppe (detto “Pepè” dagli amici) e Giovanni sono entrambi tiratori di livello internazionale. “Pepè” vinse addirittura un Campionato Mondiale al Piccione dopo un acceso “barrage” con lo stesso fratello Giovanni. Quest’ultimo è stato uno dei nostri più forti Tiratori di specialità e ripetutamente nella Squadra della “Nazionale”.
Pensare, dunque, di poter vincere la “Targa Passalacqua” è un grande sogno per qualunque Tiratore, soprattutto se meridionale ed amico dei Passalacqua come lo è il “Vecchio Leone”.
Questi, Tiratore eccellente in tutti i sensi e persona rara, è anche però un “realista”, persona positiva ma concreta e mai –in quel sabato mattina di maggio, arrivando per tempo nell’ampio parcheggio dello Stand nei pressi di Capua- avrebbe pensato di poter vincere una tale gara. Essendo egli non più un ragazzo, si era anzi rammaricato che vi fosse un “premio d’onore” soltanto per il vincitore assoluto e non anche, come avviene in molte altre gare, per i vincitori di “qualifica” (egli pensava ai “Masters” e non certo agli “Juonires”).
In una splendida giornata di tiepido (quasi caldo...) sole primaverile, affrontò comunque la Gara con la speranza di raggiungere un buon risultato fra i “Masters” e possibilmente “spizzicare” uno dei premi di programma. Riteneva questo un traguardo possibile, poiché nella “garetta” di apertura del giorno precedente avevo sparato molto bene, eliminato alfine da un’elica “imprendibile” e da un’altra “grifagna”, caduta fuori rete di millimetri.
Iniziata in perfetta tranquillità la Gara, concluse agevolmente la serie di dieci eliche senza zeri e senza patemi. Alla fine del turno, dei 180 Tiratori iscritti, le “serie piene” risultarono 19, fra cui 16 Senior, 1 Lady, 1 Junior ed 1 solo “Master” (lui…).
A quel punto, la Direzione propose una divisione del monte-premi in danaro assegnando 400.00 Euro a tutti i Tiratori con la serie di 10 e riservando al vincitore la tanto ambita “Targa d’Oro” e la differenza di 600.00 Euro restanti dalla divisione.
Con un accenno di “mal di pancia” di qualche Tiratore “molto qualificato” (i soliti “scienziati della Pedana”), la proposta di divisione venne accettata e si diede inizio allo spareggio.
Il “Vecchio Leone” lo affrontò con assoluta serenità d’animo, già pienamente soddisfatto di essere comunque il “primo” dei Masters e di aver avuto accesso ai premi di programma (privilegio non facile per i Masters e le altre qualifiche, vista la forza dei “Tiratori giovani”, i ben più numerosi “Senior”). Ci teneva soltanto –questo sì, per orgoglio personale- a non uscire alle prime eliche della “Finale”, ma le sue speranze finivano lì.
Superò in assoluta “scioltezza” le prime otto eliche di spareggio -tra lo stupore suo e dei presenti, che pur ne conoscevano il valore- sparando sempre di “prima canna” e centrando i bersagli alla perfezione, tanto da permettersi di scherzare, tra un’elica e l’altra, con un paio di amici-tiratori ormai fuori gioco, che lo seguivano di campo in campo.
All’ottava elica rimasero in quattro soltanto e lui continuava ad essere sempre più soddisfatto e sereno. Si diceva: “Per male che vada finirò “quarto assoluto” e sempre primo dei Master. Che vuoi di più…?”
A quel punto venne effettuata l’ulteriore divisione dei 600.00 Euro destinati al primo e quindi i primi quattro andavano a prendere ben 550.00 Euro (il che non guastava affatto!).
Col medesimo stato d’animo, equilibrato e soddisfatto, il “Vecchio Leone” affrontò la prosecuzione della finale, anche quando restarono in tre e poi in due Tiratori, ad alternarsi in Pedana, nel silenzio liturgico degli astanti.
Ad un tratto, però, la sua serenità finì di colpo quando l’altro che era in Finale con lui, suo vecchio amico e che lo precedeva in pedana, sbagliò la sua diciottesima elica di spareggio, invero molto difficile.
Allora, tutta la tensione e l’emozione fino a quel momento tenute a freno con l’esperienza e l’equilibrio, gli caddero addosso come macigni. A quel punto, si disse: “Accidenti, se rompo anche le due prossime eliche posso addirittura, superati i settant’anni, vincere la gara! Non una “garetta della mutua”, ma una Gara nazionale contro i migliori fucili del Regno e la competizione in memoria del padre di tuoi amici da sempre…”.
Questa semplice riflessione non lo aiutò certo a rimanere tranquillo; ma fece ricorso a tutte le sue sperimentate doti di “vecchio Tiratore” e con l’adrenalina “a palla” affrontò gli ultimi due bersagli che lo separavano dalla “Vittoria”.
Alla chiamata uscì “qualcosa” di arancione e bianco che prese una traiettoria indefinibile vanamente inseguita dal primo colpo, ma centrato di seconda col testimone dentro, vicino alla rete!
Un tumulto di sentimenti, che non si sanno dire, cavalcavano dentro a quel distinto signore in Pedana: ancora non si era fatto nulla… C’era il secondo bersaglio da “tenere dentro”! In caso contrario, tutto come prima e si sarebbe dovuti andare avanti ancora chissà per quanto… In un attimo, pur non volendo pensare a nulla, mentre ricaricava il fucile, gli passarono in mente tante cose ed anche il timore di fallire un’impresa difficile per chiunque.
Senza quasi rendersene conto fece partire l’elica, che si impennò malignamente per poi abbassarsi improvvisamente mentre le dava la prima fucilata… Un istante e con la seconda canna frantumò in mille pezzi l’arancione, mentre il bianco testimone si adagiava a terra ben dentro la rete!
C’era riuscito: aveva vinto lui e la prestigiosa “targa d’oro Passalacqua” era sua!
Un’ovazione sincera salì dal numeroso pubblico che fino ad allora si era tenuto a freno per rispetto dei contendenti. Dopo seguirono manifestazioni di gioia da parte dei suoi tanti amici, degli estimatori di sempre e di quelli “estemporanei”, che non avevano non potuto parteggiare per il “Vecchio Leone” che era riuscito a mettere in riga tanti e tanti “ragazzi”.
I complimenti che più gli fecero piacere furono quelli del secondo e del terzo classificati, cioè gli “eliminati eccellenti”. Affermazioni da signori, sincere e leali, attribuite di cuore ad un Amico.
Non si possono descrivere la gioia e l’entusiasmo per il “Vincitore” da parte del “Clan Passalacqua” e dei loro amici siciliani.
Da parte sua, il “Vecchio Leone” stenta ancora a credere e –come dice lui- gli sembra impossibile che abbia potuto conseguire un tale traguardo tiravolistico.
Passato qualche giorno, ha confessato a pochi eletti: “La notte successiva, mi svegliavo continuamente e dicevo: ma è vero che ho vinto o lo sto sognando…?”.
E’ stata ed è comunque una gioia immensa, oltre che per l’Interessato, anche per tutti noi che lo stimiamo e gli vogliamo bene ricordare questo evento e riflettere -tra appassionati- sul “valore della Vittoria”.
Potranno toglierci tutto, ma questo ci resterà…

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