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L’AMICO
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Nel mirino del grillo
(come trovare un “tesoro” in Pedana)


01/06/2007 - ore 23:15

Un “amico” è prezioso sempre, ma in particolar modo sui Campi di Tiro. Egli è diventato per voi tale per una serie di concause che si sono incastrate fra loro quasi per caso. Ovviamente, la prima ragione della consolidata amicizia, è stata il fatto di essere accomunati dalla passione per la stessa Specialità e di frequentare il medesimo impianto. Poi, i risultati in Pedana che devono per forza essere più o meno gli stessi e, infine, può giovare il fatto di abitare in quartieri non lontani della stessa città, talchè si può qualche volta partire insieme con una sola macchina per affrontare trasferte su Campi remoti.
Tutto questo sviluppa e cementa spesso un rapporto fra due Tiratori, destinato a durare nel tempo ed è una cosa bellissima, oltre che utile.
Infatti, quando avete intenzione di acquistare un fucile usato che vi piace e che ritenete possa fare al caso vostro, l’amico è sempre il primo a sconsigliarvi e a dirvi –con fare suadente, dopo avervi tirato in disparte- che l’oggetto dei vostri desideri “costa troppo”, “ha sparato molto”, “è ridotto un catenaccio”, “è un modello poco commerciale e che non tiene il prezzo”, “se lo prendete non riuscirete mai più a rivenderlo”, “ha le canne troppo lunghe (o “troppo corte”)” per quello che ci dovete fare oppure “è troppo strozzato”, “è pesante”, “non è bilanciato bene”, “ i legni sono segnati” oppure “fanno proprio pena”, in quanto “legni di cocco”.
Se questo non bastasse a dissuadervi, l’amico insiste con argomentazioni concrete del tipo: “Ma che bisogno hai di prendere un altro fucile, se ti trovi così bene con quello che hai? Col tuo ci hai appena fatto 16… di che ti lamenti?” oppure “Quel modello ce l’ho avuto anch’io una decina d’anni fa e l’ho dato via per disperazione, rimettendoci l’osso del collo: non ci si rompe un piattello! E’ un fucile difficilissimo…” od anche “Nuovo è un conto, ma su quello che vuoi prendere tu bisogna spenderci dietro altri 800 euro per farlo risistemare… Non hai visto che il calcio è stato massacrato col frullino?”.
Poi, se avete commesso la leggerezza di chiedere un parere all’amico per l’acquisto di un tipo di arma diverso dal solito sovrapposto cal. 12 (quello con canne da cm. 75, strozzature ** e *, pesanti kg. 1.550, calcio lungo cm. 37 con pieghe “30” – “40” e peso totale di tre chili e 800 grammi), allora è la fine! Vi chiederà, con fare schifato: “Ma che sei matto? Non si vede nessuno ormai sparare con la doppietta…” oppure “l’automatico va bene solo a caccia, per il Tiro è leggero e i bossoli espulsi vanno sui piedi agli altri tiratori in Pedana…”. Insomma, poco importa all’amico che avreste voluto comprare una doppietta “Beretta 451 EELL” o una “Franchi Imperiale Montecarlo Extra” oppure un automatico “COSMI” da seimila euro: bisogna che continuiate a sparare con quello che avete, cioè il sovrapposto sopra descritto, che è la “Punto-Base” dei Piattellisti (tanto per fare un paragone automobilistico…).
Se, invece, avete voi in mano un bel fucile di pregio che intendete cedere, l’amico si dimostrerà come sempre utilissimo e farà sapere a tutti in giro sui campi della zona che il vostro “SO4” è in vendita e che si tratta di un “gran fucile”… Però, per completezza di informazione, non si esimerà dal raccontare –rigorosamente in vostra assenza- che “una volta vi è caduto dalla rastrelliera e il calcio è tutto segnato”, “le canne sono stare rialesate e ribrunite di recente” perché avevano i buchi, “all’epoca lo avete pagato quattro soldi”, “il calcio non può andare bene altro che a voi (notoriamente obeso, tarchiato e senza collo...) e per rifare i legni su un fucile del genere non bastano 1.500 euro”, “lo vendete per bisogno, in quanto vostra moglie vi ha messo alle strette per cambiare la macchina e non vi bastano i soldi” e, infine, che “chiedete seimila euro, ma un fucile in quelle condizioni non ne vale più di 4.000 e sarebbe comunque ben pagato!”.
A voi certamente dirà di aver fatto una buona pubblicità all’articolo e di aver stimolato, con la sua descrizione, la curiosità di numerosi aspiranti-acquirenti purtroppo frenati dal prezzo richiesto ritenuto eccessivo, anche se l’oggetto “li vale tutti”. Col passare del tempo e non riuscendo a concretizzare la cessione del vostro “SO4”, l’amico si dimostrerà ancora una volta tale, offrendosi lui di prendere il fucile ma –in nome appunto dell’”amicizia”- si aspetterà da voi un “trattamento particolare” che, tradotto, significa che vi vorrà dare poco più della metà di quello che chiedete e con tre assegni post-datati (di cui il primo a sessanta giorni!).
Talvolta sarà invece l’amico ad avere per le mani un catenaccione di cui si vuole disfare e allora –statene certi- penserà subito a voi, magnificando le doti e le virtù dell’oggetto e pretendendo di convincervi che “ vi viene bene”, “è perfetto di calcio e pieghe per voi” anche se siete mancino e lui no, “è un vero affare”, “un altro così non se ne trova: canne come queste oggi non ne fabbricano più, ecc. ecc.”, “in fondo gli dispiace venderlo, ma per voi farà un’eccezione”, “sarebbe proprio contento se lo prendeste voi, così almeno ogni tanto lo potrebbe rivedere e, magari, spararci ancora una serie…”.
Ovviamente, data la qualità e le finiture dell’arma, non può accontentarsi di meno di un pacco di soldi, stante anche il fatto che il fucile “è praticamente nuovo” avendoci lui sparato “non più di mille cartucce” (unità di misura universale ed accettata per spacciare un catenaccio come un fucile quasi-vergine…).
Per quanto riguarda, infine, i risultati in Pedana noterete come l’amico è sempre un po’ più bravo di voi, mentre voi siete più fortunato: quando sparate insieme e lo battete di cinque piattelli a serie è sempre “una giornataccia” per lui e una “botta di fortuna” per voi.
Mentre, quando spara in vostra assenza, avrà sempre fatto 24 o 25 e “peccato che non ci sono testimoni”, in quanto stava tirando da solo in prova.
L’amico non sale sul podio da una vita e l’ultima volta che ha vinto qualcosa è stato un cesto natalizio l'anno scorso, eppure –per definizione- spara sempre meglio di voi, accreditandosi in giro addirittura come colui il quale “vi ha messo il fucile in mano” a suo tempo (strappandovi alle vostre consuete attività onanistiche) e vi ha portato per mano sui Campi di Tiro del Regno, insegnandovi a muovere i primi passi in Pedana.
Dopo tutto questo, col trascorrere degli anni, l’amico argomenterà che siccome “rompete quattro piattelli in fila” vi siete montato la testa, “non siete più quello di prima”, vi sentite un esperto, siete diventato un “T.F.S.” (“Tiratore Fenomeno Speciale”) e, quindi, presuntuoso e saccente, talchè –nei casi peggiori- si allontanerà gradualmente da voi, fino ad abbandonarvi per sempre.
Una grossa perdita!

grillosaggio@iltiro.com
Il "grillosaggio" spara RC