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TIPI DA… CAMPO!
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Nel mirino del grillo
(sui Campi di Tiro si incontra davvero di tutto…)


04/08/2007 - ore 18:30

A chi di noi, frequentando abitualmente le pedane del Regno, non è capitato di imbattersi in soggetti dai modi di fare quantomeno singolari?
Ci sono persone che mettono in atto comportamenti -fortunatamente non dannosi per gli altri- che trovano una spiegazione soltanto nella loro mente.
Gradite degli esempi? Ma quanti ne volete… Si potrebbe davvero scrivere un libro!

ESEMPIO 1.
Ad un tizio, praticante di Piattello-Fossa con saltuarie puntate all’Elica, era stato regalato da un amico “elicista” un pacco di eccellenti (e costose…) cartucce originali da 34 grammi di piombo n. 8, con la raccomandazione di tirarle all’Elica (almeno “di prova”), trattandosi di un prodotto “eccezionale” nel rapporto qualità prezzo e che a lui stava dando molte soddisfazioni anche in Gara.
Dopo alcune settimane, rincontrandosi i due, il generoso appassionato di balistica –per la sola curiosità di sentire un’altra campana- chiese conto circa la resa delle cartucce, nella certezza che le medesime fossero state utilizzate appunto all’Elica.
Il tizio rispose vagamente che le munizioni andavano benissimo, ma solo dietro insistenze di conoscere i particolari dei tiri e delle “rotture”, alla fine confessò al “donatore” che aveva utilizzato il pacco per una serie di prova al piattello, divertendosi però a fare “25 palle nere”. Nell’era dei 24 grammi per tutti -disse poi- i presenti in pedana gli avevano chiesto incuriositi con cosa tirasse e lui si era detto molto soddisfatto di come “fumavano” i piattelli con 34 grammi di piombo…
Infine, alla spontanea domanda del perché non le avesse provate all’Elica almeno in “prima canna”,
il pisquano rispose con aria di sufficienza che era contro la sua natura e mai avrebbe potuto mettere nel fucile “due cartucce fra loro diverse”.
Che cosa intendesse dire con ciò, resta ancora un mistero!

ESEMPIO 2.
Una domenica mattina d’estate, su un modesto campo di Percorso di Caccia in Pedana (di quelli con piattelli “facilitati” per i neofiti), giungono due cacciatori con relativi fucili semi-automatici, per sgranchirsi un po’ in vista dell’apertura, peraltro ancora lontana.
Uno dei due, si reca all’armeria del campo e acquista 50 “corazzate” da 36 grammi per l’Elica, spendendo peraltro il doppio che per un paio di normali pacchi di cartucce da “Percorso”. Sia l’armiere, sia un altro sparatore presente sul campo –pensando ad una svista- gli fanno presente che quelle non sono cartucce adatte per il piattello e per di più si tratta di un tipo che in estate “bussa” abbastanza (“picchia”, insomma da un rinculo fastidioso alla spalla).
Il soggetto, completamente digiuno di tiro, zittì comunque tutti affermando: “Lo so, lo so… Ma voglio fare una prova!”.
Una volta in pedana armeggiò anche a lungo con gli strozzatori finché ne scelse uno “adatto” per la sua canna da cm. 70.
Durante la serie, gli altri –nonostante le cuffie- potevano riconoscere ad orecchio (è il caso di dire…) quando a sparare era lui, per le cannonate che si sentivano e per di più lo vedevano “scosso” da un rinculo poderoso ad ogni piattello.
Alla fine della serie, dopo aver totalizzato meno di 10 centri su bersagli tutti sotto i trenta metri, lo “sperimentatore balistico” –con la guancia rossa e dolorante- ammise candidamente di aver sparato con lo strozzatore da una stella (* - “full”), che notoriamente concentra ancor più le rosate di pallini, sguarnendone la periferia.
Oltretutto, si andava pure lamentando col collega del perché –definendosi un buon cacciatore (?) ed alle prese con bersagli non difficili- avesse fatto così pena!
Nemmeno un sospetto sul deleterio connubio balistico “canna (lunghezza/strozzatura), cartuccia, bersaglio”…
Certo, se non fosse stato per i pesticidi e i diserbanti, le starne non sarebbero davvero scomparse per colpa sua.

ESEMPIO 3.
Un pomeriggio appena dopo pranzo, sul campo deserto, un altro tizio spara in aria un colpo e, pochi secondi dopo, spara ancora, sempre verso l’alto. Da lontano non si capisce cosa stia facendo e sorge il legittimo sospetto che forse non lo sappia nemmeno lui… Invece no! Ad alcuni curiosi che si sono avvicinati spiega infine, con un sorrisetto, che si sta divertendo sparando il primo colpo in verticale e poi cercando di colpire col secondo la borra-contenitore in plastica che ricade per gravità… Il “giochino” è andato avanti almeno per un centinaio di cartucce!
Ogni commento è superfluo.

grillosaggio@iltiro.com
Il "grillosaggio" spara RC