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Nel mirino del grillo
(ad incidere sulla pratica del Tiro non è solo il prezzo delle cartucce)


17/11/2007 - ore 21:44

In questo periodo e da alcuni mesi a questa parte, si fa un gran parlare del prezzo delle cartucce nonché dell’imprevisto ed eccessivo aumento del costo del piombo, che inciderebbe poi “pesantemente” sul prodotto finito.
Il condizionale è d’obbligo, dal momento che molte polemiche si sono sviluppate sul fatto che 24 o 28 grammi di piombo in pallini (sferici, stampati, induriti e lucidati quanto volete…) abbiano determinato in pochi mesi l’aumento medio di un euro e mezzo a pacco nelle cartucce da Tiro. Ovviamente c’è chi afferma che vi sia sotto una speculazione da parte dei produttori/distributori ai vari livelli e chi si difende sostenendo che nella vita quotidiana tutto è aumentato, anche i generi di prima necessità come pane, latte, frutta e verdura…. E perché non dovrebbero aumentare anche le cartucce, che tutto sommato non si mangiano neanche?
Sembra di capire che la verità –come sempre- sta nel mezzo. Aumenti nel prezzo del piombo grezzo a tonnellata ci sono certamente stati ed anche consistenti (chi dice per colpa della Cina che compra tutto quello che può sul mercato mondiale per produrre accumulatori per auto a basso costo, chi afferma che la colpa è della “lobby” europea dei Signori del Metallo, che hanno fatto “cartello”, come i colombiani di Medellin o di Cali per altra “merce”). Tuttavia è altrettanto vero che due o tre aumenti di un qualsiasi prodotto finito durante il mese di agosto, con le fabbriche chiuse per ferie e i corrieri fermi, non si erano mai visti!
Quindi viene da pensare che con l’aumento del piombo si sia colta l’occasione, da parte dei produttori di munizioni, di conseguire più obiettivi in una botta sola, quali ad esempio:
- disfarsi a ottimo prezzo dei cosiddetti “fondi di magazzino”, consentendo nel contempo ai clienti-armieri di svuotare gli scaffali di tutta la paccottiglia altrimenti invendibile nel periodo buono del Tiro a Volo e della pre-apertura della Caccia;
- rinnovare la gamma dei prodotti, aggiungendo in catalogo cartucce col “resuscitato” bossolo in cartone e i pallini nichelati (certamente più costosi), in ossequio a direttive legislative venatorie di talune Regioni e Province di “Pulcinellandia”;
- indurre i Tiratori a fare scorta del possibile, sotto la minaccia dell’inflazione galoppante che rende conveniente l’accumulo di qualsiasi merce;
- abituare indirettamente all’idea che si potrebbero cominciare a sparare cartucce caricate con pallini d’acciaio, che prima erano molto più costose (per tacere della penosa resa balistica), ma che adesso col piombo “alle stelle”, alla fine sono diventate quasi quasi “convenienti”;
- educare i consumatori al prodotto “di lusso”. Nel senso che, se un pacco di cartucce “scrause” caricate con la “STRADITE” (la nota polvere di strada), costa sul Campo almeno 5 Euro al pacco, gli esigenti che desiderano sparare “JK6”, “F2” o “206” - tipo4 devono pagare assai di più. Esattamente come avviene per i palati fini che prediligono il prosciutto di San Daniele in luogo della mortadella, la bottarga di muggine invece delle sardine e il caviale al posto delle uova di lompo. Poter gustare a tavola certi prodotti di nicchia diventa anche uno “status-symbol”, come lo sarà presto sparare al piattello cartucce in bossolo di cartone da euro 6.50 al pacco.

Tuttavia, la passione che divora e travolge buona parte dei praticanti delle Pedane farà si che -tempo qualche mese- anche l’aumento del prezzo delle cartucce verrà digerito e metabolizzato, al pari di tanti altri balzelli striscianti che erodono il potere d’acquisto del T.G.M. (“Tiratore Generico Medio”) il quale pur di continuare a sparare si sottoporrà ad ogni sacrificio possibile.
Probabilmente torneranno a circolare anche cartucce economiche col tanto vituperato bossolo “tipo1” (per capirci, quello col fondello d’ottone di appena 8 mm.) e, purché costino poco, le spareranno in gara anche quei raffinati che fino alla scorsa primavera andavano cercando i bossoli corazzati “tipo5” per tirare sempre i soliti 24 grammi di piombo!
Comunque, per onestà e correttezza nei confronti dei produttori/venditori di cartucce, bisogna osservare che ben altri aumenti stanno pesantemente incidendo nella pratica del nostro amato Sport: una serie di piattelli costa al Tiratore cinque volte quanto pagato dal Gestore dell’impianto e cento volte il suo valore intrinseco. Mentre partecipare ad una competizione in trasferta è diventata –per spesa- una vera e propria vacanza, con l’unica variante che se si sale sul podio a fine gara (con un po’ di fortuna) si può andare pari.
Anche il semplice costo del carburante per gli spostamenti domenicali o del fine-settimana da un campo all’altro non agevola la partecipazione a più gare nella stessa giornata, come avveniva fino a qualche tempo addietro.
Ma non è qui il caso di piangerci addosso: anche le sigarette continuano ad aumentare di prezzo, ma qualche “tirata” si continua ancora a farla… Comunque, per ora, spara chi può!

grillosaggio@iltiro.com
Il "grillosaggio" spara RC