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METEORE
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Nel mirino del grillo
(il fuoco di paglia dell’Entusiasta a tutti i costi…)


16/02/2008 - ore 22:34

Un altro stereotipo che si incontra abbastanza frequentemente sulle Pedane del Regno è l’appartenente alla categoria (umana) degli “Entusiasti" a tutti i costi.
Si tratta per lo più di soggetti in età variabile dai 35 ai 55 anni, benestanti e con quel tanto di tempo a disposizione che gli consente di girare costantemente da un Campo all’altro, anche nei pomeriggi dei giorni lavorativi, solitamente a bordo del SUV Mercedes o BMW, attrezzato con reticella divisoria per trasportare anche i cani da caccia.
Questi soggetti sono entusiasti del tiro a volo, sanno tutto del tiro a volo, vogliono spiegare a tutti cos’è il tiro a volo, mangiano pane e tiro a volo! Quasi sempre dispongono di un sovrapposto Beretta DT10 EELL ultimo modello o di un Perazzi SC3 (niente di meno, per carità…), equipaggiato con legni stupendi fatti fare apposta a Gardone Val Trompia o a Botticino Mattina. Partecipano a tutte le Gare programmate nella regione e sono disposti ad andare in trasferta dovunque ci sia una competizione con montepremi allettante, a costo –pur salendo sul podio- di fare pari con le spese.
Parlano sempre e solo di lunghezza di canne, strozzatori intercambiabili, calci regolabili, calcioli limita-rinculo e cuffie fonoassorbenti. Usano cartucce “GOLDEN SUPER EXTRA tipo5” che frantumano i piattelli (ma risparmiano gli scoiattoli, come cantava De Gregori) da 7 euro al pacco e ne comprano duemila al mese in convenzione con la tale Armeria, che gliele fa trovare direttamente sul Campo. Però non dicono mai a nessuno che hanno cominciato a sparare in Pedana sei mesi fa!
Questo, infatti, è il loro punto debole: il dato di fatto che sino a poco tempo prima essi avevano preso un fucile in mano solo perché modesti cacciatori di fagiani in riserva e nulla sapevano di ciò che ora –dopo poche settimane e parecchie migliaia di cartucce- intendono insegnare agli altri davanti al bancone del bar nella “club-house”.
A sentirli parlare, noi modesti pisquani che iniziammo a sparare nel secolo scorso, ci sentiamo in imbarazzo e quasi ci vergognamo della nostra incompetenza tecnica, parendoci messe in dubbio le nostre poche certezze, faticosamente acquisite in decenni di semina di piombo a fondo perduto!
Ma la sicurezza con cui gli “entusiasti” enunciano le loro teorie, accompagnate dal costante esercizio pratico dei medesimi -capaci di spararsi sei o sette serie di prova la domenica mattina in attesa della gara pomeridiana- fa sorgere fondati dubbi nelle nostre modeste basi di praticanti: alla fine non siamo più neanche sicuri della posizione dei nostri piedi in Pedana e di dove dobbiamo metterci con le canne alla chiamata (se sopra o sotto la buca e, in ogni caso, di quanti centimetri sopra o sotto? Boh…)
Che abbiano ragione loro? E allora noi finora non abbiamo capito un “cappero”? Può darsi… Meglio starli a sentire anche perché, a forza di darci dentro, alla fine ci prendono per davvero e salgono talvolta anche sul podio o se ne escono dalla segreteria col prosciutto nel cartone vuoto da 250 cartucce per andarlo a mettere nel SUV, dopo aver fatto almeno due volte a piedi il giro dell’Impianto, cessi compresi.
Improvvisamente, purtroppo, tutto questo scompare, con la stessa rapidità con cui era apparso: una meteora!
L’”Entusiasta” militante del tiro a volo –da un fine settimana all’altro- svanisce così com’era venuto, senza una ragione apparente. Si volatilizza dai Campi senza essersi accomiatato da nessuno, si vende i fucili su Internet e non prova neanche a proporli a qualcuno dei conoscenti con cui ha trascorso intere giornate negli ultimi mesi (quelli della sua “conversione” sulla via di Damasco…).
Chi ne chiederà notizie otterrà informazioni frammentarie e/o incomplete: chi dice che abbia improvvisamente iniziato a giocare a golf, attività mai praticata prima e nella quale lo seguirebbe anche la moglie. Qualcun altro rivela di un suo inaspettato tracollo economico che lo avrebbe costretto quasi alla fame. C’è infine chi favoleggia che si sarebbe invaghito di una romena di 26 anni (per la quale avrebbe lasciato moglie e figli...) la quale per farsi mantenere gli avrebbe fatto vendere il fucile e anche il SUV: lo avrebbero visto una domenica mattina aggirarsi su una Panda gialla di seconda mano, carica di pacchi da spedire col furgone bianco ai parenti della compagna in un paesino vicino a Bucarest…
Quale sia la verità non si saprà mai, perché caratteristica peculiare dell’”Entusiasta” è quella di scomparire definitivamente “in un soffio di vento che già se ne va” (stile Mary Poppins con l’ombrello), dopo aver imperversato per un paio d’anni sulle Pedane del Regno, pretendendo di insegnare a tutti gli astanti quello che dovevano fare per rompere più Piattelli e Eliche.
Il bello è che c’è sempre qualcuno che ogni tanto è disposto a rendere gloria all’ex-Entusiasta, con frasi del tipo: “Ma tu te lo ricordi a Crapanzano? Quello sì che ci capiva... Io ho cominciato a rompere i piattelli quando in Pedana mi ha impostato lui! Prima facevo sempre 15 o 16… Adesso arrivo pure a 20. Ma perché non spara più? E’ scomparso… Boh!” e tira un sospiro come se ricordasse un familiare defunto oppure ripensasse al cane sotterrato.
Ma non disperiamo: c’è sempre qualche “Entusiasta” in arrivo che ci potrà spiegare il perché delle nostre “padelle” e come fare a non più peccare…
Forse –nell’ambito delle nostre consuete attività e nella vita di tutti i giorni al di fuori del tiro- già conosciamo qualcuno che tra un anno ci potrà fare da “Maestro Entusiasta”, ma lui ancora non lo sa perché non ha ancora cominciato a sparare. Diamogli tempo…

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Il "grillosaggio" spara RC