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VENDESI FUCILE DA TIRO USATO
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Nel mirino del grillo
(come cambia il valore delle cose)


23/01/2011 - ore 09:39

Il ragazzo doveva vendere il proprio fucile da Tiro per racimolare qualche soldo che gli sarebbe servito per l'acconto al dentista. Questi, ben abituato a mangiare coi denti degli altri, gli aveva pur rateizzato parte dell'importo complessivo del “lavoro” (così lo aveva chiamato...), ma prima di cominciare voleva comunque un buon acconto sul totale per avviare la cosa e stare più tranquillo.
Dal momento che di soldi non ce ne sono mai abbastanza, ma -soprattutto- non ci sono mai quando servono, non rimaneva al giovane aspirante sdentato che cercare di riconvertire in moneta sonate il suo sovrapposto “SMERDIACOFF”, acquistato già usato e “vissuto” soltanto tre anni prima. L'oggetto era tenuto splendidamente e non dimostrava certo la trentina d'anni che erano velocemente trascorsi dacché era uscito dalla nota Fabbrica Statale d'Armi bulgara, famosa nel mondo per l'affidabilità e la resistenza dei suoi spartani prodotti, definiti “indistruttibili”.
Infatti la pubblicità dei marchio recitava: “FUCILI DA UN MILIONE DI COLPI CON UNA RESA BALISTICA ECCEZIONALE!” e sembrava fosse davvero così.
Nonostante questa meritata fama del prodotto, al momento dell'acquisto in effetti la cosa non era andata poi così male: l'armiere simpatico e competente (il classico soggetto un po' amico e molto commerciante) non lo aveva trattato male col prezzo, anche perché lui aveva pagato in contanti dando fondo a tutti i suoi risparmi. Infatti, si sa che gli armieri la cosa che odiano di più nei loro traffici è la “PERMUTA”, che li costringe ad attuare la collaudata tecnica del “COMPRO STRACCI - VENDO SETA”. Invece, quando si compra un fucile in contanti va tutto bene, vi fanno lo sconto cercando di convincervi che ci stanno rimettendo, che hanno valutato l'oggetto al precedente possessore un paio di cento euro in più di quello che ora si contentano di avere da voi e manco si è finito di scrivere l'assegno che è già pronta la dichiarazione di vendita con gli estremi precisi del vostro Porto d'Armi. Non serve neanche intestarlo l'assegno (“Lascia, lascia, che ci metto il timbro dell'Armeria...”) che ve lo levano ancora caldo dalle mani, con l'evidente preoccupazione che ci potreste ripensare!
Così era andata e l'onesto “SMERDIACOFF”, con le mitiche canne da cm. 76 e le classiche strozzature fisse due stelle e una stella (** e *), aveva cominciato a fare il suo dovere in pedana, anche se il calcio (ovviamente non regolabile) era irrimediabilmente “dritto” per la costituzione fisica del ragazzo e di piattelli se ne rompevano assai pochi. Fu così che, dopo alcuni mesi di deludenti serie in cui non arrivava a fare 20, egli decise di affrontare un ulteriore spesa facendo rifare il calcio all'attrezzo, senza toccare l'asta che era troppo bella, scorrevole allo smontaggio e col suo “becco d'oca” di notevole finezza. Si recò allora fiducioso dal “Mastro Geppetto” di turno al Paese dei Balocchi dove -spiegati i suoi problemi al “Mago” e prese le misure come se avesse dovuto fargli un vestito- tempo un mese, ne ottenne la completa soluzione per la modica somma di 500 euro... e poteva andare peggio!
Adesso, col suo fido “SMERDIACOFF” risistemato, il giovane riusciva perfino a fare 21/22 su 25 ed aveva portato a casa pure un decoroso cesto natalizio, per la gioia degli anziani genitori. Tuttavia, ancorché moderatamente soddisfatto, era comunque ora costretto a privarsi dell'attrezzo per poter tornare a sorridere senza imbarazzo. Cominciò allora a fare il giro degli amici e dei “conoscenti di pedana”, offrendo in vendita il fucile senza però specificare per pudore il vero motivo per il quale intendeva privarsene. Ma di questi tempi e con la crisi che c'è, chi ha bisogno di un fucile usato, particolare, poco diffuso e non commerciale? Le risposte che ottenne sui Campi di Tiro del Regno esitando il fucile (sia pure bello a vedersi e perfettamente funzionante) furono le più varie ed in fondo -sia pure con parole diverse- sempre del medesimo tenore:
“TI RINGRAZIO, MA STO CERCANDO ANCH'IO DI VENDERE IL MIO PERAZZI PERCHE' MIA MOGLIE VUOLE CAMBIARE LA MACCHINA”; “NE HO GIA' TRE DI SOVRAPPOSTI DA FOSSA E ANDRO' A SPARARE UNA VOLTA AL MESE, QUANDO VA BENE”; “PER CARITA', CE L'HO GIA' AVUTO ANNI FA UNO COME QUESTO E L'HO DATO VIA PER DISPERAZIONE: NON ROMPEVA UN PIATTELLO!” e questo senza neanche chiedere quanti soldi lui volesse per l'oggetto.
Qualcuno, meno sbrigativo, accettava comunque di vedere l'attrezzo (presentato nella sua bella valigetta di “vilpelle” marrone scuro, senza un graffio) oppure, fattolo montare, lo imbracciava una o due volte verso il vuoto dell'orizzonte e poi sentenziava, con una smorfia: “IL CALCIO E' TROPPO LUNGO PER ME: NON VA BENE” oppure “MA LA DEVIAZIONE INFERIORE DI QUESTO CALCIO E' ADDIRITTURA SINISTRA!” od anche “MA COME FAI A SPARARE CON UN FUCILE COSI' LEGGERO? QUESTO VIAGGIA COME UN TRENO...” e per finire “QUESTA E' LA VERSIONE CACCIA, CHE LA DITTA PER UN CERTO PERIODO HA PRODOTTO ANCHE CON CANNE DA 76 CM.: NON VEDI CHE C'HA IL SELETTORE? NON E' NEANCHE UN FUCILE DA PIATTELLO...”
Imbattibile un “amico” che, pregato di sentire in giro se qualche neofita volesse un onesto fucile per cominciare a calcare le pedane ad un prezzo vantaggioso, rispose che sì, l'avrebbe tenuto presente, ma subito aggiunse banalmente: “Sì, sì vabbè... MA CON UN FUCILE COSI' PARTICOLARE, POI CHE CI FAI?", lasciando ben comprendere quanto impegno ci avrebbe messo ad aiutarlo nell'impresa.
Notevolmente scoraggiato e col tempo che incalzava, il ragazzo interpellò allora l'armiere presso il quale aveva fatto l'acquisto, mettendo le carte in tavola e dichiarandosi disposto a rimetterci anche “qualcosa” sul prezzo. Ma l'amico-commerciante, in modo assai sbrigativo e molto meno cortese del solito, gli disse che non poteva proprio riprendere indietro il suo fucile poiché “in questo particolare momento” non si vendeva manco una cerbottana e di “SMERDIACOFF” anche più belli del suo ne aveva in casa altri tre o quattro! A scanso equivoci gli precisò pure che non era questione di prezzo: ora non poteva riprenderglielo e basta! Semmai tra qualche mese, secondo come fosse andata la stagione del Tiro, se ne poteva riparlare. Chissà...
Egli, non potendo aspettare qualche mese, si mise allora a girare per le varie armerie dove in passato era stato almeno una volta per comprare cartucce, ma non concluse granché, se non il fatto che ognuno degli interpellati trovava al suo “SMERDIACOFF” nuovi e più consistenti difetti (“LE CANNE SONO STATE RITOCCATE”; “IL CALCIO E' TROPPO CURVO PER LA FOSSA”; “IL SELETTORE DI TIRO NON FUNZIONA: DEV'ESSERE STATO BLOCCATO CON UNA VITE INTERNA”; “C'E' TROPPO PICH E DA FASTIDIO SOTTO L'ASCELLA”; “MA CHI SI PUO' COMPRARE UN FUCILE COSI'? NON HA MERCATO...”), tanto da fargli venire più volte la tentazione -se l'oggetto non fosse stato regolarmente denunciato in Questura a suo nome- di abbandonarlo per strada vicino ad un cassonetto della “monnezza” salvando però la valigetta, in quanto un armiere gli aveva detto che era più bella del fucile che conteneva e che era semmai disposto a comprargli quella!
Alla fine della giostra, il giovane si trovò al punto di partenza, senza i soldi per il dentista, con in mano un fucile che nessuno aveva voluto neanche per la metà di quello che lui lo aveva pagato (in contanti, ricordate? E senza parlare del calcio rifatto nuovo...) e per di più con lo sconforto di possedere un attrezzo di marca -all'estero apprezzato e ricercato- che gli era stato invece demolito in tutti i modi, screditato proprio per le sue caratteristiche tecniche e la resa balistica fuori dal comune, magnificate all'atto dell'acquisto.
Qualcuno crudelmente gli aveva perfino detto: “SE FOSSE STATO UN BERETTA O UN PERAZZI, ALLORA SE NE POTEVA PARLARE!”, come se avesse comprato un pezzo di ferro che non era in grado di competere con fucili “veri”.
Ma se c'è la crisi di tutto, compresa quella del “Sistema Tiro” (e per molti di noi anche esistenziale), non è poi così facile vendere un fucile usato di qualsiasi marca e modello in questi tempi, anche se innegabilmente certi attrezzi vanno più di moda di altri e questo vale un po' per tutte le merci usate.
Il ragazzo decise allora di tenersi il fucile, sempre ben oliato ed ingrassato, riposto nella sua bella valigetta, in attesa di tempi migliori: certamente un giorno gli innegabili pregi dell'arma sarebbero stati apprezzati ed il suo valore come prodotto “di nicchia” sarebbe stato meritatamente riconosciuto.
Pertanto, la morale della storia è che per il futuro sarà bene porre maggiore attenzione a come, dove e con chi si investono i propri soldi (tanti o pochi che siano...), perché è poi triste dover rivendere per “stracci” quello che si è comprato come “seta”... e a volte neanche basta!

Grillo Saggio
Il "grillosaggio" spara RC